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h.h.lim "tentazione", installazione edicola notte, 1997


h.h.lim "Le passioni di un uomo ironico", Roma, Fori imperiali, 2000


h.h.lim "spina nel fianco", 2000


h.h.lim, "the sky from the well", 2001


h.h.lim, "Immagine", 2001


h.h.lim, "still life", Roma, Palazzo dei Congressi, 2000


h.h.lim, "chi ha ucciso la storia", 2001


h.h.lim, "Per amor del cielo",1999


h.h.lim, "Masterpiece 1", 1998.

Interviste


I mille tradimenti delle traduzioni di immagini e di parole
Un incontro nello studio romano di H.H.Lim per tentare di penetrare attraverso le sue immagini il senso di un'epoca

Patrizia Mania intervista H.H.Lim

Patrizia Mania - Biberon, guerrieri, budda, madonnine, pistole, lettere, lettere dappertutto.Mi aggiro nello studio di H.H.Lim artista che vive da anni a Roma e nonostante la dimestichezza personale con il suo lavoro lo scopro nuovamente una fonte inesauribile di immagini e di significati. Non tanto i significati diretti, immediati, testuali delle parole quanto i loro contrari, i loro paradossi, le idiosincrasie, i raggiri del linguaggio, di tutti i linguaggi da quello verbale a quello iconico. L'ordinario apparente dell'insieme di questi segnali ribaltati nel loro esatto contrario in un rovesciamento continuo e persistente della logica apparente e consequenziale. E su tutto indispensabile, soverchiamente determinante, è la scrittura.

H.H.Lim. - Penso all'idea di scrittura di Leonardo da Vinci che scriveva al contrario, il fascino è nell'estraniare la lettera dal suo significato, farne un doppio estetico, pure immagini, senza prescindere dal significato.
In genere, si pensa con due codici: uno semplicissimo ed uno complicatissimo. Le valenze ed i punti di vista variano. Nel Tao tutto ritorna in un cerchio che gira all'infinito. Tu hai tutto ma non hai niente.

P.M. - Praticare il dubbio sistematico. I tradimenti della parola e dell'immagine. Già tradurre un'immagine in parola è tradirla....

H.H.L. - Per rendere possibile la crescita occorre continuare a dubitare.

P.M. - Anche tradurre da un linguaggio ad un altro è un'operazione che ne trasforma il senso più immediato...

H.H.L. - La maggior parte della mia vita cosciente l' ho vissuta qui in Italia ed ho dovuto affrontare un caos sereno che ho poi risolto nella pratica del dubbio.

P.M. - I livelli semantici non sono mai completamente percettibili.

H.H.L. - Nel mio lavoro l'associazione casuale combinatoria di immagine e parola crea un corto circuito che viene letto soggettivamente, ciascuno la interpreta a suo modo.

P.M. - Come anche la necessità di un livellamento tra "cultura alta" e "cultura bassa", tra le loro "tracce", le "impronte", i calchi ed i rispettivi significati.Tutta la storia dell'arte del XX secolo si è arricchita nella coscienza di questo scambio, nella necessità della loro complementarietà...

H.H.L. - In tutta la storia dell'arte cinese l'immagine è associata alla scrittura a volte anche senza un senso evidente se non per chi già conosce quel codice. Spesso le carte cinesi scritte e dipinte con immagini si srotolano ed occupano spazio come fosse un'installazione e anche se l'intento è decorativo c'è un rapporto serrato tra gli oggetti e la scrittura. Come è avvenuto nella più recente arte occidentale...

P.M. - Un'identità dell'arte occidentale che oggi tende a sfumare nel concetto della multiculturalità . Impossibile costringerla nei limiti di un'arte regionalistica o nazionalistica o anche continentale. Non è pensabile un'arte per compartimenti territoriali se non nella tradizione culturale d'appartenenza. C'è una sostanziale obsolescenza che non è sinonimo di incoscienza, spesso la cifra stilistica rintraccia e fa scoprire proprio l'humus originario. Per sopravvivere bisogna dimenticare, ma per dimenticare bisogna aver prima ricordato.

H.H.L. - Il destino di un artista altro non è che anticipare un pensiero. E' come passarsi il testimone in una staffetta. Non è più sufficiente essere geni. Oggi la sopravvivenza è affidata alla resistenza . Essere come l'acqua che riempie il luogo che occupa o l'aria che penetra ovunque si possa arrivare. Questa è l'unica legge di sopravvivenza.

P.M. - Un'identità a caro prezzo le cui condizioni di base sono la continua prova di sopravvivenza esistenziale. La dimensione di marginalità sociale che spesso si accompagna all'essere artista è il deterrente di una distanza dal mondo della produttività , e dell'integrazione.

H.H.L. - Io non credo che gli artisti siano esclusi dalla produttività contemporanea; al contrario vivono bene quando si fanno interpreti del sistema in atto.

P.M. - Il che se è in parte senz'altro vero contraddice l'anelito alla libertà che dovrebbe sempre porsi alla base dell'operare artistico. Affidare, come ha fatto l'arte più contemporanea, al lavoro artistico una funzione di critica sociale per poi fagocitarne l'uso come anticorpo alle eventuali effettive spinte critiche riveste l'arte stessa di ambiguità. Un fenomeno sociologicamente interessante ma meno rilevante sul piano della proposta intellettuale e su quello dell'identità.

H.H.L. - Importante è sfidare le leggi, dare impulsi di novità (anticipazioni del pensiero)...

P.M. - Non arrendersi alla coltre del perbenismo e dell'ipocrisia contrabbandando l'autenticità del messaggio per un "posto al sole".

H.H.Lim - Perciò, la vera difficoltà d'essere artista oggi sta nel porsi nel ruolo di critico verso la società pur facendone parte attiva. In piena libertà.
L'arte è quindi, una sorta di veleno che se assunto con regolarità può essere un antidoto per chi è avvelenato. E, comunque, chi non si salva sarà sempre sostituito da un altro (artista).

P.M. - Vi sono esperienze che ciascuno di noi sedimenta nel tempo e che divengono per questo parte di noi, di un noi corale che appartiene a tutti, junghianamente inteso. Nel tuo lavoro ci si imbatte spesso in questi nuclei condivisi e condivisibili di esperienze pregresse che riaffiorano con un'immediatezza, una naturalezza insospettabili come parole pronunciate per la prima volta. E' un lato in apparenza ingenuo, di un'ingenuità voluta che è però anche la chiave più recondita del tuo percorso. Di un percorso che mi sembra distilli gocce di saggezza ad uso di tutti.

H.H.L. - Spesso sottovalutiamo l'ingenuità. Io ho la sensazione che chi è ingenuo rischi molto di più anche con l'inconsapevolezza della propria capacità di realizzare un pensiero o un opera. Forse per gli altri sono problemi superati, però lui, l'ingenuo, perlomeno cerca di dare il massimo della propria capacità. E' qui che nasce l'incredibile energia della resistenza. Nasce proprio perché lui ci crede. Il problema è invece per chi non ci crede più, che perde tutta la resistenza e la voglia di realizzare un'opera, proprio per la paura di essere criticato. Mi domando, si ci vuole un altro miliardo di anni perché il sole si spenga, come dicono, che cosa sono l'oggi e il domani all'interno di questi cento anni ? Ecco perché dico che l'artista è colui che semplicemente e disperatamente cerca di anticipare il pensiero dell'arte, di percorrere un lunghissimo cammino, come la staffetta delle Olimpiadi, verso l'infinito.

P.M. L'ironia sottesa ad accostamenti inediti volutamente spiazzanti è la chiave di volta di un metodo espressivo ed operativo che non tralascia mai di appuntarsi verso l'attualità: fatti, eventi,ma anche comportamenti e mode, addirittura di tic che danno la stura al presente e che vengono eletti a portavoce di immagini rappresentative di un oggi, a volte drammatico altre ludico, sempre strettamente legato ad un apparente bisogno di prendere nota di ciò che accade,di fornire un diario anche sarcastico della realtà.

H.H.L. - In fondo che cos'è l'ironia se mi viene a volte voglia di ridere di fronte ai discorsi di Bush o Bin Laden ? Come se al mondo esistessero solo dei protagonisti, mentre la maggioranza della popolazione vive spesso fuori dai riflettori. Quindi l'ironia spesso nasce da una drammaticità della realtà che rispecchia noi stessi, come insegna Charlot. E poi si deve conoscere a fondo la propria cultura e la sottigliezza delle parole. Quello che è ironico per l'Oriente non è detto che sia ironico per l'Occidente. Quando una cultura scopre l'ironia di un'altra gli sembra una novità, mentre per la cultura che l' ha prodotta non lo è, è superata. Per questo dico che l'ironia ha la vita corta e deve essere sempre consapevole degli eventi che accadono nella vita quotidiana per poter cogliere con "ironia" la novità. Per questo è importante scambiare le culture, l'Oriente che scopre il Cristianesimo o l'Occidente che scopre il Buddismo; mi pare un vantaggio che porta ricchezza e risorse, specialmente agli artisti e a chi opera con la libertà del pensiero.

Roma, novembre 2001