
Terra inquieta,
installazione complessa, tecnica mista, 1995

Tierra incògnita, installazione complessa, tecnica mista, 1997

Tierra incògnita, installazione complessa, part, tecnica mista,
1997

Màs allà de las columnas de Hércules, installazione
complessa, tecnica mista, 1998

Luoghi mentali, installazione complessa, tecnica mista, 1998

Utopia, installazione complessa, tecnica mista, 1999

Atlantide, installazione complessa, perspex, forex, sabbia e diaproiezione,
1999-2000

Atlantide, installazione complessa, part.: La capitale di Atlantide
- secondo Platone, 73x67 cm, forex, sabbia e polvere di marmo, 1999-2000

Luoghi di Adriano, installazione complessa, tecnica mista, 2001

Alla fine delle utopie, installazione complessa, part., 300x300 cm,
forex, polvere di marmo e forex, 2002
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INES
FONTENLA
Utopia, 1999,
installazione, casa privata, Roma.
Si tratta di un'installazione
pensata per arricchire la struttura e la quotidianità di una
casa privata, un'opera d'arte abitabile, fatta "per essere vissuta
dall'interno", dice l'artista stessa, come all'interno di ognuno
vivono una o più utopie.
La progettazione dell'opera è stata fatta in collaborazione
con l'architetto Patrizio Paris ed ispirandosi al testo di Tommaso
Moro "Utopia", che vuol dire (dal greco ou = non e topos
= luogo) non-luogo, luogo che non è o ciò che non è
in alcun luogo, l'artista, invece, ha ideato quest'opera pensandola
proprio all'interno di un luogo reale e vissuto, quale è per
eccellenza una casa.
Dalla lettura del testo Ines Fontenla ricostruisce i luoghi e gli
spazi dell'isola Utopia in un iter dal macro al micro che si svolge,
come grazie ad uno zoom, attraverso quattro colonne brillanti di un
grigio grafite che, da un corridoio, a due a due, l'una di fronte
all'altra, guardano l'ingresso a due vani dell'abitazione: sulla prima
colonna viene rappresentata l'isola nella mappa del mondo, nella seconda
l'isola stessa con le sue città, nella terza la pianta della
capitale e nella quarta un palazzo di quest'ultima; infine, da una
parte e dall'altra del corridoio, due pannelli di legno, sempre dipinti
con grafite, mostrano uno il titolo dell'opera, l'altro alcuni testi
di Tommaso Moro sotto ad una sfera vuota dove ognuno può ubicare
la propria Utopia.

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