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Terra inquieta, installazione complessa, tecnica mista, 1995


Tierra incògnita, installazione complessa, tecnica mista, 1997


Tierra incògnita, installazione complessa, part, tecnica mista, 1997


Màs allà de las columnas de Hércules, installazione complessa, tecnica mista, 1998


Luoghi mentali, installazione complessa, tecnica mista, 1998


Utopia, installazione complessa, tecnica mista, 1999


Atlantide, installazione complessa, perspex, forex, sabbia e diaproiezione, 1999-2000


Atlantide, installazione complessa, part.: La capitale di Atlantide - secondo Platone, 73x67 cm, forex, sabbia e polvere di marmo, 1999-2000


Luoghi di Adriano, installazione complessa, tecnica mista, 2001


Alla fine delle utopie, installazione complessa, part., 300x300 cm, forex, polvere di marmo e forex, 2002

INES FONTENLA

I luoghi di Adriano, 2001, installazione, casa privata, Roma.

Si tratta di un'opera pensata per un'abitazione privata e realizzata in collaborazione con l'architetto Patrizio Paris. Dovendo far parte di ambienti frequentati quotidianamente, di spazi vissuti, anche l'installazione è progettata per essere percorribile ed abitabile.
Tutto il lavoro sviluppa il tema degli spazi dell'imperatore Adriano tenendo presenti i testi delle "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar: l'opera è composta da quattro colonne di perspex trasparenti e da tre opere a muro di cui due sono pannelli a tecnica mista su legno ed una è una semisfera di legno sulla quale è dipinto il territorio occupato dall'Impero romano all'età dell'imperatore Adriano (sec. II d.C.); nelle colonne trasparenti sono posti dei piccoli plastici di elementi architettonici facenti parte della Villa Adriana di Tivoli, di cui è rappresentata anche una pianta su di uno dei pannelli. Il discorso metastorico che ci propone I'artista, in questo caso, è soprattutto evidente nell'uso dei materiali che rivelano il contrasto tra architettura antica ed architettura moderna, tra architetture esterne che modificano spazi aperti (la Villa) ed architetture di interni, il tutto in una Roma antica ma in evoluzione, che non dimentica il passato e lo rende attuale.