la rete reale virtuale dell'arte contemporanea

i luoghi dell'arte
a cura di Elisabetta Cristallini

giardini d'artista
società d'artista
fondazioni
musei
gallerie
indipendent arts spaces
ateliers
collezioni private
alberi & alberi


Francesco Narduzzi, "Viaggiarsi-spirituarsi", iscrizione su pietra, Rocca Respampani, 2001.


Francesco Narduzzi, "Viaggiarsi-spirituarsi", iscrizione su pietra, Rocca Respampani, 2001.


Francesco Narduzzi, "Incontrarsi-armoniarsi", iscrizione su pietra, Gole del Biedano,1997.


Francesco Narduzzi, "Incontrarsi-armoniarsi", iscrizione su pietra, Gole del Biedano,1997.

 

 


giardini d'artista Francesco Narduzzi

Grande libro aperto all'aperto
Manuela Feliziani

"Grande libro aperto, all'aperto" è un progetto ideato da Francesco Narduzzi per essere realizzato in vari siti della Tuscia. Qui luoghi di notevole interesse paesaggistico e testimonianze storiche, divengono lo scenario ideale per accogliere iscrizioni composte di frasi poetiche, eseguite dall'artista utilizzando un repertorio di segni iconici, prelevati dal contesto naturale.
A tutt'oggi Francesco Narduzzi ha realizzato due interventi, uno nelle gole del Biedano, presso la cittadina di Blera, l'altro nella valle sottostante la Rocca Respanpani, dove scorre il torrente Leia.
Ripercorrendo la vicenda creativa di questo artista, risulta evidente come la struttura della frase scritta o incisa caratterizzi già le prime opere realizzate trent'anni fa su supporto ligneo. In esse Narduzzi rinunciava ad una vera comunicazione poiché i grafemi, disposti nello spazio, si proponevano nella loro pura iconicità. A metà anni "90 la realizzazione di alcuni libri d'artista, si pongono come l'antecedente più diretto delle opere in questione perché per la prima volta egli vi utilizza in senso comunicativo il suo personale repertorio linguistico, esprimendosi nelle stesse forme verbali che troviamo incise nei due interventi ambientali.
Si rileva con chiarezza il profondo legame poetico che l'artista, da sempre, intrattiene con questi territori dove, nei secoli, si è realizzata una perfetta fusione fra bellezza naturale e antiche testimonianze antropiche.
Mi riferisco in particolare alla necropoli rupestre di Norchia dove le iscrizioni funerarie, oggi consunte e poco leggibili, o i graffiti dei viaggiatori che percorsero per circa un millennio la "Cava buia", suggestivo tratto della Via Clodia "tagliata" nel tufo, tuttora suggestionano chi abbia la fortuna di percorrere questi territori.
Francesco Narduzzi ha scelto con attenzione il luogo dove inserire l'intervento, lo spazio che circonda l'opera e la veduta prevista, sempre frontale come si conviene ad un testo scritto ed anticipata da uno spiazzo.
Nel primo caso, a Blera, ("incontrarsi-armoniarsi") esso conferisce un effetto scenografico all'incisione realizzata su un architrave naturale.
Nel secondo caso, presso la Rocca Respampani ("viaggiarsi-spirituarsi"), l'intervento, delimitato da due cortine rocciose simili a tendaggi, risulta meno visibile, e lo spazio antistante serve per raggiungerlo e scoprirlo, poiché la vegetazione lo cela con discrezione.
Il fattore tempo interviene su due livelli: sia come durata, quando i fattori atmosferici, aggiungono patine e coloriture alla roccia mimetizzando l'iscrizione ed assimilandola al paesaggio, sia come movimento, con il percorso, sia fisico che mentale, che è parte integrante dell'opera.
In entrambi gli interventi, siamo costretti a scendere dalla sommità alla valle, dall'alto verso il basso. Scendere nella forra equivale ad abbandonare posizioni certe, sicure come quelle scelte anticamente per insediare città, per "immergersi" nella natura. Significa accettare il rischio di "perdersi", secondo quella nozione oggi dimenticata di natura come luogo irto di pericoli, ma anche perdita metaforica di "sé" in un ambito sconosciuto ed incontrollabile, scegliere quindi di intraprendere un percorso di conoscenza e di iniziazione, previsto e voluto dall'artista.
Durante questo cammino, in alcuni tratti impervio, i nostri apparati percettivi sono sottoposti ad innumerevoli stimolazioni sensoriali: il camminare ci porta a diretto contatto con la natura ancora selvaggia, alla sua scoperta, mentre i segni antropici passati e quelli recenti costituiscono un legame con la storia di cui siamo ultima propaggine.
Nella nostra discesa-immersione nelle gole del Biedano, il ponte romano a tre archi ci ricorda gli antichi percorsi della Via Clodia, che un tempo attraversava Blera e toccava poi Norchia, e possiamo intuire i segni di un attività agricola, un tempo fiorente, dai ruderi dei vecchi mulini che sfruttavano la forza motrice dell'acqua fluviale.
Nell'ultimo intervento, la Rocca Respampani, forte presenza nella parte alta, raggiunta la valle, scompare e cede il posto alle rovine del castello medievale che in lontananza domina la vista; nella parte più bassa, un ponte di epoca medievale a schiena d'asino, detto il ponte di Fra' Cirillo, attraversa il torrente Leia.
In entrambi i siti, lo scorrere dell'acqua evidenzia, come accadeva anche nei giardini antichi, la presenza della vita ed arricchisce di suoni il fondovalle.
"Grande libro aperto, all'aperto", con le due opere realizzate, enfatizza una dimensione non solo fisica e sensoriale, ma il compiersi di un percorso che diviene, come quando ci dedichiamo alla lettura, viaggio interiore.
Ecco allora che "incontrarsi-armoniarsi" e "viaggiarsi-spirituarsi" alludono al desiderio dell'uomo di relazione, sia fra esseri umani che all'interno di sé stesso, come enfatizza la forma riflessiva dei verbi, ma anche di perder-si nella natura come la seconda forma verbale, contrapposta alla prima, suggerisce.
Se il viaggio nell'ambiente naturale corrisponde al viaggio dentro di noi, la struttura di questo percorso ci riporta dal macrocosmo al microcosmo e viceversa, attraverso le sensazioni e le relazioni, momenti fondamentali dell'uomo per conoscere e per conoscer-si in un tutto unico, dove una natura non virtuale non è solo sfondo della nostre vicende esistenziali, ma medium nel quale siamo consapevolmente "immersi".

Bibliografia:
M. Feliziani. "Grande libro aperto all'aperto", L'albatros, 2, aprile-giugno 2002, pp. 23-30.


Notizie utili:

Ubicazione:

Blera: Gole del Biedano:
Per chi proviene da Nord: si raggiunge mediante l'autostrada del Sole A1 (Roma-Firenze) uscita Orte; percorrere il tratto della superstrada Orte-Civitavecchia, uscita Vetralla, ed immettersi sulla strada statale Cassia in direzione Roma, fino a Cura di Vetralla, quindi deviare sulla strada provinciale per Blera.
Da Roma: percorrere la strada Cassia in direzione Viterbo fino a Cura di Vetralla, quindi deviare sulla strada provinciale per Blera.
Giunti in paese, in via Umberto I, seguendo le indicazioni turistiche per "Ponte del Diavolo sulla antica Via Clodia" scendere nella valle e seguire il sentiero tracciato sul terreno.

Ingresso libero

Informazioni:
-· Comune di Blera: tel. 0761 - 470093
-· Dott. Manuela Feliziani, e-mail: manufelix@tin.it

Rocca Respampani:
Per chi proviene da Nord: si raggiunge mediante l'autostrada del Sole A1 (Roma-Firenze) uscita Orte; percorrere il tratto della superstrada Orte-Civitavecchia, uscita Vetralla, che si immette sulla la strada statale Cassia in direzione Roma e, prima di raggiungere Vetralla deviare sulla provinciale per Tuscania fino a raggiungere la tenuta "Rocca Respampani", (nei pressi della Taverna di Fra'Cirillo)
Da Roma: percorrendo la strada Cassia in direzione Viterbo, oltrepassare Vetralla e deviare sulla provinciale per Tuscania fino raggiungere la tenuta Rocca Respampani, (nei pressi della Taverna di Fra'Cirillo).
Chiedere, presso gli uffici dell'azienda, il permesso di oltrepassare la sbarra d'ingresso o telefonare al Comune di Monteromano informando il Sindaco della visita.
Percorsi circa tre chilometri fino a raggiungere il castello, scendere nella valle sottostante tenendo la destra.

Ingresso libero:

Informazioni:
Comune di Monteromano: tel. 0761 - 860021
Dott. Manuela Feliziani, e-mail: manufelix@tin.it