| Luxflux n.16 - novembre/dicembre
2005 |
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Arte tecnoetica: coscienza, telematica, nanotecnologie.
Conversazione con Roy Ascott
di Maurizio Bolognini
I tuoi primi esperimenti di collaborazione
artistica attraverso le reti hanno anticipato di un decennio
Internet. Già negli anni Sessanta, mentre Fluxus e gli
artisti concettuali cercavano di spostare l’attenzione
dall’oggetto all’“idea”e al “comportamento”
dell’artista, tu mettevi il “sistema” al centro
della tua riflessione. [ segue
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| Luxflux n.12 - marzo/aprile
2005 |
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Dimenticare l’arte.
Conversazione con Mario Costa
di Maurizio Bolognini
La produzione artistica è sostanzialmente
radicata nella tecnica, è questa che la fonda (ne è
il fondamento) al punto che la storia dell'arte appare piuttosto
come una storia delle tecniche o, meglio, della estetizzazione
delle tecniche[ segue
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| Luxflux n.11 - gennaio/febbraio
2005 |
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Bioestetica, arte transgenica e il coniglio verde.
Conversazione con Eduardo Kac
di Maurizio Bolognini
Si tratta di rimettere in discussione la
supremazia del DNA. Il progetto Genesis rende evidente che la
“vita” non può più essere considerata
come un fatto puramente biochimico, ma costituisce un fenomeno
complesso, all’incrocio tra credenze, economia, diritto,
decisioni politiche, leggi scientifiche, costrutti culturali.[
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| Luxflux n.9 - settembre/ottobre
2004 |
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Collezionismo e storia dell’arte in una conversazione
con Enrico Pedrini
di Maurizio Bolognini
Il fatto che la ricerca continui è
innegabile ma non basta, e non durerà a lungo senza un
cambiamento sostanziale del sistema dell’arte, che dovrebbe
investire il ruolo delle istituzioni pubbliche, la credibilità
della storia dell’arte e la stessa natura del collezionismo.[
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“Volver atras para ir adelante”.
Un incontro tra Patrizia Mania e Gea Casolaro.
di Patrizia Mania
Più che una zavorra, penso che sia
necessario cominciare a considerare il passato come un obbligato
passaggio della storia di cui non sia possibile fare a meno
per progettare il futuro; futuro inteso non come prospettiva
riguardante un singolo individuo ma come sviluppo dell’umanità
nel suo insieme.[ segue
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“Chi non gode del benessere dei paesi ad alto sviluppo
ne soffre le conseguenze”.
Lo sviluppo visto dalla fine del mondo in un incontro con Ines
Fontenla .
di Lucrezia Cippitelli
“Il cielo alla fine del mondo”è
un lavoro che parla del “Buco di ozono” che si apre,
pericolosamente, in primavera sopra l’Antartide e nel
sud de Cile e Argentina, nella zona di Tierra del Fuego specificamente.[
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| Luxflux n.8 - luglio/agosto
2004 |
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"La cultura insegnando pulisce mentre l'amara realtà
sporca".
Un incontro con Roberto Perciballi
di Vania Granata
Sono perfettamente cosciente che non cambia
niente, difatti tengo ancora in vita i B-Riot come vent’anni
fa! ...e presto faremo un nuovo cd, finalmente. Non sembro cambiato
no? Anche quello che subiamo quotidianamente però, non
è cambiato per niente e questo mi preoccupa.[
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| Luxflux n.7 - maggio/giugno
2004 |
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Dar forma all'informe
Un dialogo tra Patrizia Mania e Laura Palmieri
di Patrizia Mania
L'opera d'arte non
ha per me un valore individuale: mi interessa cio' che
viene prodotto da quel "laboratorio"
che si produce quando tanti (ed anche chi non fa per forza un'opera)
contribuiscono a quello che succede.[
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L'inquadratura
ossessiva di Mario Schifano
di Rebecca Tesciuba
L'attività di Mario Schifano come film-maker coincide con
il suo carattere prettamente contemporaneo che si risolve
in un rapporto di contiguità tra cinema e pittura, non a caso
egli e' stato uno dei primi artisti in Italia ad aver portato
nella pittura i linguaggi della comunicazione di massa.[
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La Cooperativa del Cinema Indipendente
di Giorgia Calo'
Il cinema
ha da sempre affascinato i pittori,
adottato non solo come strumento di registrazione ma anche
come mezzo di indagine temporale e di realizzazione dell'immagine.
Ma cosa deve il cinema ai pittori?[
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| Luxflux n.6 - marzo/aprile 2004 |
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Intervista immaginaria a Louise Bourgeois
di Simonetta Lux
Si si, e' vero. Ma amo pi' vedere il lavoro degli artisti che non far vedere il mio debole corpo novantatreenne che si appoggia. Mentre la mia mente e' potentissima, salvo la volontˆ che e' intercettata,
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Arte e
tecnologie digitali
in un dialogo con Maurizio Bolognini
di Domenico Scudero
Programmo macchine che poi lascio funzionare all'infinito e senza monitor, facendo in modo che producano elaborazioni basate su processi "casuali".[
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Nell'astrazione
dell'ornamento trovo tutto il mondo
Christiana Protto in una intervista di Patrizia Mania a proposito
della sua mostra al MLAC di Roma
di Patrizia Mania
In uno spazio con povere masserizie impilate l'una sull'altra hai ordinato le tue cose, cose di cui ti sei appropriata e che in questa logica, sono diventate tue [
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Maurizio
Bolognini: la problematica dell'arte
di Robert C. Morgan
Mi interessa il lavoro di Maurizio Bolognini, artista che rifiuta
l'arte come sistema di valori immutato nell'accelerazione
della nostra cultura globalizzata e basata sull'informazione.
Mi interessa la sua implicita critica dell'arte.[
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| Luxflux n.5 - gennaio/febbraio 2004 |
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Dove
ci porterˆ l'artista?
Un incontro di Patrizia Mania con Elisabetta Benassi a proposito
del suo ultimo film Tutti morimmo a stento
di Patrizia Mania
"Tutti morimmo a stento" e' il titolo
di questo film ma e' anche l'inizio di uno dei pUi' bei brani
scritti ed interpretati da Fabrizio De AndrŽ [
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A
partire da un paradigma della differenza. Una riflessione sui
margini di Carla Subrizi
Si puo' procedere, in una riflessione sulla
storia o su un aspetto specifico di essa (l'arte, la poesia,
la musica, etc.), partendo da un paradigma della differenza
piuttosto che da un paradigma dell'identitˆ? [
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L'eventualità
dell'opera di Simonetta Lux
Parola e immagine, appartenendo ad un comune
piano di metaforicitˆ, si manifestano in una "formazione eterogenea"
che eccede lo stesso soggetto discorsivo e nell'eccesso produce,
nel segno di un'immagine, l'eventualitˆ di un'opera d'arte".
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| Luxflux n.3-4 - settembre/dicembre 2003 |
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Un
nuovo libro di teatro: la "Lingua stellare" di Fabrizio Crisafulli
di Domenico Scudero In
occasione della pubblicazione del libro Lingua stellare.
Il teatro di Fabrizio Crisafulli, 1991-2002, a cura di Simonetta
Lux, abbiamo rivolto alcune domande allo stesso Crisafulli.
Il libro raccoglie contributi di Maria Pia D'Orazi, Dario Evola,
Raimondo Guarino, Teresa Macri', Patrizia Mania, Paolo Ruffini,
oltre che di Crisafulli e Lux. [
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Una
conversazione con Silvia Iorio su arte, scienza, bioetica
di Sergio Cortesini Silvia
Iorio compare puntuale al luogo dell'appuntamento, in Largo
di Torre Argentina a Roma; le ciocche dei capelli corti e ribelli,
il volto sorridente e i modi cortesi, come ogni volta che ho
avuto occasione di incontrala. [
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Tito
Amodei. Tautologia di una scultura di
Gioia Pica
Ho cominciato con i nudi: la mia prima scultura e' un grande
nudo nato da un grande albero che ho trovato nella Feniglia
di Orbetello. L'ho lavorata, l'ho portata a Firenze e l'ho finita
li' nel mio studio, poi e' andata a Torino ed ha ispirato il titolo
di un libro di Giorgio Saviane "La donna di legno". E' un'opera
legata ad un figurativo libero, ma sempre figurativo. [
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Alla ricerca
dell'innocenza perduta.
Quale realtˆ nell'arte contemporanea? Qualche esempio espunto
dal panorama espositivo romano istituzionale
di Patrizia Mania Agognare
al grado zero dell'immagine, ad una rastremazione di quell'eccesso
ingarbugliato di senso che pervade il messaggio visivo, per
una sua nuova immediatezza. [
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| Luxflux n.2 - luglio/agosto
2003 |
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La
costellazione dell'imprevisto: London, Sklovskij, Kuleshov,
e oltre di Paola Ferraris
Jack London, famoso per i suoi romanzi d'avventure,
ha scritto nel 1906 un racconto intitolato L'imprevisto,
dove quest'ultimo concerne pochi uomini dentro una casa isolata.
Incomincia cosi': [ segue
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Rothbart dalla
parte di Moral di
Sukran Moral
Daniel Rothbart e' un mio amico artista americano,
vive a New York ma e' un nomade, ha amici dappertutto.
Ritorna a Roma per una mostra personale che ha inaugurato il
28 Giugno alla Fondazione Baruchello. [
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| Luxflux n.1 - maggio/giugno
2003 |
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L'invisibile
dell'opera d'arte e l'etica dell'operare artistico. Un dialogo
tra Jacopo Benci e Patrizia Mania di
Patrizia Mania Comincerei con
il considerare un aspetto, forse un po' intimo, o quantomeno
inedito, della tua ricerca che e' la raccolta, la classificazione
e la conservazione di polvere, quasi a voler fissare il pulviscolo,
l'imprendibile, l'aereo, l'immateriale per eccellenza. [
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CENSURA
D'IDENTITA'. 1."Il Supplizio" di
Simonetta Lux Molte donne in
passato sono state al centro in quanto oggetto dell'arte o oggetto
dell'artista, come in questo caso di Pascali . E molte donne
oggi sembrano al centro della scena concettuale dell'arte -
artiste oggetto di se stesse in quanto artiste appunto, ma anche
in quanto metafora (o paradosso) reale della azione e
ruolo dell'arte in questi tristi frangenti
[ segue ] |
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"Censura
d'identita''. 2 . Bocconcini di donna di
Sergio Rispoli Tendenze estreme
dell'arte.
da Varsavia l'ultima proposta: il cannibalismo di largo consumo
[ segue
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CENSURA
D'IDENTITA'. 6. Prima della guerra. E dopo? di
Agneszka Zakrzewicz Babilonia
| Bagdad | Ektesifonte | Hatra | Kerbala | Musul | Ninive |
Fiume Tigri [ segue
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CENSURA
D'IDENTITA'. 7."Ambiguitas di Sukran Moral" Simonetta
Lux scrive e intervista Sukran Moral Al
centro di una stanza uno sgabello, sul quale e' posto un testo
in turco, Scopo : raccontare l'impossibile comunicazione con
il pubblico ed in generale con l'ambiente artistico. "
La gente non vuole essere protagonista ma voyeur, quindi per
l'uomo moderno tutto e' oggetto" [ segue
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CENSURA
D'IDENTITA'. 8."Francesco d'Assisi - Un contributo alla teoria
eventualista" di Giuseppe Pansini
Si tratta di cercare le ragioni profonde
dell'agire artistico e degli effetti prodotti dall'oggetto della
sua creazione.Tornando alle radici della nostra cultura, rivisito
la vita e l'opera di Francesco d'Assisi. La lettura, in chiave
psicologica, lascia emergere la figura di un personaggio chepone
l'Io-coscienza al servizio della realizzazione del SŽ.
[ segue
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EST-
HUMAN Intervista con Anda Rottemberg di
Agnieszka Zakrzewicz Negli anni
ottanta, anche sulle rive della Vistola si svilupp" la
pittura dei "nuovi selvaggi" includendo la Polonia
nelle carte geografico-culturali dell'Occidente. Nella seconda
metà degli anni novanta una nuova generazione di artisti
ha rinnegato il parallelismo Est-Ovest.[
segue ]
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