giardini
d'artista Francesco Narduzzi
Grande libro
aperto all'aperto
Manuela Feliziani
"Grande libro
aperto, all'aperto" è un progetto ideato da Francesco
Narduzzi per essere realizzato in vari siti della Tuscia. Qui luoghi
di notevole interesse paesaggistico e testimonianze storiche, divengono
lo scenario ideale per accogliere iscrizioni composte di frasi poetiche,
eseguite dall'artista utilizzando un repertorio di segni iconici,
prelevati dal contesto naturale.
A tutt'oggi Francesco Narduzzi ha realizzato due interventi, uno nelle
gole del Biedano, presso la cittadina di Blera, l'altro nella valle
sottostante la Rocca Respanpani, dove scorre il torrente Leia.
Ripercorrendo la vicenda creativa di questo artista, risulta evidente
come la struttura della frase scritta o incisa caratterizzi già
le prime opere realizzate trent'anni fa su supporto ligneo. In esse
Narduzzi rinunciava ad una vera comunicazione poiché i grafemi,
disposti nello spazio, si proponevano nella loro pura iconicità.
A metà anni "90 la realizzazione di alcuni libri d'artista,
si pongono come l'antecedente più diretto delle opere in questione
perché per la prima volta egli vi utilizza in senso comunicativo
il suo personale repertorio linguistico, esprimendosi nelle stesse
forme verbali che troviamo incise nei due interventi ambientali.
Si rileva con chiarezza il profondo legame poetico che l'artista,
da sempre, intrattiene con questi territori dove, nei secoli, si è
realizzata una perfetta fusione fra bellezza naturale e antiche testimonianze
antropiche.
Mi riferisco in particolare alla necropoli rupestre di Norchia dove
le iscrizioni funerarie, oggi consunte e poco leggibili, o i graffiti
dei viaggiatori che percorsero per circa un millennio la "Cava
buia", suggestivo tratto della Via Clodia "tagliata"
nel tufo, tuttora suggestionano chi abbia la fortuna di percorrere
questi territori.
Francesco Narduzzi ha scelto con attenzione il luogo dove inserire
l'intervento, lo spazio che circonda l'opera e la veduta prevista,
sempre frontale come si conviene ad un testo scritto ed anticipata
da uno spiazzo.
Nel primo caso, a Blera, ("incontrarsi-armoniarsi") esso
conferisce un effetto scenografico all'incisione realizzata su un
architrave naturale.
Nel secondo caso, presso la Rocca Respampani ("viaggiarsi-spirituarsi"),
l'intervento, delimitato da due cortine rocciose simili a tendaggi,
risulta meno visibile, e lo spazio antistante serve per raggiungerlo
e scoprirlo, poiché la vegetazione lo cela con discrezione.
Il fattore tempo interviene su due livelli: sia come durata, quando
i fattori atmosferici, aggiungono patine e coloriture alla roccia
mimetizzando l'iscrizione ed assimilandola al paesaggio, sia come
movimento, con il percorso, sia fisico che mentale, che è parte
integrante dell'opera.
In entrambi gli interventi, siamo costretti a scendere dalla sommità
alla valle, dall'alto verso il basso. Scendere nella forra equivale
ad abbandonare posizioni certe, sicure come quelle scelte anticamente
per insediare città, per "immergersi" nella natura.
Significa accettare il rischio di "perdersi", secondo quella
nozione oggi dimenticata di natura come luogo irto di pericoli, ma
anche perdita metaforica di "sé" in un ambito sconosciuto
ed incontrollabile, scegliere quindi di intraprendere un percorso
di conoscenza e di iniziazione, previsto e voluto dall'artista.
Durante questo cammino, in alcuni tratti impervio, i nostri apparati
percettivi sono sottoposti ad innumerevoli stimolazioni sensoriali:
il camminare ci porta a diretto contatto con la natura ancora selvaggia,
alla sua scoperta, mentre i segni antropici passati e quelli recenti
costituiscono un legame con la storia di cui siamo ultima propaggine.
Nella nostra discesa-immersione nelle gole del Biedano, il ponte romano
a tre archi ci ricorda gli antichi percorsi della Via Clodia, che
un tempo attraversava Blera e toccava poi Norchia, e possiamo intuire
i segni di un attività agricola, un tempo fiorente, dai ruderi
dei vecchi mulini che sfruttavano la forza motrice dell'acqua fluviale.
Nell'ultimo intervento, la Rocca Respampani, forte presenza nella
parte alta, raggiunta la valle, scompare e cede il posto alle rovine
del castello medievale che in lontananza domina la vista; nella parte
più bassa, un ponte di epoca medievale a schiena d'asino, detto
il ponte di Fra' Cirillo, attraversa il torrente Leia.
In entrambi i siti, lo scorrere dell'acqua evidenzia, come accadeva
anche nei giardini antichi, la presenza della vita ed arricchisce
di suoni il fondovalle.
"Grande libro aperto, all'aperto", con le due opere realizzate,
enfatizza una dimensione non solo fisica e sensoriale, ma il compiersi
di un percorso che diviene, come quando ci dedichiamo alla lettura,
viaggio interiore.
Ecco allora che "incontrarsi-armoniarsi" e "viaggiarsi-spirituarsi"
alludono al desiderio dell'uomo di relazione, sia fra esseri umani
che all'interno di sé stesso, come enfatizza la forma riflessiva
dei verbi, ma anche di perder-si nella natura come la seconda forma
verbale, contrapposta alla prima, suggerisce.
Se il viaggio nell'ambiente naturale corrisponde al viaggio dentro
di noi, la struttura di questo percorso ci riporta dal macrocosmo
al microcosmo e viceversa, attraverso le sensazioni e le relazioni,
momenti fondamentali dell'uomo per conoscere e per conoscer-si in
un tutto unico, dove una natura non virtuale non è solo sfondo
della nostre vicende esistenziali, ma medium nel quale siamo consapevolmente
"immersi".
Bibliografia:
M. Feliziani. "Grande libro aperto all'aperto", L'albatros,
2, aprile-giugno 2002, pp. 23-30.
Notizie utili:
Ubicazione:
Blera: Gole
del Biedano:
Per chi proviene da Nord: si raggiunge mediante l'autostrada del Sole
A1 (Roma-Firenze) uscita Orte; percorrere il tratto della superstrada
Orte-Civitavecchia, uscita Vetralla, ed immettersi sulla strada statale
Cassia in direzione Roma, fino a Cura di Vetralla, quindi deviare
sulla strada provinciale per Blera.
Da Roma: percorrere la strada Cassia in direzione Viterbo fino a Cura
di Vetralla, quindi deviare sulla strada provinciale per Blera.
Giunti in paese, in via Umberto I, seguendo le indicazioni turistiche
per "Ponte del Diavolo sulla antica Via Clodia" scendere
nella valle e seguire il sentiero tracciato sul terreno.
Ingresso
libero
Informazioni:
-· Comune di Blera: tel. 0761 - 470093
-· Dott. Manuela Feliziani, e-mail: manufelix@tin.it
Rocca Respampani:
Per chi proviene da Nord: si raggiunge mediante l'autostrada del Sole
A1 (Roma-Firenze) uscita Orte; percorrere il tratto della superstrada
Orte-Civitavecchia, uscita Vetralla, che si immette sulla la strada
statale Cassia in direzione Roma e, prima di raggiungere Vetralla
deviare sulla provinciale per Tuscania fino a raggiungere la tenuta
"Rocca Respampani", (nei pressi della Taverna di Fra'Cirillo)
Da Roma: percorrendo la strada Cassia in direzione Viterbo, oltrepassare
Vetralla e deviare sulla provinciale per Tuscania fino raggiungere
la tenuta Rocca Respampani, (nei pressi della Taverna di Fra'Cirillo).
Chiedere, presso gli uffici dell'azienda, il permesso di oltrepassare
la sbarra d'ingresso o telefonare al Comune di Monteromano informando
il Sindaco della visita.
Percorsi circa tre chilometri fino a raggiungere il castello, scendere
nella valle sottostante tenendo la destra.
Ingresso
libero:
Informazioni:
Comune di Monteromano: tel. 0761 - 860021
Dott. Manuela Feliziani, e-mail: manufelix@tin.it