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museo laboratorio d'arte contemporanea Paesaggi Metropolitani Giorgio Andreotta Calò, Angelo Bellobono, Stefano Cagol, Dafni & Papadatos, Fabrice de Nola, Roberto Falconieri, Giorgio Ortona, Marco Petrus, Marco Verrelli
Nella prima sezione sei artisti presentano lavori pittorici sullo spazio urbano: dalle aree urbane periferiche alla frenetica metropoli, dalle strade con i mezzi di trasporto pubblici ai riflessi delle luci delle auto sull'asfalto, rappresentando anche snodi autostradali, sopraelevate e sottopassaggi. Angelo Bellobono presenta un Liquidscape, frammenti urbani che sembrano liquefarsi sulla tela; la ricerca artistica di Fabrice de Nola verte sullo spazio metropolitano e l'intima dimensione del ritratto attraverso la comunione di tecniche diverse quali pittura e fotografia. L'opera in mostra sarà anche visibile sul web nella sua mutazione; vedute urbane realizzate in chiave realistica sono i soggetti privilegiati di Roberto Falconieri; Giorgio Ortona si confronta con l'architettura delle metropoli mediante una pittura lenticolare; Marco Petrus cattura i dettagli di geometriche costruzioni in cui l'edificio assurge al ruolo di luogo privilegiato; Marco Verrelli cattura particolari della città estraniandoli dal loro contesto per proporceli in un isolamento quasi metafisico. Nella seconda sezione il medesimo tema è affrontato da artisti che lavorano con tecniche diverse. Giorgio Andreotta Calò presenta IT , 80 scatti realizzati nel 2004 a Napoli, un anno prima di realizzare l'intervento public per la XII Biennale dei giovani artisti dell'Europa e del Mediterraneo. Gli scatti proiettati per la prima volta in occasione di questa mostra sono un monitoraggio fotografico del centro e della periferia; Stefano Cagol presenta The mystical rose , realizzato in HD. Nel video continue sovrapposizioni di Tokyo, presa come attuale simbolo urbano, rivelano la sospensione della grande metropoli tra presente e passato; infine Dafni & Papadatos presentano Idle report . Girato a Roma, il video indaga sulle tematiche del luogo. La mostra fa parte della programmazione Laboratorio, realizzato da Domenico Scudero, con il contributo della Regione Lazio per la ricerca “Applicazione nuove tecnologie multimediali arte contemporanea”, diretta da Simonetta Lux.
MLAC
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