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	<title>MlacCollana Proto-type arte contemporanea | Mlac</title>
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	<description>Museo Laboratorio d&#039;Arte Contemporanea</description>
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		<title>Danilo Bucchi. Signs &#8211; The Black Line</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 14:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana Proto-type arte contemporanea]]></category>
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		<description><![CDATA[Il talento di Danilo Bucchi è probabilmente il tratto dominante del suo profilo artistico, costituito da una severa determinazione nel radicarsi in un universo di segni che rimanda alla tradizione dell'astrazione europea delle prime avanguardie, con l'ausilio di tecniche e supporti fortemente tecnologici...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">Danilo Bucchi nasce a Roma nel 1978. Il talento di Danilo Bucchi è probabilmente il tratto dominante del suo profilo artistico, costituito da una severa determinazione nel radicarsi in un universo di segni che rimanda alla tradizione dell&#8217;astrazione europea delle prime avanguardie, con l&#8217;ausilio di tecniche e supporti fortemente tecnologici. In questo libro, progettato in occasione della mostra di Danilo Bucchi al MLAC, ma il cui contenuto non è concluso nell&#8217;analisi esclusiva del ciclo di lavori presentati, la forza dirompente dell&#8217;artista emerge continuamente, è il motivo scatenante, la frenesia che si riverbera fra le pagine e la grafica del testo. Testi e interviste, note e critica, dal saggio introduttivo di Giorgia Calò all&#8217;intervista impossibile di Jerome Sans, tutto testimonia la febbricitante soluzione creativa di un giovane talento della pittura contemporanea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il libro è stato pubblicato in occasione della mostra di Danilo Bucchi, <em>S I G N S &#8211; The Black line </em>al MLAC (10-31 marzo 2011)<br />
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/07/bucchi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-16483" title="bucchi" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/07/bucchi-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" /></a></p>
<p>21. Giorgia Calò, Domenico Scudero</p>
<p><em>Danilo Bucchi. Signs &#8211; The Black Line</em></p>
<p><em></em>Gangemi Editore, 2011</p>
<p>112 pp., colore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ISBN 88-849270891</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Alamar Express Lab. Poetry and public spaces in La Havana</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 14:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana Proto-type arte contemporanea]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra marzo 2006 e settembre 2007, un collettivo di artisti indipendenti de L'Avana (Omni Zonafranca) e un collettivo di attivisti italiani (Associazione Inventati) hanno dato luce ad Alamar Express Lab, uno spazio dove attivismo negli spazi pubblici e cultura di Rete si sono mescolati...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">Tra marzo 2006 e settembre 2007, un collettivo di artisti indipendenti de L&#8217;Avana (Omni Zonafranca) e un collettivo di attivisti italiani (Associazione Inventati) hanno dato luce ad Alamar Express Lab, uno spazio dove attivismo negli spazi pubblici e cultura di Rete si sono mescolati. Un esperimento: uso creativo e critico della tecnologia open source per migliorare la coesione sociale di Alamar, una periferia cubana. L&#8217;incontro è avvenuto durante la IX Biennale dell&#8217;Avana. Questo libro è l&#8217;ultimo passo del progetto Alamar Express Lab e delinea la storia e la pratica di Omni Zonafranca, che usa poesia e arte per sostenere umanità e senso della comunità nella società cubana.</p>
<p>Dottore di ricerca, studioso di Arte Contemporanea e docente, LUCREZIA CIPPITELLI è anche critico d&#8217;arte e curatore, con un curriculum internazionale di ricerche, mostre, insegnamenti e ideazione di progetti di cooperazione culturale realizzati per biennali, mostre, centri culturali, università ed accademie internazionali. Lucrezia vive tra Bruxelles e Roma, insegna Estetica all&#8217;Accademia di Belle Arti de L&#8217;Aquila ed è Visiting Scholar all&#8217;Institute for the Comparative Modernities della Cornell University.</p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/07/2654_CIPPITELLI-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-16477" title="2654_CIPPITELLI-1" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/07/2654_CIPPITELLI-1-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>20. Lucrezia Cippitelli</p>
<p><em>Alamar Express Lab. Poetry and public spaces in La Havana</em></p>
<p>Gangemi Editore, 2010</p>
<p>96 pp., colore</p>
<p>ISBN 88-49218664</p>
<p>&nbsp;</p>
</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Moda e arte. Dal Decadentismo all&#8217;Ipermoderno</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 13:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana Proto-type arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA["Moda e Arte. Dal Decadentismo all’Ipermoderno" di Giorgia Calò e Domenico Scudero, analizza con un taglio storico-critico la sincronia degli eventi e delle pratiche creative nelle relazioni fra moda e arte dalla fine dell’Ottocento sino ai giorni nostri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third"><em>Moda e Arte. Dal Decadentismo all’Ipermodern</em>o di Giorgia Calò e Domenico Scudero, analizza con un taglio storico-critico la sincronia degli eventi e delle pratiche creative nelle relazioni fra moda e arte dalla fine dell’Ottocento sino ai giorni nostri.</p>
<p>Il volume restituisce un quadro d’insieme, di grande impatto visivo e letterario, sugli eventi internazionali che nel corso dei decenni hanno coinvolto, oltre l’arte visiva e la moda, anche il design, la fotografia, il teatro, la musica e il cinema, dando origine ad una serie di avvenimenti in cui le arti applicate evidenziano un’estetica enfatizzata dalla sua ricezione di massa. Allo stesso modo dell’arte, la moda si esprime attraverso tecniche e conoscenze che racchiudono e sintetizzano la creatività, facendo convergere elementi tratti dalla “cultura alta” e dalla “cultura bassa”.<br />
Questo libro ci dice come l’arte continuerà ad essere per la moda una fonte inesauribile di immagini e spunti creativi a cui attingere; e la moda, dal canto suo, rimarrà quel luogo “patinato” aperto ad ogni tipo di interazione.<br />
Chiude il volume una sezione dedicata alle Fondazioni nate dai nomi prestigiosi dell’alta moda italiana, e alle grandi aziende d’abbigliamento Made in Italy che hanno applicato al loro marchio le nuove strategie di comunicazione e le metodologie curatoriali dell’arte contemporanea.<br />
Il volume, che fa parte della collana scientifica Luxflux proto-type arte contemporanea diretta da Simonetta Lux, è stato concepito nell’ambito dei progetti di ricerca e delle strategie formative della Cattedra di Storia degli Eventi Espositivi di Arte e Moda e del Centro di Ricerca Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma La Sapienza.</p>
<p><strong>Domenico Scudero</strong>, storico, critico d’arte e curatore del MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma La Sapienza, è docente di Metodologie Curatoriali e di Storia degli Eventi Espositivi di Arte e Moda presso la stessa Università. Autore di volumi scientifici fra i quali Avanguardia nel presente (Lithos, 2000) e i due volumi Manuale del curator (Gangemi, 2004) e Manuale pratico del curator (Gangemi, 2006). Ha inoltre pubblicato numerosi testi monografici dedicati ad artisti contemporanei.</p>
<p><strong>Giorgia Calò</strong>, storica, critica d’arte e curatrice free lance. È Assistant Curator presso il MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma La Sapienza. Attualmente sta concludendo il Dottorato in Storia dell’Arte Contemporanea presso la stessa Università, con una ricerca sulle interazioni tra arte e moda. Ha pubblicato il volume Trilogia d’artista. Il cinema di Mario Schifano (Lithos, 2004), numerosi testi critici e articoli per riviste di settore fra le quali “Art &amp; Dossier”, “Luxflux” ed “Inside Art”.</p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p19.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-12634" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p19-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a></p>
<p>19. Giorgia Calò, Domenico Scudero<br />
<em>Moda e arte. Dal Decadentismo all’Ipermoderno</em><br />
Gangemi Editore, 2009<br />
288 pp., colore.</p>
<p>ISBN 88-49217064</p>
</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Architetture del bianco</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 13:19:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana Proto-type arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA["Architetture del bianco" è un viaggio teorico-creativo attorno alle lingue del bianco, ripercorrendo, nei primi capitoli, alcune importanti rappresentazioni tra arte e scrittura, ricerca della linfa primaria, mitologica da cui le espressività hanno mosso i loro segni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">Bianco è il primo sguardo sul mondo da cui deriva il procedimento di percezione e costruzione del circostante. Il bianco, come scrivono Castoldi e Hillman, è all&#8217;origine delle religioni, dell&#8217;arte, del linguaggio e rappresenta l&#8217;incontro primo tra il sensibile e il visibile. <em>Architetture del bianc</em>o è un viaggio teorico-creativo attorno alle lingue del bianco, ripercorrendo, nei primi capitoli, alcune importanti rappresentazioni tra arte e scrittura, ricerca della linfa primaria, mitologica da cui le espressività hanno mosso i loro segni. Il libro rilegge importanti percorsi creativi spinti nelle trame del bianco e della sua luce, e il contagio linguistico, che con il suo coinvolgimento ha determinato un itinerario consegnato in differenti ambiti espressivi al nuovo millennio. Il niveo colore e la ricerca monocroma connotano l&#8217;originalità dell&#8217;arte del Novecento. Sul finire degli anni &#8217;50 un fremito attraversa l&#8217;Europa e le culture d&#8217;oltreoceano, accendendo luci monocrome lungo una linea immaginaria, bianca, di confine tra i linguaggi del secolo. Le esposizioni monocrome, che coincidono con rivendicazioni sociali, linguistiche, annunciano la reviviscenza dello spirito avanguardistico. Gli artisti che segnano questa storia cercano l&#8217;antica simbiosi tra le realtà dell&#8217;invisibile, seguendo le tracce di Malevic, Manzoni, Castellani, Savelli, Scarpa, Fontana. Lo studio traccia un panorama, anche internazionale, di artisti noti e meno noti, che con storicità differenti, secondo un andare frattalico, un intimo affanno hanno conquistato un&#8217;idea di bianco e di luce, quale linguaggio estremo della propria ricerca. Le derive del bianco si aprono e si concludono con il riferimento al viaggio e all&#8217;ultimo sogno bianco, silenzioso di Pippa Bacca, non più corpo, ma opera d&#8217;arte.</p>
<p>VITTORIA BIASI, critica e storica dell&#8217;arte contemporanea, è docente di Storia dell&#8217;Arte Contemporanea presso l&#8217;Accademia di Belle Arti di Firenze. Dopo il corso laurea in studi umanistici, si interessa alle teorie del bianco frequentando per un anno l&#8217;École de Haute Étude a Parigi con Hubert Damish. Vicina ad artisti interpreti della monocromia bianca, si dedica alla critica teorica realizzando eventi, mostre nazionali e internazionali con particolare attenzione agli scenari culturali dell&#8217;oriente.</p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p18.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-12629" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p18-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a></p>
<p>18. Vittoria Biasi<br />
<em>Architetture del bianco</em><br />
<em> Viaggio teorico-creativo attorno alle lingue del bianco</em><br />
Gangemi editore<br />
Roma 2009, 240 pp.<br />
ISBN 978884921676-9</p>
</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>L’Arte fuori dal museo. Saggi e interviste</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 13:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana Proto-type arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA["L'arte fuori dal museo. Saggi e interviste" traccia un avvincente percorso che si snoda tra le pieghe del vasto fenomeno dell'arte ambientale attraverso la voce di protagonisti dell'arte contemporanea...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third"><em>L&#8217;arte fuori dal museo. Saggi e interviste</em>. A cura di Elisabetta Cristallini.</p>
<p>Saggi di: Angelo Trimarco, Pier Luigi Sacco, Roberto Pinto, Patrizia Mania, Julia Draganovic, Dana Prescott, Stefania Zuliani, Salvatore Vacanti, Paolo Martore, Laura Barreca, Group Elastic, Flavio Favelli, Com.plot S.Y.S.tem, Spatrimonio Spatrimonio, Maria Vittoria Marini Clarelli, Antonella Greco , Anna Mattirolo, Rafael Lozano-Hemmer, Piero Gilardi, Maria Dompè, Daniel Spoerri, Paul Wiedmer, Mario Cristiani, Antonio Presti</p>
<p><em>L&#8217;arte fuori dal museo. Saggi e interviste</em> traccia un avvincente percorso che si snoda tra le pieghe del vasto fenomeno dell&#8217;arte ambientale attraverso la voce di protagonisti dell&#8217;arte contemporanea: artisti, critici, curatori, direttori di musei e di accademie straniere, professori universitari e giovani ricercatori, esperti del settore.<br />
Ricco di riflessioni critiche, testimonianze dirette, rimandi ad esperienze italiane ed internazionali, immagini, il testo indaga gli intrecci tra opera/pubblico/luogo e i processi di ibridazione tra i segni dell&#8217;arte e quelli del territorio, della natura, della città, rivelando gli attraversamenti disciplinari e metodologici dell&#8217;arte di oggi.</p>
<p>La tensione dell&#8217;arte ad uscire dalle riserve protette dei grandi musei, con le sue prassi operative complesse ed azioni progettuali differenziate, per conquistare spazi esterni, i territori della quotidianità della vita e l&#8217;ambiente, come luogo fisico, mentale, sociologico, è il tema di fondo sul quale si confrontano istituzioni e singoli attori dell&#8217;arte contemporanea. Il vivace susseguirsi delle diverse esperienze e punti di vista, fa di questo volume un lavoro che entra nel vivo del dibattito culturale più attuale, pur consentendo la consultazione accessibile ad un vasto pubblico.</p>
<p>Questo volume è stato concepito in parallelo a <em>L&#8217;arte fuori dal museo. Problemi di conservazione dell&#8217;arte contemporanea</em> di Simona Rinaldi (Gangemi Editore, 2008).</p>
<p>Elisabetta Cristallini, critica e storica dell&#8217;arte contemporanea, è professore associato di Storia dell&#8217;arte contemporanea e insegna alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali dell&#8217;Università degli Studi della Tuscia. E&#8217; stata coordinatore del XIX ciclo di Dottorato in Memoria e materia delle opere d&#8217;arte con sede presso il medesimo Ateneo e responsabile scientifico dell&#8217;unità di ricerca di PRIN-MIUR 2002 e 2005 sulla valorizzazione di piccole e medie collezioni d&#8217;arte contemporanea che, sparse nel territorio della Tuscia, sfuggono al sistema legittimato dei grandi musei. Ha collaborato per diversi anni con la Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna di Roma ed ha progettato e curato la realizzazione di esposizioni nazionali ed internazionali di rilievo.</p>
<p>La sua bibliografia include studi monografici su artisti contemporanei, testi incentrati sulle intersezioni tra arte e architettura in alcuni cantieri romani tra le due guerre partendo dall&#8217;ipotesi di un programma basato sulla committenza pubblica dell&#8217;opera d&#8217;arte e sulla sua destinazione integrata all&#8217;architettura, volumi attinenti alle connessioni tra arte e potere, al sistema dell&#8217;arte dagli anni &#8217;30 ad oggi, a temi relativi al rapporto arte/natura, arte/città.</p>
<p>E&#8217; nella redazione del sito www.luxflux.net (è sua la rubrica <em>I luoghi dell&#8217;arte</em>) e della rivista &#8220;Luxflux &#8211; Prototype Arte Contemporanea&#8221;, Roma, Gangemi Editore.<br />
Per i tipi della Gangemi Editore ha pubblicato: &#8220;Gibellina. Nata dall&#8217;arte. Una città per una società estetica&#8221; (con A. Greco e M. Fabbri), Gangemi, Roma, 2004; &#8220;Collage 1961, un&#8217;azione dell&#8217;arte di Achille Perilli e Aldo Clementi&#8221; (con altri), Gangemi, Roma, 2005; &#8220;Giardini d&#8217;artista nella Tuscia&#8221;, Gangemi, Roma, 2005.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/pp17.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12624" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/pp17.jpg" alt="" width="176" height="252" /></a></p>
<p>17. Elisabetta Cristallini (a cura di)</p>
<p><em>L’Arte fuori dal museo. Saggi e interviste</em><br />
Gangemi editore<br />
Roma 2008, 320 pp.<br />
ISBN 884921518-5</p>
</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Mauro Bortolotti. La creazione musicale nei territori di confine fra le arti</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 11:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana Proto-type arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Artista di solida formazione accademica, allievo e amico di Goffredo Petrassi, Mauro Bortolotti (Narni, 1926) è stato al centro delle vicende dell’avanguardia musicale romana del dopoguerra insieme a Franco Evangelisti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">Artista di solida formazione accademica, allievo e amico di Goffredo Petrassi, Mauro Bortolotti (Narni, 1926) è stato al centro delle vicende dell’avanguardia musicale romana del dopoguerra insieme a Franco Evangelisti, Domenico Guaccero ed Egisto Macchi. La partecipazione operosa a tutte le iniziative per la nuova musica a Roma e nel Centro–Sud dell’Italia (in primis, la fondazione dell’associazione per la musica contemporanea “Nuova Consonanza”) ha affiancato un impegno inesausto sul territorio (il sindacato, la scuola e la didattica della composizione, l’organizzazione musicale) e la frequentazione costante con gli artisti e gli intellettuali più rappresentativi del suo tempo.</p>
<p>Poeti, pittori, musicisti e coreografi hanno costituito il circolo culturale di riferimento, cui rinvia la genesi di molte sue composizioni, nate non di rado proprio dall’incontro con l’opera degli artisti suoi amici e sodali (tra gli altri, Alfredo Giuliani, Elio Pecora e i giovani Antonio Capaccio e Piero Mottola). Ininterrotto è il dialogo che Bortolotti intrattiene da sempre con la letteratura e i poeti a lui particolarmente cari (Eliot, Éluard, Cummings, Berryman, Sanguineti, Pasolini, Pessoa, Bernhard, Rilke) e che conferisce unità e unicità alla stragrande maggioranza dei suoi lavori. Alla ricchezza delle relazioni di vita e d’arte del maestro vanno pure riferite le più recenti sperimentazioni sceniche e teatrali, che si aggiungono al vasto catalogo delle opere vocali, strumentali e sinfoniche.</p>
<p>Il volume comprende una sezione saggistica, con contributi sull’opera compositiva di Bortolotti (Carapezza, Tortora, Rimoli, Rotili, Mastropietro, Failla), una sezione di testimonianze con testi vari dedicati al musicista da artisti, poeti, musicisti, pittori a lui vicini (Baggiani, Bertoncini, Cagli, Capaccio, Cerroni, Cimagalli, Clementi, Coen, Giuliani, D. Lombardi, L. Lombardi, Morricone, Mottola, Pavone, Pecora, Perilli, Pierelli, Pizzo, Porena), una silloge di scritti del maestro degli anni 1981-2003. Completano il volume un archivio fotografico e una sezione conclusiva con la biografia, il catalogo completo delle opere (1953-2006), la bibliografia e la discografia.<br />
Contributi di Guido Baggiani, Mario Bertoncini, Bruno Cagli, Antonio Capaccio, Paolo Emilio Carapezza, Patrizia Cerroni, Cristina Cimagalli, Aldo Clementi, Massimo Coen, Salvatore Enrico Failla, Alfredo Giuliani, Daniele Lombardi, Luca Lombardi, Simonetta Lux, Alessandro Mastropietro, Ennio Morricone, Piero Mottola, Maria Chiara Pavone, Elio Pecora, Achille Perilli, Attilio Pierelli, Giovanni Pizzo, Boris Porena, Francesco Rimoli, Paolo Rotili, Daniela Tortora.</p>
<p>Daniela Tortora è titolare della cattedra di Storia ed estetica della musica presso il Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli e professore a contratto per l’insegnamento di Storia della musica contemporanea e d’avanguardia presso la Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università di Roma “Sapienza”.</p>
<p>È responsabile dell’Archivio storico della musica contemporanea, organo del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della medesima Università. Ha al suo attivo studi e ricerche sull’opera italiana del primo Ottocento, sul teatro musicale del Novecento e sulla musica d’avanguardia del secondo dopoguerra.</p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p16.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-12617" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p16-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a></p>
<p>16. Daniela Tortora<br />
<em>Mauro Bortolotti. La creazione musicale nei territori di confine fra le arti.</em></p>
<p>Aracne editrice<br />
Roma 2007<br />
92 pp.<br />
ISBN: 885480875-X</p>
</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>SLAZAACC. Con l’arte, da disabile a persona</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 11:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana Proto-type arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA["Con l’arte, da disabile a persona" racconta attraverso 20 storie emblematiche di persone inserite nei Laboratori artistici della Comunità di Sant’Egidio, come sia possibile mostrare, svelare, costruire, comunicare e liberare il pensiero...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third"><em>Con l’arte, da disabile a persona</em> racconta attraverso 20 storie emblematiche di persone inserite nei Laboratori artistici della Comunità di Sant’Egidio, come sia possibile mostrare, svelare, costruire, comunicare e liberare il pensiero, l’intelligenza, il sentimento di persone considerate a torto prive di tali potenzialità e per questo normalmente marginalizzate, se non recluse.</p>
<p>Come sostiene Simonetta Lux nel suo saggio introduttivo “l’azione del gruppo de Gli Amici della Comunità di Sant’Egidio, si dà attraverso un sentimento/metodo, composto di relazione amicale disinteressata (che i disabili chiamano “amore”), di educazione e inserimento educativo anche con tecniche più avanzate atte a sconfiggere gli impedimenti fisico-psichici alla comunicazione del proprio pensiero: con la finalità della valorizzazione individuale attraverso la sollecitazione di una azione critica e partecipativa verso gli altri “altri” del mondo, sulle grandi questioni collettive dell’umanità attuale contemporanea. Ma tale azione ha compreso e comprende tuttora anche delle sollecitazioni istituzionali e perché no politiche, volte ad istituire nuove leggi o norme che concretizzino rendano vera la meta ultima della affermazione del principio dell’eguaglianza e dell’inclusione.</p>
<p>Questo sentimento/metodo, questa grande azione complessa è in un certo senso la grande specie di opera d’arte relazionale (per usare un termine che indica attualmente un preciso paradigma tra gli altri vigenti nella ricerca artistica attuale coniato da Nicolas Bourriaud) all’interno della quale si materializzano opere d’arte individuali a loro volta relazionate con processi di conoscenza e giudizio su se stessi e sul mondo.</p>
<p>Come vedremo dalle biografie, dalle interviste, dagli scritti e dalle opere, insomma dal racconto che possiamo ricostruire di questo lungo processo che è naturalmente in pieno corso ed aperto, gli uni “raggiungono”, scoprono, catturano gli altri su un piano di reciporocità e parità, ora casuale ora mirato ed il primario scopo è raggiunto: la felicità di vivere, comunicare, agire, creare, abitare. In questi raggiungimenti e scoperte e accettazioni reciproche, ad un certo punto c’è la scoperta e la iniziazione al mondo dell’arte, alla storia prima e poi alla contemporaneità e alla pratica stessa del fare arte”.</p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p15.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-12612" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p15-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a></p>
<p>Simonetta Lux; Antonella Antezza; Cristina Cannelli; Alessandro Zuccari<br />
<em>SLAZAACC. Con l’arte, da disabile a persona</em></p>
<p>Gangemi editore<br />
Roma 2007<br />
352 pp. colore<br />
ISBN 884921345-X</p>
</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Gloria Pastore</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 11:14:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana Proto-type arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le opere di Gloria Pastore sono il calco dell'arte, la sua persistenza nella memoria, il suo ricordo, la sua mummificazione, il negativo ed il positivo dello stesso enigma eternato e reso evidente. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">Le opere di Gloria Pastore sono il calco dell&#8217;arte, la sua persistenza nella memoria, il suo ricordo, la sua mummificazione, il negativo ed il positivo dello stesso enigma eternato e reso evidente. La dimensione plastica, a tutto tondo, che accomuna ogni singolo oggetto nella realizzazione di una mostra o di un allestimento dell&#8217;artista, restituisce un&#8217;immagine pressante di vacuità e silenzio, come un negativo della realtà occupata dalla strabordante e incessante intermittenza di segni e immagini, fra violenza e ideale dei nostri anni oscenamente oscuri.</p>
<p>Questo libro, a cura di Mario de Candia e Patrizia Ferri, nato in occasione della mostra personale di Gloria Pastore presso il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza, Università di Roma, presenta un percorso esteso del polimorfo universo creativo dell&#8217;artista.</p>
<p>Gloria Pastore vive e lavora a Napoli. Il suo lavoro è stato esposto sin dai primi anni Ottanta nelle principali rassegne espositive internazionali. Fra le sue partecipazioni: L&#8217;altra metà del cielo, Giardini della Biennale, Venezia 1980; Projekt fur ein poetisches leben oder fragmente Sichbar mechen, Documenta Urbana, Kassel 1982; Italian contemporary prints, Kaohsiung Museum of fine Art, Taiwan, 1996; Art and Fashion Design: Cross-Fertilization, Spazio Italia, Istituto Italiano di Cultura, Italian Heritage Culture Foundation, Los Angeles 2003.</p>
<p>Mario de Candia, critico d&#8217;arte, curator, giornalista.</p>
<p>Patrizia Ferri è storico, critico d&#8217;arte, giornalista e curatore indipendente. Collabora con Istituzioni museali nazionali e internazionali, Fondazioni e gallerie private. Relatrice a convegni sulle problematiche e tendenze del contemporaneo, commissario in giurie di premi per l&#8217;arte delle ultime generazioni, corrispondente per Roma e il Lazio di &#8220;Flash Art&#8221;, collabora a riviste specializzate e quotidiani. Come consulente ha condotto e partecipato a programmi radiofonici e televisivi per la RAI e per reti private.</p>
<p>Ha pubblicato inoltre con numerose case editrici come autore e direttore artistico. Rappresentante nazionale del MIUR/AFAM della Commissione istituita dall&#8217;Assessorato all&#8217;Urbanistica del Comune di Roma preposta agli interventi artistici per la riqualificazione urbana. Ordinario di Storia dell&#8217;arte all&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia.</p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p14.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-12608" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p14-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a></p>
<p>14. Mario de Candia; Patrizia Ferri<br />
<em>Gloria Pastore</em></p>
<p>Gangemi editore<br />
Roma 2007<br />
96 pp. colore<br />
ISBN 884921199-3</p>
</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Sara Campesan. Abissi e trasparenze</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 11:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana Proto-type arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sara Campesan (1924, Mestre) ha segnato profondamente il modo di immaginare e tramutare le forme ed i colori in opere d'arte dal secondo dopoguerra sino ai nostri giorni. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">Sara Campesan (1924, Mestre) ha segnato profondamente il modo di immaginare e tramutare le forme ed i colori in opere d&#8217;arte dal secondo dopoguerra sino ai nostri giorni.</p>
<p>In questo libro di Maria Egizia Fiaschetti e Simonetta Lux il percorso artistico di Sara Campesan si dispiega dai grovigli di curve colorate dei primi esordi sino alle immagini circolari, ai moduli e agli oggetti realizzati con nuovi materiali ed eteree ambientazioni.</p>
<p>Il testo indaga sulle serie di lavori, i libri, le esperienze nei gruppi autogestiti, le dinamiche dei segni e dei materiali usati facendo emergere il profilo dell&#8217;artista. Il libro è corredato da saggi di Mirella Bantivoglio, Maria Egizia Fiaschetti, Daniela Tortora ed una intervista a Lamberto Pignotti.</p>
<p>Maria Egizia Fiaschetti è Dottore di ricerca in storia dell&#8217;arte contemporanea alla &#8220;Sapienza&#8221; di Roma. Si occupa di arte ambientale californiana e neo-avanguardie degli anni &#8217;60 e &#8217;70. Tra le sue ricerche, il &#8220;Light and space movement&#8221; e la luce nelle esperienze &#8220;environmentali&#8221; e di &#8220;public art&#8221;. Come giornalista, collabora con quotidiani nazionali e riviste specializzate. Ha contribuito al volume Roma writing. La città e i suoi graffiti, FormAct, Roma 2007. Attualmente, si interessa di street art e linguaggi metropolitani.</p>
<p>Simonetta Lux, critica e storica dell&#8217;arte contemporanea, è Professore Ordinario di Storia dell&#8217;Arte Contemporanea e di Teoria e Storia del Design presso l&#8217;Università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma. Amica e interprete di alcuni dei maggiori artisti contemporanei, ha speso la sua vita di teorica e di studiosa ad aprire il mondo accademico e, con grandi soddisfazioni, il mondo dei giovani all&#8217;arte e, più in generale, agli artisti contemporanei, ai poeti, agli scrittori, ai musicisti, che ha invitato nell&#8217;Università a partire dal 1979, con il Primo Convegno di Comunicazioni di Lavoro di Artisti Contemporanei.</p>
<p>È stata tra i fondatori della Società Italiana per l&#8217;Archeologia Industriale nella seconda metà degli anni Settanta e ha creato, nel 1985, il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea (MLAC) dell&#8217;Università degli Studi di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;, struttura volta alla sintesi di ricerca scientifica, formazione e ideazione artistica di cui è attualmente direttore. Ha progettato e curato molte manifestazioni e mostre nazionali e internazionali di rilievo. Da sempre interessata con passione alla multidisciplinarietà e agli sconfinamenti fra le arti, Simonetta Lux ha pubblicato dal 1968 ad oggi numerosi libri e saggi di teoria e Storia dell&#8217;Arte, dell&#8217;Architettura, del Design e dell&#8217;Archeologia industriale; ha lavorato sulla teoria della tutela e valorizzazione dei Beni Culturali e ha elaborato e stilato testi sulle Avanguardie storiche, sulla nascita della storiografia artistica, sui rapporti tra arte e potere, sulle Neoavanguardie del secondo dopoguerra, su giovani artisti.</p>
<p>Dal 1990 ha elaborato il progetto di rete reale/virtuale dell&#8217;arte contemporanea, nel cui ambito ha realizzato, con la sua equipe di ricercatori, il sito www.luxflux.net. Dirige le collane di Saggi, Documenti, Interviste ArtisticaMENTE, Lithos editrice, Luxflux proto-type arte contemporanea e la rivista &#8220;Luxflux-prototype&#8221;, Gangemi Editore</p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p13.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-12604" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p13-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a></p>
<p>13. Maria Egizia Fiaschetti;<br />
Simonetta Lux<br />
<em>Sara Campesan. Abissi e trasparenze</em></p>
<p>Gangemi editore</p>
<p>Roma 2007<br />
96 pp. colore<br />
ISBN 884921197-91</p>
</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Paolo Piscitelli. Some Prefer Nettles</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana Proto-type arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo libro accompagna l'incontro tra il lavoro di Paolo Piscitelli e il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea: un progetto maturato in relazione alle ricerche più recenti dell'artista torinese, di cui si è voluto documentare un percorso e proporre una lettura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">Questo libro accompagna l&#8217;incontro tra il lavoro di Paolo Piscitelli e il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea: un progetto maturato in relazione alle ricerche più recenti dell&#8217;artista torinese, di cui si è voluto documentare un percorso e proporre una lettura.</p>
<p>Le opere di Paolo Piscitelli si confrontano con lo spazio e indagano nuove possibili dimensioni attraverso cui farne esperienza. I suoi interventi sorprendono spesso per il coinvolgimento, a un tempo, della sfera più intima e personale, insieme alla consapevolezza di vivere un accadimento che ci caratterizza in quanto esseri umani, definendo in modo universale la natura del nostro essere-nel-mondo: superare la dialettica tra questi due poli significa ricostruire il senso della misura umana, in relazione organica agli spazi dell&#8217;esperienza: naturali o urbani, fisici o virtuali.</p>
<p>Piscitelli ha sperimentato differenti metodi e media: scultura, video, installazioni audio-plastiche, performance, fotografia, disegno. L&#8217;impiego di strutture leggere, tecnologicamente sottili e visivamente minimali, riduce all&#8217;essenziale la presenza e l&#8217;ingombro della materia, per dar voce a concetti quali spazio negativo, scultura del vuoto, volume sonoro.</p>
<p>Paolo Piscitelli è nato a Venaria Reale (Torino) nel 1971, vive e lavora a College Station (Texas) e a Torino.<br />
Tra le sue esposizioni più recenti ricordiamo: Present Future, Artissima, Torino (2003); Con gli occhi del corpo, Laden No. 5, Kurkolonnaden, Bad Ems (2004), Drawing_Here and Now, Art Forum Berlin, Berlino (2004); S.N.O.W. Sculpture in Non-Objective Way, Tucci Russo Studio per l&#8217;Arte Contemporanea, Torre Pellice (2005), In a silent way, Zizkov Monument, Praga, Repubblica Ceca (2006); One</p>
<p>Emanuela Termine è storica dell&#8217;arte e curatrice. Attualmente svolge il Dottorato di ricerca in Storia dell&#8217;Arte Contemporanea presso l&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221;. È curatrice alla Galleria Sala 1 e responsabile della segreteria organizzativa presso la Fondazione Bruno Zevi.</p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p12.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-12598" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p12-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a></p>
<p>12. Emanuela Termine<br />
<em>Paolo Piscitelli. Some Prefer Nettles</em></p>
<p>Gangemi Editore</p>
<p>Roma 2007</p>
<p>96 pp. colore<br />
ISBN 884921215-1</p>
</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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