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	<title>MlacPubblicazioni | Mlac</title>
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	<description>Museo Laboratorio d&#039;Arte Contemporanea</description>
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		<title>Danilo Bucchi. Signs &#8211; The Black Line</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 14:41:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana Proto-type arte contemporanea]]></category>
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		<description><![CDATA[Il talento di Danilo Bucchi è probabilmente il tratto dominante del suo profilo artistico, costituito da una severa determinazione nel radicarsi in un universo di segni che rimanda alla tradizione dell'astrazione europea delle prime avanguardie, con l'ausilio di tecniche e supporti fortemente tecnologici...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">Danilo Bucchi nasce a Roma nel 1978. Il talento di Danilo Bucchi è probabilmente il tratto dominante del suo profilo artistico, costituito da una severa determinazione nel radicarsi in un universo di segni che rimanda alla tradizione dell&#8217;astrazione europea delle prime avanguardie, con l&#8217;ausilio di tecniche e supporti fortemente tecnologici. In questo libro, progettato in occasione della mostra di Danilo Bucchi al MLAC, ma il cui contenuto non è concluso nell&#8217;analisi esclusiva del ciclo di lavori presentati, la forza dirompente dell&#8217;artista emerge continuamente, è il motivo scatenante, la frenesia che si riverbera fra le pagine e la grafica del testo. Testi e interviste, note e critica, dal saggio introduttivo di Giorgia Calò all&#8217;intervista impossibile di Jerome Sans, tutto testimonia la febbricitante soluzione creativa di un giovane talento della pittura contemporanea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il libro è stato pubblicato in occasione della mostra di Danilo Bucchi, <em>S I G N S &#8211; The Black line </em>al MLAC (10-31 marzo 2011)<br />
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/07/bucchi.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-16483" title="bucchi" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/07/bucchi-217x300.jpg" alt="" width="217" height="300" /></a></p>
<p>21. Giorgia Calò, Domenico Scudero</p>
<p><em>Danilo Bucchi. Signs &#8211; The Black Line</em></p>
<p><em></em>Gangemi Editore, 2011</p>
<p>112 pp., colore</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>ISBN 88-849270891</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Alamar Express Lab. Poetry and public spaces in La Havana</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 14:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra marzo 2006 e settembre 2007, un collettivo di artisti indipendenti de L'Avana (Omni Zonafranca) e un collettivo di attivisti italiani (Associazione Inventati) hanno dato luce ad Alamar Express Lab, uno spazio dove attivismo negli spazi pubblici e cultura di Rete si sono mescolati...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">Tra marzo 2006 e settembre 2007, un collettivo di artisti indipendenti de L&#8217;Avana (Omni Zonafranca) e un collettivo di attivisti italiani (Associazione Inventati) hanno dato luce ad Alamar Express Lab, uno spazio dove attivismo negli spazi pubblici e cultura di Rete si sono mescolati. Un esperimento: uso creativo e critico della tecnologia open source per migliorare la coesione sociale di Alamar, una periferia cubana. L&#8217;incontro è avvenuto durante la IX Biennale dell&#8217;Avana. Questo libro è l&#8217;ultimo passo del progetto Alamar Express Lab e delinea la storia e la pratica di Omni Zonafranca, che usa poesia e arte per sostenere umanità e senso della comunità nella società cubana.</p>
<p>Dottore di ricerca, studioso di Arte Contemporanea e docente, LUCREZIA CIPPITELLI è anche critico d&#8217;arte e curatore, con un curriculum internazionale di ricerche, mostre, insegnamenti e ideazione di progetti di cooperazione culturale realizzati per biennali, mostre, centri culturali, università ed accademie internazionali. Lucrezia vive tra Bruxelles e Roma, insegna Estetica all&#8217;Accademia di Belle Arti de L&#8217;Aquila ed è Visiting Scholar all&#8217;Institute for the Comparative Modernities della Cornell University.</p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/07/2654_CIPPITELLI-1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-16477" title="2654_CIPPITELLI-1" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/07/2654_CIPPITELLI-1-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>20. Lucrezia Cippitelli</p>
<p><em>Alamar Express Lab. Poetry and public spaces in La Havana</em></p>
<p>Gangemi Editore, 2010</p>
<p>96 pp., colore</p>
<p>ISBN 88-49218664</p>
<p>&nbsp;</p>
</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Luxflux n. 13-14-15</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 10:02:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La rivista Lux Flux n. 13-14-15 si apre con l'editoriale di Simonetta Lux che si pone come guida alla lettura dei vari interventi. Ci si interroga infatti sul rapporto arte-economia che fa sfondo al proliferare di eventi di arte contemporanea, biennali e rassegne, alcuni dei quali documentati proprio all'interno di questo numero...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">La rivista Lux Flux n. 13-14-15 si apre con l&#8217;editoriale di Simonetta Lux, <em>L&#8217;arte non è più lì</em>, che si pone come guida alla lettura dei vari interventi. Ci si interroga infatti sul rapporto arte-economia che fa sfondo al proliferare di eventi di arte contemporanea, biennali e rassegne, alcuni dei quali documentati proprio all&#8217;interno di questo numero. Comincia quindi il viaggio che fa tappa nei luoghi delle diverse biennali, prima tra tutte quella storica di Venezia. È Patrizia Mania a condurci tra le opere della 51esima edizione, curata da María de Corral e da Rosa Martinez, con un occhio critico rivolto alle scelte espositive<em> in primis</em> , ma anche al proliferare di didascalie e cataloghi, secondo un criterio che dà sempre più importanza alla divulgazione e alla comunicazione con il pubblico, in linea con i suddetti nominati rapporti tra arte ed economia. Rimaniamo a Venezia dove Elisabetta Cristallini e Gaia Pica si addentrano invece nei luoghi dell&#8217;Arsenale; la prima si sofferma sull&#8217; <em>arcipelago dell&#8217;umorismo critico</em> , ovvero sulla componente ironica come espediente comunicativo nell&#8217;arte di oggi. Gioia Pica invece intervista i The Centre of Attention, gruppo londinese che presenta<em> Swansong</em> , performance interattiva legata al web. Da Venezia voliamo alla Biennale di San Paolo in Brasile (Ana Letícia Fialho) e poi ancora in Turchia, dove Domenico Scudero documenta con attenzione opere, spazi e scelte curatoriali della IX Biennale di Istanbul, con uno sguardo particolare agli equilibri politici che condizionano in modo più o meno evidente molte delle opere in mostra. Ancora ci spostiamo in Messico per la Terza edizione della Biennale Internazionale di Mérida Interactiva 05, occasione per interrogarsi sul rapporto tra nuove tecnologie ed arte nei Paesi extra-occidentali e, soprattutto, importante occasione di confronto per artisti, critici e curatori che hanno partecipato alle conferenze-satellite dell&#8217;evento (di Lucrezia Cippitelli). Al Messico seguono la Biennale di Praga, in occasione della quale Zuzana Horvatovicova intervista Getulio Alvani, e la Prima Biennale di Russia, documentata da Caterina Ceccarini. Chiude la sezione <em>Regiones,</em> un utile repertorio delle biennali d&#8217;arte contemporanea nel mondo a cura di Lucrezia Cippitelli. Torniamo dunque a Roma dove Simonetta Lux intervista Angelo Candiano a proposito della mostra allestita al Mlac nell&#8217;ottobre del 2005 e curata da Domenico Scudero, e dove Giorgia Calò intervista Ester Coen sulle installazioni sonore di Gary Hill al Colosseo nell&#8217;aprile-luglio 2005, evento fortemente suggestivo per l&#8217;incontro tra antico e contemporaneo. Ancora Simonetta Lux recensisce la mostra di Uemon Ikeda a Bomarzo (novembre-dicembre 2005) e quella fotografica di Ilija Soskic al Mlac, omaggio a Pier Paolo Pasolini. Per concludere Domenico Scudero con “La critica come metalinguaggio politico”, sulle possibilità non solo archivistiche della scrittura critica, e Augusto Pieroni, con un intervento sul fotografo Piero di Giambattista.</p>
<p><strong>Alessandra Troncone</strong></div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/luxflux5g.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-13234" title="luxflux5g" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/luxflux5g-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">5. Luxflux 13-14-15<br />
Gangemi Editore per L.H.O.O.K., 2005<br />
158 p., 10,50 cm<br />
ISBN 884920931-2 </span></div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Luxflux n. 10-11-12</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 09:55:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I tre numeri di aprile analizzano il contesto artistico altro, dislocato tra Cuba, Pechino ed Istanbul. Nell'editoriale Simonetta Lux riflette sul confluire di arte e critica nell'operare di autori della Neoavanguardia che mettevano in atto un progetto teorico/critico e il farsi stesso dell'arte...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">I tre numeri di aprile analizzano il contesto artistico altro, dislocato tra Cuba, Pechino ed Istanbul. Nell&#8217;editoriale Simonetta Lux riflette sul confluire di arte e critica nell&#8217;operare di autori della Neoavanguardia che mettevano in atto un progetto teorico/critico e il farsi stesso dell&#8217;arte; sulla possibilità futura di un cambiamento politico che porti a un&#8217;uguaglianza nella formazione, una parità nell&#8217;accesso al sapere e alle professioni. Sulla scia del numero precedente si continua nell&#8217;indagine dell&#8217;arte contemporanea extraoccidentale. Domenico Scudero va alla scoperta di Asmara, ricca di testimonianze architettoniche del modernismo italiano, magniloquente e rigoroso. L&#8217;intervista a Tania Bruguera, artista concettuale che dirige la Catedra de Arte de Conducta ci introduce all&#8217;ambiente artistico cubano (Lucrezia Cippitelli), mentre Augusto Pieroni ci presenta il quadro dell&#8217;educazione/formazione dello stesso paese espressa nei 10 punti dei <em>Principios generales de la educación en Cuba </em>. L&#8217;interesse si sposta su Factory 798, il cuore pulsante della comunità di artisti di Pechino, luogo di ricerca e incontro dei nuovi talenti cinesi (Antonella Flammini). L&#8217;altrove esotico è avvicinato nell&#8217;azione di Sükran Moral nel bagno turco Galatasaray Hamam di Istanbul (Tania Vetromile), per poi ritornare alla British Sculpture con Judith Cowan, per parlare del suo lavoro e della mostra personale <em>From Life </em>ospitata dal Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell&#8217;Università di Roma “ La Sapienza ”(Simonetta Lux). Gli incontri con Gea Casolaro (Patrizia Mania) e Eduardo Kac (Maurizio Bolognini) ci avvicinano al loro impegno etico/politico oltre che estetico, visto che la prima si è occupata di documentare luoghi come l&#8217;Argentina o Sarajevo all&#8217;indomani di crisi economiche e guerre, mentre il secondo è il pioniere della ricerca bioestetica e telematica. Interrogativi sul senso della critica oggi, sul suo silenzio e sul suo sparire eclissandosi nell&#8217;immagine e attraverso la Critical Mass (Domenico Scudero). Si prosegue con testi che affrontano il contatto visivo/musicale con <em>Collage </em>di Achille Perilli e Aldo Clementi, prima opera astratta del teatro musicale italiano (Simonetta Lux); e sempre il rapporto tra Perilli e l&#8217;avanguardia musicale e letteraria ( Elisabetta Cristallini). L&#8217;utile glossario, il dialogo con Ogi:no Knauss a proposito di <em>Triplicity </em>(Lucrezia Cippitelli), la riflessione sull&#8217;ascolto musicale, tra critica al pensiero di Adorno e letture antimeccaniciste di Hennion (Bertram Niessen) e la riscoperta di Domenico Guaccero, sperimentatore nella scrittura musicale e nella ricerca elettronica (Daniela Tortora). Per concludere aggiornamenti sul lavoro del foto-cine-videomaker salentino Carlo Michele Schirinzi (Augusto Pieroni).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Anca Rafan</strong></div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/luxflux4g.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-13230" title="luxflux4g" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/luxflux4g-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">4. Luxflux 10-11-12 Gangemi Editore per L.H.O.O.K., 2005<br />
174 p., 10,50 cm<br />
ISBN 884920905-3</span>, 2005</span></div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Luxflux n. 7-8-9</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 09:45:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ancora una volta Luxflux si sposta e nel suo ultimo numero del 2004 ricompone come pezzi di un puzzle una possibile mappatura dell’arte contemporanea nei Paesi altri...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><div class="wpcol-two-third">Ancora una volta Luxflux si sposta e nel suo ultimo numero del 2004 ricompone come pezzi di un puzzle una possibile mappatura dell’arte contemporanea nei Paesi altri. Iniziamo (Scudero e Cippitelli) da Dakar, Senegal, per raccontare una Biennale di Arte contemporanea che raccoglie tensioni, tentativi e progetti volti a delineare lo statuto di una possibile identità culturale africana. Ci siamo mossi poi per il Montenegro (Lux) dove un’altra Biennale ci apre inaspettati spiragli su un luogo così vicino e così lontano che a stento riconosciamo come europeo.<br />
La cura di una mostra ci ha fatto poi conoscre Riga (Lux e Cristallini), i suoi spazi dedicati all’arte ed ancora una volta la costruzione della propria identità culturale. L’incontro con Protto e Palmieri (Mania) e con Perciballi (Granata) ha aperto nuove ipotesi di avvicinamento al loro lavoro. Ed ancora uno sguardo (Pieroni) sulla fotografia di paesaggio urbano in Italia- il secondo ed ultimo; un’ipotesi di contesto curatoriale che non escluda, ma anzi favorisca, il lavoro del critico d’arte (Scudero), una panoramica sulle riviste russe d’arte contemporanea (Cecchini) e un incontro con l’impegno politico (Cortesini) nel lavoro dell’artista cileno Alfredo Jaar.</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/luxflux3g.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-13223" title="luxflux3g" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/luxflux3g-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">3. Luxflux 7-8-9<br />
Gangemi Editore per L.H.O.O.K., 2004<br />
160p., 10,50 cm<br />
ISBN 884920698-4</span></div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Luxflux n. 4-5-6</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 09:41:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un numero multidislocato che traduce la sua doppia vocazione – virtuale nel web e reale nella versione cartacea – in un altrove complesso fatto di viaggi, spostamenti, immaginarii...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">Un numero multidislocato che traduce la sua doppia vocazione – virtuale nel web e reale nella versione cartacea – in un altrove complesso fatto di viaggi, spostamenti, immaginarii. L’incontro caleidoscopico di Lux Cippitelli e De Notariis con New York con inattesi percorsi e riflessioni: da Louise Bourgeois alla galleria Klemens Gasser &amp; Tanja Grunert al collezionista Marcello Aldega. La scoperta di Smak un museo tra i più intriganti in Europa (Cristallini) e di un’arte sociale cubana (Cippitelli) insieme alla voce di Victor Misiano (Cecchini), uno dei più significativi protagonisti della critica d’arte post sovietica e più da vicino un resoconto sull’ultimo festival di arte, poesia e musica a Bomarzo (Crali).<br />
Avvicinamenti all’opera di Benassi (Mania), Bolognini (Morgan e Scudero) Soskic (Lux) e Takahara (Lux e Fiorentini) e uno sguardo disteso sulla fotografia di paesaggio urbano in Italia (Pieroni). Ancora interrogazioni sulla cura della New Media Art (Scudero), un possibile percorso della politica per l’arte (Minnucci) e una singolare apertura a LetturAzione di Bortolotti (Tortora).</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/luxflux2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-13219" title="luxflux2" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/luxflux2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">2. Luxflux 4-5-6<br />
Gangemi Editore per L.H.O.O.K., 2004<br />
176 p., 10,50 cm<br />
ISBN 88-4920623-2</span></div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Luxflux n. 1-2-3</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2012 09:34:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Luxflux vuole essere un luogo di pensiero e di incontri dove riflettere sull’arte contemporanea. Una rivista attenta alla contemporaneità, alla sua immediata attualità, con uno sguardo critico e necessariamente storico...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">Luxflux vuole essere un luogo di pensiero e di incontri dove riflettere sull’arte contemporanea. Una rivista attenta alla contemporaneità, alla sua immediata attualità, con uno sguardo critico e necessariamente storico. La storia del nostro recente passato e le sue conseguenze osservate alla luce delle nuove emergenze concettuali, programmatiche, sperimentali offerte dalla realtà odierna; e ancora notizie sull’arte sottratte all’oblio della cronaca e definite con una consapevolezza interdisciplinare volutamente priva di preconcetti e pregiudizi ma severa e autorevole nel suo proporsi come strumento di una scienza umanistica.<br />
Questo primo numero in formato triplo si intitola fratture / aperture (Lux), sottolineando alcuni snodi centrali intorno a cui si articolano gli interventi su Ochoa, Moral, La Biennale di Venezia. L’azione critica nei confronti della contemporaneità non si riassume nella semplice constatazione descrittiva, tanto in uso nella letteratura specialistica dei nostri giorni ma vuole sottolinearne le carenze teoriche (la critica polinucleata, Scudero) o procedurali del suo mezzo espressivo (Pieroni).<br />
Luxflux non è certamente però una rivista conclusa nelle sue scelte, al contrario predilige la forma aperta del dialogo, del dubbio e della ricerca operativa; la volontà di testimoniare attraverso le esperienze individuali e la presa diretta le direzioni praticate e gli autori interpellati, attribuendo a ciascuno d’essi la ragione di una qualità indipendente dalle smanie eccentriche e volubili delle mode e dei luoghi comuni così pericolosamente preponderanti oggi – (Feliziani/Spoerri, Mania/Benci, Cristallini/Sanchez, Cippitelli/Otolab). E poi ancora uno sguardo aperto ai luoghi dell’arte nel dialogo galleria – artista (Casagrande – Mottola), e ai luoghi in cui immagini e suoni si intersecano (Grossi ) o alle situazioni che si sono immaginate (Rispoli sul compleanno di Saddam ).</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/luxflux1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-13211" title="luxflux1" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/luxflux1-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">1. Luxflux 1-2-3<br />
Gangemi Editore per L.H.O.O.K., 2003<br />
168 p., 10,50 cm<br />
ISBN 88-4920503-1</span></div><div class="wpcol-divider"></div></p>
]]></content:encoded>
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		<title>17. Trilogia d&#8217;artista. Il cinema di Mario Schifano</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:37:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana ArtisticaMente]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Scritto e curato da Giorgia Calò, con contributi critici di Adriano Aprà, Simonetta Lux, Domenico Scudero e Piero Spila, il libro mira a ripercorrere agilmente l'iter cinematografico di Mario Schifano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><div class="wpcol-two-third">Scritto e curato da Giorgia Calò, con contributi critici di Adriano Aprà, Simonetta Lux, Domenico Scudero e Piero Spila, il libro mira a ripercorrere agilmente l&#8217;iter cinematografico di Mario Schifano. In qualità di pittore e di film-maker, Mario Schifano racconta le proprie storie, traducendole non solo su tela ma anche su pellicola. Dopo le prime sperimentazioni Schifano realizza nel 1967 il cortometraggio Anna Carini in agosto vista dalle farfalle. L&#8217;anno seguente comincia le riprese di Satellite che insieme a Umano non umano e Trapianto, consunzione e morte di Franco Brocani, daranno vita alla Trilogia.<br />
Attraverso una panoramica sulle ricerche sperimentali del cinema negli anni Sessanta, l&#8217;autrice introduce l&#8217;opera filmica di Schifano nella categoria cinema d&#8217;artista, distinta secondo precisi parametri espressivi: esaltazione delle caratteristiche dell&#8217;immagine fotografica, assenza di trama o di un tempo narrativo, produzione e distribuzione indipendenti. Attuando quello che Domenico Scudero definisce uno &#8220;snodo teorico&#8221;, come significativa proiezione nella nuova realtà elettronica e digitale, Schifano compie il passaggio dalla pittura al cinema traducendo i propri segni nel linguaggio della macchina da presa, invertendo l&#8217;azione, già consueta per l&#8217;artista, di prelievo dai linguaggi della comunicazione di massa alla tela.<br />
La costante ricerca di sempre nuove immagini è accompagnata in Schifano dall&#8217;esigenza di riprendere obiettivamente la realtà attraverso l&#8217;occhio della cinepresa, mentre in un secondo tempo il montaggio contribuisce a una trasfigurazione della stessa realtà, conferendo alle immagini quel valore aggiunto che dà forma a uno sguardo instabile, fatto di sovrapposizioni visive e deformazioni ottiche, di rumori e silenzi, di innumerevoli frammenti e lunghe dissolvenze. Quello cinematografico appare come il mezzo più adatto, per l&#8217;artista, a un&#8217;indagine sulla dinamica del moto futurista, ben presente nell&#8217;opera pittorica di Schifano. È su questo legame che si appunta il contributo di Simonetta Lux, inteso a rimarcare l&#8217;indipendenza del linguaggio artistico di Schifano dalla Pop Art, inquadrandone piuttosto l&#8217;appartenenza a una linea o scuola italiana, che risale alla metafisica e al futurismo, distinta quindi dalla cultura americana contemporanea. Segue una pubblicazione integrale delle lettere spedite da Schifano a Calvesi, durante il suo soggiorno a New York, tra il dicembre 1963 e il luglio 1964.<br />
Nell&#8217;ambito della produzione filmica dell&#8217;artista, Giorgia Calò assegna un posto di primo piano alla Trilogia, caratterizzata da una &#8220;visione a cannocchiale&#8221; che si dispiega nei tre cortometraggi: &#8220;In Satellite muore la cultura occidentale, risucchiata nel caos del vivere moderno; in Umano non umano assistiamo alla morte del cinema attraverso la recisione dello schermo televisivo per mano di un bambino apparentemente ingenuo; in Trapianto [...] lo spettatore è di fronte alla morte dell&#8217;uomo&#8221;. Come suggeriscono Adriano Aprà e Piero Spila, il confronto di Schifano con lo strumento cinematografico sembra trovare nella Trilogia risposte divergenti: impossibilità di realizzare una nuova espressione o necessità di superare gli attuali limiti del cinema?</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<strong> Emanuela Termine</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em></em></div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/lithos17.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-12670" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/lithos17-207x300.jpg" alt="macchinari" width="207" height="300" /></a>17. Giorgia Calò, <em>Trilogia d&#8217;artista. Il cinema di Mario Schifano</em>.<br />
Collana Artisticamente. Documenti, Lithos 2004<br />
89 p., XV tav. ill. b/n e colori; 21 cm<br />
ISBN 88-86584-90-3</p>
<p style="text-align: left;"></div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>16. L&#8217;avanguardia difficile</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana ArtisticaMente]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'antologia di articoli e testi critici scritti e pubblicati fra il 1975 e il 2002 da Sergio Lombardo, artista e psicologo, protagonista della Nuova Scuola Romana ed esponente di punta delle ricerche d'avanguardia fin dagli anni Sessanta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wpcol-two-third">
<p>Un&#8217;antologia di articoli e testi critici scritti e pubblicati fra il 1975 e il 2002 da Sergio Lombardo, artista e psicologo, protagonista della Nuova Scuola Romana ed esponente di punta delle ricerche d&#8217;avanguardia fin dagli anni Sessanta. Di carattere giornalistico e non strettamente teorico, questi scritti ripercorrono il clima e le istanze di quel momento storico, definendo alcune categorie critiche che consentono di spiegare quegli eventi artistici alla luce di una rigorosa idea di ricerca. Attraverso la distinzione di avanguardia e primitivismo, due mondi teorici inconciliabili ma spesso conviventi nell&#8217;operato di alcune correnti, l&#8217;autore analizza la storia delle tendenze artistiche italiane sulla base di questa opposizione: all&#8217;artista sciamano, personificazione dell&#8217;istinto primordiale e alchemico fautore di un ritorno all&#8217;innocenza perduta, Lombardo contrappone l&#8217;artista ricercatore, proteso a un futuro di sperimentazione e analisi scientifica dell&#8217;esperienza artistica. Coerente a questi propositi, nella seconda metà degli anni Sessanta Lombardo prende le distanze dalla piega spettacolare e commerciale presa da certa ricerca artistica, per proseguire la propria attività all&#8217;insegna di un agire razionale e scientifico: nel 1977 fonda, con Anna Homberg, Domenico Nardone e Cesare Pietroiusti, l&#8217;Istituto Jartrakor, dotato di un autonomo sistema di informazione e di uno spazio espositivo, ai quali nel 1979 si affianca la «Rivista di Psicologia dell&#8217;Arte». Nato con lo scopo di condurre una ricerca autonoma e indipendente rispetto alle strutture tradizionali dell&#8217;arte, in un contesto ormai rivolto all&#8217;ideologia post-moderna, l&#8217;Istituto ha lavorato alla fondazione di una nuova estetica, denominata da Lombardo Arte Eventuale.<br />
Nell&#8217;interessante intervista che Paola Ferraris rivolge all&#8217;autore (apparsa nel 1990 su «Juliet», n. 46) emergono i fondamentali nodi teorici dell&#8217;Eventualismo: &#8220;Le provocazioni futuriste miravano a innescare eventi imprevedibili; l&#8217;Arte Produttivista, l&#8217;Arte Totale, lo Happening, la Performance, il Fluxus avevano lo stesso fine. Inoltre tutti questi movimenti volevano mettere la realtà della vita al posto della finzione dell&#8217;arte. Su questa nobile tradizione si situa l&#8217;Eventualismo; ma con una variante radicale: l&#8217;utilizzazione del metodo scientifico&#8221;. L&#8217;elaborazione di un metodo che consenta di &#8220;valutare il grado di coinvolgimento dello spettatore&#8221; e &#8220;la qualità estetica di tale coinvolgimento&#8221; distingue l&#8217;Eventualismo dalle correnti che si propongono una generica reazione del pubblico. La misurazione del valore estetico di un&#8217;opera è per Lombardo direttamente proporzionale alla varietà delle risposte provocate nei fruitori, risposte scaturite dagli stimoli percettivi e psicologici che l&#8217;artista concentra nel proprio lavoro.<br />
Delineando una netta indipendenza da logiche consumistiche e da ogni tipo di riduzione alle semplificazioni del mercato, la ricerca teorica e artistica di Lombardo prende forma in questi scritti con stile caustico e pungente, non perdendo mai di vista l&#8217;analisi dell&#8217;attuale contesto sociale, economico e politico. A una cultura globalizzante, semplificatrice e imposta dall&#8217;alto, l&#8217;autore si oppone con la forza della propria onestà intellettuale assumendo una netta posizione di critica costruttiva.<br />
<strong>Emanuela Termine</strong></p>
<p align="right"></div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/lithos16.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-12664" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/lithos16-200x300.jpg" alt="IMMAGINE ASTRATTA" width="200" height="300" /></a>16. Sergio Lombardo, <em>L&#8217;avanguardia difficile</em>.<br />
collana Artisticamente. Saggi, Lithos 2004<br />
143 p., [8] c. di tav. b/n e colori; 21 cm<br />
ISBN 88-86584-86-5</p>
</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Moda e arte. Dal Decadentismo all&#8217;Ipermoderno</title>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 13:26:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Collana Proto-type arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA["Moda e Arte. Dal Decadentismo all’Ipermoderno" di Giorgia Calò e Domenico Scudero, analizza con un taglio storico-critico la sincronia degli eventi e delle pratiche creative nelle relazioni fra moda e arte dalla fine dell’Ottocento sino ai giorni nostri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third"><em>Moda e Arte. Dal Decadentismo all’Ipermodern</em>o di Giorgia Calò e Domenico Scudero, analizza con un taglio storico-critico la sincronia degli eventi e delle pratiche creative nelle relazioni fra moda e arte dalla fine dell’Ottocento sino ai giorni nostri.</p>
<p>Il volume restituisce un quadro d’insieme, di grande impatto visivo e letterario, sugli eventi internazionali che nel corso dei decenni hanno coinvolto, oltre l’arte visiva e la moda, anche il design, la fotografia, il teatro, la musica e il cinema, dando origine ad una serie di avvenimenti in cui le arti applicate evidenziano un’estetica enfatizzata dalla sua ricezione di massa. Allo stesso modo dell’arte, la moda si esprime attraverso tecniche e conoscenze che racchiudono e sintetizzano la creatività, facendo convergere elementi tratti dalla “cultura alta” e dalla “cultura bassa”.<br />
Questo libro ci dice come l’arte continuerà ad essere per la moda una fonte inesauribile di immagini e spunti creativi a cui attingere; e la moda, dal canto suo, rimarrà quel luogo “patinato” aperto ad ogni tipo di interazione.<br />
Chiude il volume una sezione dedicata alle Fondazioni nate dai nomi prestigiosi dell’alta moda italiana, e alle grandi aziende d’abbigliamento Made in Italy che hanno applicato al loro marchio le nuove strategie di comunicazione e le metodologie curatoriali dell’arte contemporanea.<br />
Il volume, che fa parte della collana scientifica Luxflux proto-type arte contemporanea diretta da Simonetta Lux, è stato concepito nell’ambito dei progetti di ricerca e delle strategie formative della Cattedra di Storia degli Eventi Espositivi di Arte e Moda e del Centro di Ricerca Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma La Sapienza.</p>
<p><strong>Domenico Scudero</strong>, storico, critico d’arte e curatore del MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma La Sapienza, è docente di Metodologie Curatoriali e di Storia degli Eventi Espositivi di Arte e Moda presso la stessa Università. Autore di volumi scientifici fra i quali Avanguardia nel presente (Lithos, 2000) e i due volumi Manuale del curator (Gangemi, 2004) e Manuale pratico del curator (Gangemi, 2006). Ha inoltre pubblicato numerosi testi monografici dedicati ad artisti contemporanei.</p>
<p><strong>Giorgia Calò</strong>, storica, critica d’arte e curatrice free lance. È Assistant Curator presso il MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma La Sapienza. Attualmente sta concludendo il Dottorato in Storia dell’Arte Contemporanea presso la stessa Università, con una ricerca sulle interazioni tra arte e moda. Ha pubblicato il volume Trilogia d’artista. Il cinema di Mario Schifano (Lithos, 2004), numerosi testi critici e articoli per riviste di settore fra le quali “Art &amp; Dossier”, “Luxflux” ed “Inside Art”.</p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p19.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-12634" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/p19-213x300.jpg" alt="" width="213" height="300" /></a></p>
<p>19. Giorgia Calò, Domenico Scudero<br />
<em>Moda e arte. Dal Decadentismo all’Ipermoderno</em><br />
Gangemi Editore, 2009<br />
288 pp., colore.</p>
<p>ISBN 88-49217064</p>
</div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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