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a cura di Elisabetta Cristallini

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giardini d'artista Peter Greenaway

I misteri dei giardini di Compton House


disegni per I Misteri dei Giardini di Compton House

Il regista inglese Peter Greenaway con il suo primo lungometraggio "I misteri dei giardini di Compton House" del 1982 (The draughtsman's contract) viene consacrato dal pubblico e dalla critica come uno dei più interessanti e geniali registi del cinema britannico.
Per questo film, Greenaway, regista sceneggiatore ed autore del soggetto, realizza anche dodici disegni che si rivelano essere gli elementi informatori di tutta la vicenda rappresentata. L'importanza che Greenaway attribuisce alle dodici vedute di Compton House è resa ancora più chiara da quanto egli stesso dice: "Il film in un certo senso è su dodici disegni.
E' un film sulle confabulazioni e sulle macchinazioni durante la realizzazione di dodici disegni e tutto il resto del film rende questi disegni significativi in un sistema numerico da 1 a 12". Infatti l'idea del contenuto del film, ambientato nel 1694 in Inghilterra in una villa del Kent, ruota proprio intorno alla commissione di dodici disegni ad un artista, Mr. Neville, il draughtsman del titolo originale.
Mr. Neville, stipulando il contratto per i disegni con Mrs. Herbert, la padrona di casa, pretende che sia apposta una ulteriore clausola che consiste nel ricevere per ciascun disegno, oltre al compenso pattuito, una prestazione sessuale dalla stessa.
Mr. Neville, convinto di avere ottenuto più di quanto gli fosse lecitamente dovuto, non si accorge, invece, di essere lui stesso prima coinvolto ed infine ulteriore vittima di un complotto criminoso ordito proprio da Mrs. Herbert e dalla di lei figlia. In ognuno dei suoi disegni Neville rappresenta senza rendersene conto elementi propri della storia che si va sviluppando, come ricorda Greenaway ritrae "ciò che vede e non ciò che sa" lasciando aperti anche negli spettatori molti interrogativi sull'esito finale della vicenda. Gran parte del fascino del film è da attribuire all'ambientazione cui si è accennato. Il periodo e la località prescelta sono infatti essenziali allo sviluppo della vicenda.
La dimora ed i vasti giardini circostanti con le loro luci e le loro ombre costituiscono la sede ideale degli avvenimenti i cui contorni si dileguano ogni qual volta si ha l'impressione di averli definiti.
I giardini in particolare, che nella realtà sono quelli di Groombridge Place nel Kent, appartengono ad un tipo di giardino a mezza strada tra il modello francese del Le Notre e quello naturalistico che tanto successo ebbe in Inghilterra a partire dalla fine del XVII secolo.

BIBLIOGRAFIA
De Gaetano D., Il cinema di Peter Greenaway, Lindau, Torino 1995
Bogani G., Peter Greenaway, Il Castoro Cinema, Milano 1995
Bencivenni A. e Samueli A., Peter Greenaway, il cinema delle idee, Le Mani, Genova 1996
Papers/Papiers, Dis Voir, Paris 1990
Lawrence A. Des films of Peter Greenaway