
Terra inquieta,
installazione complessa, tecnica mista, 1995

Tierra incògnita, installazione complessa, tecnica mista, 1997

Tierra incògnita, installazione complessa, part, tecnica mista,
1997

Màs allà de las columnas de Hércules, installazione
complessa, tecnica mista, 1998

Luoghi mentali, installazione complessa, tecnica mista, 1998

Utopia, installazione complessa, tecnica mista, 1999

Atlantide, installazione complessa, perspex, forex, sabbia e diaproiezione,
1999-2000

Atlantide, installazione complessa, part.: La capitale di Atlantide
- secondo Platone, 73x67 cm, forex, sabbia e polvere di marmo, 1999-2000

Luoghi di Adriano, installazione complessa, tecnica mista, 2001

Alla fine delle utopie, installazione complessa, part., 300x300 cm,
forex, polvere di marmo e forex, 2002
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INES
FONTENLA
Más
allá de las columnas de Hércules, 1998, installazione,
Centro Cultural Recoleta, Buenos Aires.
Protagonista di
questa articolata installazione è la Conoscenza. Il desiderio
di conoscere, infatti, ha sempre caratterizzato intimamente l'Uomo
e lo ha spinto oltre i confini, oltre i limiti che lui stesso si era
posto. E' l'Uomo incarnato dall'Ulisse di Dante che sfida la sorte
pur di conoscere l'ignoto, di andare verso il nuovo mondo superando
proprio le Colonne d'Ercole ed affermando "Considerate la vostra
semenza:/ fatti non foste a viver come bruti,/ ma per seguir virtute
e conoscenza" (Inferno-canto XXVI). Per affrontare quest'opera,
Ines Fontenla impone anche a noi di superare due azzurre colonne d'Ercole
(l'indicazione cromatica, il blu oltremare, oltre ad essere una costante
dell'artista, è fortemente significante, perché ci lancia
verso l'Oltre che è l'Altro); le colonne sono collegate da
una sottile linea (che è contemporaneamente antico traguardo
e punto di nuova partenza) e spalancano le porte del "Nuovo Mondo",
simbolizzato e sintetizzato in un luminoso corridoio ricco di tappe
e scoperte fatte dall'umanità. Come spesso accade nelle opere
dell'artista, il percorso rivelato è nel tempo e nello spazio
mentale e reale: da favola e mito, nei racconti di Platone, a terra
di nuovi saperi, timori, ansie di potere e possesso, il tutto manifestato
attraverso un processo complesso e progressivo di rappresentazione
mediante mappe (da Eratostene, sec. I e II a.C., alla Cosmografia
Universale di Munster, sec. XVI) ricercate dall'artista negli archivi
del Vaticano e nelle biblioteche genovesi e fiorentine.
Il nuovo mondo è il mondo dell'artista stessa, argentina, ma
abitante a Roma, che si trova nella doppia condizione di essere parte
contemporaneamente del nuovo e del vecchio continente, vivendone il
duplice sradicamento come la duplice ricchezza: l'incontro di culture,
che anche in lei stessa si realizza, è testimoniato dall'uso
di testi spagnoli, e indigeni che affiancano o circondano le rappresentazioni
cartografiche europee; l'Argentina, però, spesso scivola via
dalle mappe, quasi ad essere fuori dal mondo o fuori da una possibile
codificazione o cristallizzazione conoscitiva.

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