introduzione
che cos'è il fascismo
ebrea
manipolazione di cultura
linguaggio è guerra

Filmano tutto, Manipolazione di cultura, Libro dartista, cm.
24.3x37.9,1976

Hanno unidea, Manipolazione di cultura, Libro dartista,
cm. 24.3x37.9,1976

Amano il bello, Manipolazione di cultura, libro dartista, cm.
24,3x37,9 - 1976
Utilizzano sciocchi, Manipolazione di cultura, libro dartista,
cm. 24,3x37,9 - 1976
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Fabio
Mauri Manipolazione di cultura, 1971-75
In questo caso
Fabio Mauri realizza unopera di linguaggio, sul linguaggio in
cui protagonista è lideologia, unideologia messa
a nudo, demistificata nei suoi meccanismi più perversi.
Una delle fonti di maggior dolore per lartista fu proprio scoprire
precocemente di aver vissuto la sua giovinezza in un luogo e
un tempo dominati da unabile Bugia 1.
Il fascismo ed il nazismo facevano un uso falso del linguaggio, puntando
ad una comunicazione subdola e parziale, tesa ad allettare e conquistare
i favori della gente e ad avallare scelte ed imposizioni inammissibili.
La grande furbizia di questi regimi consistette proprio nellappropriarsi
degli allora nascenti mezzi di comunicazione di massa e nel monopolizzarne
luso 2,
in modo da divulgare rasserenanti false consapevolezze di altrettante
false realtà.
Mauri compie la stessa operazione, ma con un intento del tutto opposto:
daltra parte è lui stesso ad affermare che Bene e Male
parlano la stessa lingua, è la coscienza critica dellindividuo
a fare la differenza, a fare emergere la diversità di motivazioni
ed obiettivi.
Fotografie storiche
del nazismo, ritoccate a mano con bande monocrome nere ed accompagnate
da una breve didascalia, sono raccolte in un lavoro grafico, trasformato
dalla Nuovo Foglio editrice in centoventicinque cartelle contenenti
quindici tavole 50 x 70, impresse in fotolito e silk-screen su carta
Fabriano, numerate e firmate dall'autore, e in un libro (24,3 x 37,9)
di cui sono state tirate solo mille copie rilegate.
Tre linguaggi in una struttura tripartita: l'immagine, il colore (o
meglio il non-colore nero), la parola: si intrecciano, collaborano,
si potenziano.
L'immagine storica è evidente nel suo messaggio propagandistico,
modificatore di realtà, in quanto ne assolutizza solo alcuni
parziali squarci.
Il monocromo nero è il primo segno di una manipolazione della
manipolazione, condotta, a sua volta, dall'artista sull'immagine manipolatrice:
ne copre una parte o l'annulla o la inghiotte nascondendola, relegandola
nell'oscurità del nero (la menzogna? La morte?), "la zona
oscura non è uguale in tutte le tavole, dipende dalle proporzioni
dell'immagine fotografica e varia continuamente, provocando un'alta
marea di nero, forse di male, che sale e scende, un ritmo ineguale
di differenti livelli" 3.
La secca frase che accompagna la fotografia trasformata sembra solo
descriverla tautologicamente, ma in realtà porta in sé
un'acuta ed incisiva carica ironica che scardina il meccanismo ideologico
presente nell'immagine storica, stimolando il giudizio critico: la
scritta non ha mai un soggetto esplicito ed è quasi invisibile,
perché scritta con un carattere piccolo, ma la sua eccessiva
semplicità e brevità induce a cercarvi un responsabile
ed un segnale più riposto che, appunto, solo la coscienza critica
individuale sa cogliere e coglie immediatamente.
La prima immagine che il libro mostra è un rogo al cospetto
di Goebbels (è uno dei tanti roghi di libri fatti nel maggio
del 1933 nelle principali città universitarie), il sottotitolo
è "bruciano libri", primo e peggiore atto di manipolazione
di cultura, la distruzione della cultura stessa e del pensiero libero
che essa porta con sé. Lo stesso Joseph Goebbels, nel marzo
del 1933 messo a capo del nuovo ministero per la Propaganda e l'Educazione
popolare, scrive nel suo diario:
"22 ottobre
1936 (giovedì)
(
) Il Fürer chiede una stampa ed un cinema più nazionalsocialisti.
Sto cercando da tempo la gente adatta. Ma dove trovarla? Per la costruzione
di nuove stazioni radiofoniche il Fürer vuole mettere a disposizione
70 milioni. (
) Vogliamo costruire le più grandi emittenti
del mondo. (
)
(
) Anche il Fürer è d'accordo con la legge sulla
stampa di Amann 4.
(
) Bisogna sbarazzarsi della "Frankfurter Zeitung".
Questo giornalaccio non serve più a niente. Nel DNB metterò
un paio di propagandisti smaliziati. Dovranno vagliare e riaggiustare
tutte le notizie. E poi mi dedico al cinema antibolscevico. Nella
politica teatrale decido tutto io.
(
) Ancora sul problema critica. Alla lunga dovrà essere
eliminata completamente. Al suo posto ci saranno soltanto semplici
resoconti di notizie. (
) Gli stupidi non devono criticare gli
intelligenti.
13 aprile 1937
(martedì)
(
) Farò sorvegliare gli spettacoli comici. Si raccontano
troppe barzellette contro lo Stato. Non si può tollerarlo.
(
) Glasmeier e Kriegler mi riferiscono sull'opera di pulizia
che stanno facendo alla radio. Hadamovsky ne ha fatto proprio un porcile.
Ma Glasmeier procede ora con energia, e credo che ce la farà.
Comunque non si fa scrupoli, e questa è la cosa principale.
La radio era diventata una combriccola di cugini e cugine. Ma adesso
finirà." 5
Dunque i libri sono soltanto il primo obiettivo per il totale controllo
della cultura in tutte le sue manifestazioni e per il conseguente
annullamento di ogni libertà di pensiero; l'opera di Mauri
si conclude, poi, con "filmano tutto", didascalia dell'ultima
immagine in cui un'enorme telecamera occupa quasi tutto lo spazio
della foto ed è utilizzata da un uomo (accovacciato, simile
ad un cecchino), coadiuvato da una donna al suo fianco e da un altro
uomo, come un'arma, munita di mirino che colpisce e blocca persone
e vite: dal primo mezzo di veicolazione di idee, il libro, al più
innovativo sistema tecnologico, la telecamera, dal primo strumento
dell'intellettuale al nuovo veicolo di informazione e formazione popolare,
il totalitarismo coinvolge, sorveglia e regola ogni cosa, trasformando
la naturale guerra della comunicazione, che in certi casi coincide
con un costruttivo confronto di idee e prospettive diverse, in una
piatta ed indiscutibile sola idea.
"Hanno una idea" è coro ad una folla che compie all'unisono
il saluto nazista: il trionfalismo insito in questa immagine retorica
è annullato dall'accezione negativa che trasuda dalla didascalia,
in cui una significa massificazione ingenua e non unità consapevolmente
scelta.
"Formano un gruppo" sottolinea l'immagine di una cerimonia
a cui partecipa anche Mussolini: nazismo e fascismo, stessi metodi
sotto accusa, tutte le forme di dittatura, in qualsiasi Paese si esprimano,
passano attraverso le stesse modalità di semplificazione di
valori e di esaltazione popolare di modelli vaghi, apprezzabili da
tutti; si circondano di individui privi di personalità proprie,
mediocri, pronti ad obbedire esclusivamente e soddisfatti di questo,
facendoli sentire importanti li tengono ancorati fedelmente a sé
"Utilizzano
sciocchi" è la frase associata al volto di un giovane
biondo con gli occhiali che è concentrato ed intento ad una
mansione tecnica.
"Amano il bello" (una matronale donna bionda ci sorride,
mostrandosi pudica dietro un floreale ombrellino aperto), "Definiscono
l'arte" (un pittore nel suo studio, mentre dipinge dal vero una
scena di sapore neoclassico; l'immagine è per più della
metà coperta dalla banda nera di Mauri), "Conoscono la
qualità" (Goebbels visita la mostra dell' «Arte
degenerata», inaugurata il 18 luglio del 1937 in concomitanza
con la Grande esposizione dell'arte tedesca nella Casa dell'arte tedesca
a Monaco, per la quale Hitler aveva posato la prima pietra il 15 ottobre
1933)
"Sopprimono avanguardie" (lo striscione proprio
della mostra Entartete Kunst, del '37): un percorso che denuncia un'ulteriore
immobilizzazione culturale che coinvolge ancora di più Fabio
Mauri e lo punge sul vivo come Intellettuale ed Artista, sofferente
per l'impossibilità di esprimersi, nel passato, a causa del
coatto impedimento politico. Mauri, così, si sfoga nel silenzioso
grido delle immagini e delle parole che svelano la turpe operazione
di manipolazione.
"Catturano estetiche" e Manipolano la cultura" (accompagnano
monumentali scenografie) sono le frasi che manifestano l'intento dell'artista
di demistificare il meccanismo ideologico compiuto e subìto
storicamente.
L'arte è manipolatrice anch'essa, ma il suo fine è la
riflessione personale che è Libertà.
Bibliografia:
Fabio Mauri, Manipolazione di cultura, Edizioni La Nuova Foglio, Macerata
1976 (libro d'artista).
Fabio Mauri: Opere
e Azioni 1954-1994, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella
Cossu, testi di Carolyn Christov-Bakargiev , Augusta Monferini, Lea
Vergine, Umberto Silva, Ferdinando Taviani, Marcella Cossu, Galleria
Nazionale dArte Moderna e Contemporanea, ed. Giorgio Mondadori,
Milano/Carte Segrete, Roma, 1994 (catalogo).
P.V. Cannistraro,
La fabbrica del consenso. Fascismo e mass media, Laterza, Roma-Bari
1975.
N. Frei, Lo Stato
nazista, Laterza, Roma-Bari 1992.
I. Kershaw, Hitler
e l'enigma del consenso, Laterza, Roma-Bari 1997.
note
-
Fabio
Mauri, Preistoria come storia, in Fabio Mauri: Opere e Azioni 1954-1994,
a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Cossu, testi di
Carolyn Christov-Bakargiev , Augusta Monferini, Lea Vergine, Umberto
Silva, Ferdinando Taviani, Marcella Cossu, Galleria Nazionale dArte
Moderna e Contemporanea, ed. Giorgio Mondadori, Milano/Carte Segrete,
Roma, 1994 (catalogo).
- Per
eventuali approfondimenti si consigliano: P.V. Cannistraro, La fabbrica
del consenso. Fascismo e mass media, Laterza, Roma-Bari 1975; H. Arendt,
Le origini del totalitarismo, Comunità, Milano 1967; N. Frei,
Lo Stato nazista, Laterza, Roma-Bari 1992; I. Kershaw, Hitler e l'enigma
del consenso, Laterza, Roma-Bari 1997.
- Laura
Cherubini, Manipolazione di cultura, in Fabio Mauri: Opere e Azioni
1954-1994, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Cossu,
testi di Carolyn Christov-Bakargiev , Augusta Monferini, Lea Vergine,
Umberto Silva, Ferdinando Taviani, Marcella Cossu, Galleria Nazionale
dArte Moderna e Contemporanea, ed. Giorgio Mondadori, Milano/Carte
Segrete, Roma, 1994 (catalogo).
- Il
responsabile della Camera nazionale della stampa, Max Amann, il 24
aprile del 1935 emana direttive che si concentrano sul controllo del
settore dei giornali; il giorno dopo, 25 aprile, viene emanata anche
una direttiva della Camera nazionale della letteratura sulle opere
"nocive ed indesiderate".
- Stralci
del diario di J. Goebbels in N. Frei, Lo Stato nazista, Laterza, Roma-Bari
1992; fonte: Elke Fröhlik (a cura di), Die Tagebücher von
Joseph Goebbels. Sämtliche Fragmente.Teil I: Aufzeichnungen 1924
bis 1941, Mün
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