la rete reale virtuale dell'arte contemporanea
 

museo laboratorio
d'arte contemporanea

dell'Università
La Sapienza

centro di ricerca

il museo

mostre in corso
letture attive
archivio mostre
mediateca
la collezione
mappe
press release
links

art in progress

archivio musica contemporanea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

il museo laboratorio d'arte contemporanea


Michele Zaza

MasterClass / Incontro con l’artista

In collaborazione con la Fondazione Volume! di Roma

 

Mercoledì 3 Febbraio 2010, ore 15:00

 

Interverranno: Michele Zaza, Mario De Candia, Simonetta Lux.

 

 

Mercoledì 3 febbraio 2010, alle ore 15.00, si terrà presso il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma “La Sapienza”, la Masterclass/Incontro con l’artista, in occasione della quale Michele Zaza illustrerà il progetto realizzato per la Fondazione Volume!.

 

Interverranno: Michele Zaza; Mario De Candia – critico d’arte, curatore, giornalista; Simonetta Lux - Docente di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università La Sapienza di Roma e Direttrice del MLAC.

 

«Universo rivelato è la conoscenza dell’essere nel mondo. Tutte le cose del mondo esistono dentro di me, e tutte le cose che abitano in me esistono nell’universo. Non esiste una separazione tra me e le cose più vicine, come non esiste una distanza tra me e le cose più lontane».Michele Zaza

 

Nel corso dell’incontro al MLAC l’artista presenterà il progetto realizzato per la Fondazione Volume!, Universo rivelato, un percorso gnoseologico dell'essenziale e dell'esistenziale, volto alla ricerca e piena comprensione della propria identità mediante un'introspezione realizzata per immagini. La proiezione di volti blu coperti da mani in movimento sono maschere, immagini che rinviano alla zona interiore ed enigmatica dell'essere, ombre rivolte alla ricerca di ciò che avviene al di là dello spazio e del tempo, nella sfera del mito. Una dimensione onirica volta a ricercare la condizione primordiale, la reviviscenza di leggende che legano il corpo contemporaneo dell'artista all'iconografia primitiva attraverso le simbologie del cibo e del sonno, e dei relativi rituali.

 

Michele Zaza nasce a Molfetta in Puglia il 7 novembre del 1948. La sua ricerca inizia con il ciclo Cristologia, presentato, nel 1972, alla galleria Diagramma/Inga-Pin di Milano. Nel 1973 crea un nucleo di opere intitolato Dissidenza Ignota, esposto da Marilena Bonomo a Bari. Nell’opera principale è rappresentata la madre dell’artista che sta per addormentarsi, tra una pistola poggiata su un cumulo di ovatta e una sequenza di immagini di lei in diversi momenti di vita quotidiana.

Nel 1974, lavori intitolati Naufragio euforico evidenziano l’aspetto contraddittorio della libertà sotto forma di un percorso “a senso unico”.

Segue nel 1975 il ciclo Mimesi, esposto da Massimo Minini a Brescia e da Annemarie Verna a Zurigo. Esistenza e assenza, condizione umana e operare artistico sono a confronto.

Dal 1976 l’irreale non è in antinomia al reale, ma anzi costituisce una realtà in divenire, fatta di curiosi paesaggi di terra e di ovatta, abitati da piccoli oggetti di carta somiglianti a macchine volanti. Nella serie intitolata Anamnesi i personaggi sembrano agire nella dimensione del sogno, nutrendosi di molliche di pane. Sempre nel 1976 Zaza realizza il ciclo Universo Estraneo da Lucio Amelio a Napoli, e poi Fantasia Privata da Yvon Lambert a Parigi. Invece nel 1978 crea opere intitolate Racconto celeste, dove analizza l’incorporeo. Il colore blu della parete cosparsa di stelle-molliche è un cielo che avvolge i volti del padre e della madre. Lo spazio abitativo diviene “spazio celeste”.

Nel 1980, da Leo Castelli a New York, Zaza espone Neo-Terrestre. Nello stesso anno Zaza è invitato alla Biennale di Venezia con una sala personale. Successivamente, nel 1981 è a Parigi con una mostra antologica al Musée d’art moderne de la Ville de Paris. Mentre a Ginevra, al Cabinet des estampes du Musée d’art et d’histoire nel 1991, e a Mosca nel 1996 presso lo Shchusev Architecture Museum con una serie di nuovi lavori ispirati a Hölderlin.

 

 

Tra le collettive, nel 1977 e nel 1982 partecipa alla Documenta di Kassel, nel 1975 alla Biennale di Parigi e nel 1977 alla XIV Biennale di São Paulo.

Negli anni ‘80 Zaza comincia ad inserire nelle sue opere elementi scultorei, come Paesaggio in cui appaiono accanto alle fotografie delle forme tridimensionali. Significativa è la tappa di Cielo Abitato.

Nelle opere degli anni ’90 Zaza compie una trasfigurazione dei volti attraverso delle campiture di colore che mettono in evidenza dei punti focali quali la fronte, il naso, le mani, che sottendono alle funzioni vitali.

L’artista è come un “viaggiatore” che procede in direzione delle proprie origini, in un “ritorno verso se stesso”. Opere quali il Centro del Viaggiatore, Cercatemi altrove, Paesaggio segreto, Corpo magico, stabiliscono uno scambio fra l’intimità umana e il cosmo, attraverso sculture di cartone e ovatta con cui l’artista reinventa il proprio corpo avvolto da effetti di luce. Zaza escogita uno scenario segreto, elaborato a partire da elementi del quotidiano (molliche, ovatta, cuscini) e da presenze scultoree. Spesso il volto, sia maschile che femminile, viene dipinto con colori riferiti alla terra e al cielo – il marrone, il blu, il bianco: da Rivelazione segreta e Corpo segreto (2005) a Paesaggio magico e Orizzonte segreto (2006), oppure Io sono il paesaggio (2007).

Zaza espone al Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea di Roma e al Musée d’Art Moderne et Contemporain di Ginevra. Le sue opere sono conservate presso varie collezioni pubbliche, tra cui la Fondation Emanuel Hoffmann di Basilea, l’Hamburger Bahnhof-Museum für Gegen­wart (Berlino), il Walker Art Center (Minneapolis); il Kunsthaus (Zurigo).

 

Giovedì 4 febbraio 2010 alle ore 19,00 verrà inaugurata la mostra di Michele Zaza presso lo spazio espositivo della Fondazione Volume! in via San Francesco di Sales, 86-88. Info: www.fondazionevolume.com.

 

L’incontro si svolge nell’ambito del ciclo MasterClass/Incontro con l’artista, in collaborazione con la Fondazione Volume! di Roma, ed è realizzato con il contributo della Regione Lazio per le ricerche in “Applicazioni nuove tecnologie multimediali per l’arte contemporanea”, su progetto scientifico del direttore Simonetta Lux e per la realizzazione del curatore del MLAC Domenico Scudero. 

 

 

----------------------------------------------------------------

 

Seix6: sei domande per sei Fondazioni

 

La lente convessa sulle Fondazioni di Roma

 

Tavola rotonda: martedì 2 febbraio 2010, ore 17:00

 

A cura di: Ilaria Caravaglio, Chiara Miglietta, Valentina Pugliese e Giovanna Sarno 

 

Intervengono: Carla Subrizi, Fondazione Barruchello; Flavio Misciatelli, Fondazione Cerere; Ludovico Pratesi, Fondazione Guastalla; Anna Mattirolo, Fondazione MAXXI; Stefano e Raffaella Sciarretta, Fondazione Nomas; Ilaria Della Torre, Fondazione Quadriennale; Franco Nucci, Fondazione Volume!; Simonetta Lux, direttore del MLAC; Domenico Scudero, curatore del MLAC

 

 

Martedì 2 febbraio 2010 alle ore 17:00 si svolgerà nell’Aula I dell’Università La Sapienza di Roma, la tavola rotonda Seix6: sei domande per sei Fondazioni. La lente convessa sulle Fondazioni di Roma, a cura di Ilaria Caravaglio, Chiara Miglietta, Valentina Pugliese e Giovanna Sarno, studenti dei Master di I e II livello in Curatore di Arte Contemporanea.

 

La tavola rotonda, progetto conclusivo degli studenti/curatori dei Master, si pone l’obiettivo di presentare le Fondazioni che operano sul territorio romano per farne emergere le differenze, nel tentativo di creare un confronto tra le stesse. Il simposio vuole essere un dibattito stimolante che abbandona le forme classiche di un tradizionale convegno e verte su temi artistici, economici e sociali di forte attualità. L’incontro sarà un punto di partenza per un possibile percorso comune, un’occasione di discussione tra giovani fondazioni, giovani curatori e giovani artisti.

In particolare verrà affrontato il rapporto tra l’istituzionalità della Fondazione, come ente privato senza finalità di lucro, e l’estro artistico delle nuove generazioni. Tale argomento stringe un forte legame con la mostra dal titolo AGIta, che sarà inaugurata lo stesso giorno, alle ore 19.00, negli spazi espositivi del MLAC.

 

Le Fondazioni coinvolte sono: la Fondazione Baruchello, la Fondazione Cerere, la Fondazione Guastalla, la Fondazione Nomas, la Fondazione Quadriennale e la Fondazione Volume!. Inoltre Anna Mattirolo, direttrice del MAXXI - Museo Nazionale delle arti del XXI secolo, presenterà l’interessante processo che ha visto il museo costituirsi in Fondazione.

 

La tavola rotonda si presenta come una lente convessa sulle Fondazioni di Roma ed è concepita in due sezioni: la prima parte di presentazione, la seconda di confronto.

Un video, breve ed accattivante, introdurrà il convegno. In questo filmato i direttori delle Fondazioni coinvolte rispondono a 6 domande inerenti la storia e l’organizzazione della propria struttura. Il montaggio è a cura di Alexander Jakhnagiev. Seguirà un momento di confronto e di interazione, dove i direttori delle Fondazioni saranno invitati a dibattere sulle tematiche affrontate.

 

L’evento è organizzato dagli studenti dei Master di I e II livello in Curatore di Arte Contemporanea (a.a. 2008/ 2009), diretto da Simonetta Lux e curato da Domenico Scudero, istituito dalla Facoltà di Scienze Umanistiche. Il progetto è patrocinato da: Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione; Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Con il contributo della Regione Lazio per la ricerca “Applicazione nuove tecnologie multimediali arte contemporanea”  e  la partecipazione in qualità di media partner di DROME Magazine. Sponsor: Happy Cakes, Centopassi, Riserva della Cascina; sponsor tecnico: Vista.

 

 

-----------------------------------------------------------------------------

 

 

AGIta

Arte Giovane Italiana

 

Aurora Meccanica, Niccolò Angeli, Antonio Bardino, Alessandro Battisti, Ludovico Bomben, Anna Di Prospero, Massimiliano Pelletti, Paolo Pennuti, Giulia Ravazzolo, Alberto Scodro 

 

Inaugurazione: martedì 2 febbraio 2010, ore 19:00

 

A cura di: Silvia Bucchi, Lincoln Dexter, Diego Marchi, Laura Laruffa, Simona Raho, Ersilia Rossini, Valentina Trisolino

 

 

Martedì 2 febbraio 2010 alle ore 19.00 verrà inaugurata negli spazi espositivi del MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma “Sapienza”, la mostra AGIta – Arte Giovane Italiana.

 

La mostra vuole essere un’occasione di confronto tra giovani artisti già riconosciuti all’interno del sistema dell’arte, e sette giovani curatori che presentano una loro visione della scena artistica italiana di oggi. La diversità dei registri linguistici e la varietà delle forme espressive si intrecciano per dare spazio alle idee di nove giovani artisti e un collettivo - rigorosamente tutti italiani - che insieme diventano un campione di ciò che si “agita” oggi nel nostro Paese. In un luogo come l’Italia, dove il solo fatto di essere giovani spesso sembra essere un impedimento, l’esposizione è tesa a dimostrare come, invece, le capacità artistiche esulano da un concetto legato all’età. Lo scopo è non solo quello di avvicinare il grande pubblico, ma anche quello di creare un luogo di incontro tra i vari attori che contribuiscono allo sviluppo dell’arte contemporanea.

 

Gli artisti presentati sono: Aurora Meccanica (Roberto Bella, 1983 e Carlo Riccobono, 1982), duo specializzato in videoinstallazioni interattive con temi riguardanti la cultura contemporanea italiana. Per la mostra è presentata un’opera inedita: un palloncino gonfiabile virtuale dove compaiono le opere di Damien Hirst, Maurizio Cattelan e Jeff Koons. Niccolò Angeli (1980), presenta un lavoro site specific strutturato nella forma di una caccia al tesoro che avrà come obiettivo quello di coinvolgere il pubblico in un viaggio alla ricerca di sé. Antonio Bardino (1973), da diversi anni si dedica in modo specifico alla pittura indagando gli interni contemporanei, in particolare i terminal degli aeroporti, di cui dà una rappresentazione iperrealistica.  Alessandro Battisti (1977), artista molto attento nell'osservare la società, i suoi vizi e le sue incongruenze di cui dà nelle sue installazioni una rappresentazione ironica e sagace suscitando, in chi le guarda, una risata amara. Per la mostra presenta un’installazione-performance sulla situazione di svendita sociale e culturale dell’Italia. Ludovico Bomben (1982), le sue installazioni site specific interagiscono con lo spazio alterandolo e ricostruendolo, in questo modo invita il pubblico a intervenire per superare la rigidità dell’opera d’arte e ribaltare senso e funzione d’uso degli oggetti. Anna di Prospero (1987), per l’evento espone tre opere fotografiche dove utilizza il suo corpo come mezzo per raccontare viaggi intimi e al tempo stesso universali, seguendo uno dei filoni più innovativi della fotografia contemporanea: l’unione tra finzione e realtà. Massimilliano Pelletti (1975), mescola il  linguaggio umoristico e sarcastico di Damien Hirst, Tracey Emin e degli altri artisti del 'Brit Pack' degli anni ‘90 con il patrimonio linguistico, filosofico ed artistico della cittadina toscana di Pietrasanta. Per la mostra presenta un’installazione incentrata sull'idea di nostalgia attraverso la morte di Snoopy. Paolo Pennuti (1974), utilizza principalmente la fotografia e il video creando opere di forte impatto che appaiono sospese. In mostra presenta un video in cui il piano-sequenza notturno evidenzia l’unione tra immagini e le due voci fuori campo creando effetti ipnotici e alienanti. Giulia Ravazzolo (1980), lavora sulla contaminazione delle arti spaziando dall’installazione alla performance e interagendo, attraverso l’utilizzo della luce e di materiali sintetici, direttamente con l’architettura e con gli spazi. In questo modo coinvolge lo spettatore in un continuo dialogo mentale, sensoriale e fisico.  Alberto Scodro (1984), il suo lavoro si basa sulla spazialità e la fisicità degli elementi e dei materiali. In occasione della mostra propone un’installazione luminosa che gioca sul contrasto tra il bianco e il nero.