Il Costruttivismo.
Origini, contesto, confini spazio-temporali
di Caterina Cecchini
Le radici
Il costruttivismo nacque in Russia, agli albori delle rivoluzioni
del '17, in un contesto politico-culturale intriso di energie creative
e distruttive nello stesso tempo.
Questo movimento artistico pose subito al centro della sua estetica
una sorta di apparente riconciliazione con l'oggetto, la materia,
frutto di un lungo processo che nella cultura russa post- simbolista
aveva mosso i suoi primi passi per voce dei poeti acmeisti da un lato,
e futuristi da un altro. Se infatti , dopo la sbornia metafisica fin
de sicle, un poeta come Mandel'stam aveva sentenziato che la nuova
poesia doveva essere simile alla perfezione di un'architettura una
sorta di perfetta architettura (aveva in mente le cattedrali gotiche
francesi), e intitolato una delle sue principali raccolte di versi,
Kamen', cio, Pietra, e da un'altra parte, dal canto suo, Majakovskij
aveva composto una tragedia in versi che chiam Vozvrat Vescej, la
Rivolta degli Oggetti (1), mentre la nuova cultura proletaria, che
andava formulando le sue linee generali a opera di Sergej Bogdanov
e Anatolij Lunacarskij, conteneva in s gli elementi essenziali per
un passo ulteriore verso la conciliazione con la materia (materialit)
dell'arte, a tutti i livelli. Non deve dunque stupire il fatto che,
all'interno di uno dei principali gruppi costruttivisti, figurasse
Osip Brik, gi membro dell'Opojaz (la societ per lo studio della
lingua poetica) , che avrebbe costituito uno dei principali filoni
teorici del formalismo. Se dunque in letteratura il procedimento diventava
uno dei principali temi da indagare per capire l'essenza dell'opera
letteraria, la cui materia erano le singole parole, in tutta l'arte
emergeva prepotentemente la nozione di struttura. Come ha sottolineato
Gerard Conio nella sua monografia sul costruttivismo: " On [] cherchera
[] le sens contraignant de la forme qui apparente une fugue de Bach
une cathdrale gotique, la spatialisation de la dure, les rgles
du contrepoint dont les rapports avec la tecnique du montage inspireront
Eisenstein des commentaires pntrants [] On assiste donc dans
les annes vingt une pousse vers une sorte d'ecumnisme des arts,
qui semble placer, tout d'abord, sous le signe de la sculpture, mais
bientt sous celui de l'architecture, dont le rle devient prdominant
[]" (2).
Il contesto politico-culturale
Il problema dello sviluppo di linee guida per la creazione di un'arte
proletaria aveva afflitto molte generazioni di intelligenty e di artisti
a partire dagli anni '60 del XIX secolo, quando le spinte verso una
democratizzazione dell'arte e della cultura avevano fatto da contrappunto
all'abolizione della servit della gleba e alla contemporanea comparsa
sulla scena di una nuova classe di intellettuali di estrazione non
aristocratica. Col nuovo secolo, la crisi progressiva del regime zarista
e l'acuirsi dei conflitti sociali, che portarono alla rivoluzione
del 1905, fecero s che all'interno del partito socialdemocratico
russo le questioni culturali acquisissero un ruolo sempre maggiore.
Si discuteva soprattutto di come avrebbe dovuto essere l'arte del
futuro (non necessariamente futurista), l'arte cio espressione di
quella classe sociale che avrebbe dovuto assumere la leadership nella
nuova societ. Al fine di creare una consapevolezza sufficiente a
gettare le fondamenta del nascente edificio proletario, alcuni esuli
socialdemocratici, tra il 1905 e il 1906, avevano dato vita a una
scuola per futuri quadri del partito operaio nell'isola di Capri.
Tra i fondatori figuravano anche Bogdanov (3) e Lunacarskij (4), personalit
che avrebbero pesato non poco nella vita culturale della Russia postrivoluzionaria.
Il problema centrale era se vi fosse gi un embrione di letteratura
proletaria e di cultura espressione della vita degli oppressi nelle
citt neoindustrializzate. Era chiaro che, dal momento che di industrie
in Russia ve ne erano poche, ovviamente erano pochi anche gli scrittori,
e tantomeno di estrazione proletaria, che erano stati fino ad allora
in grado di descrivere quella realt. L'unico modello di intellettuale
del popolo fu identificato in Maksim Gor'kij, ma per quanto riguardava
le arti figurative tutto era ancora in via di definizione al tempo
della "scuola" di Capri.
Era comunque ritenuta fondamentale l'acculturazione degli operai in
tutte le discipline, tecnico-scientifiche ed artistiche.
A ovviare parte delle problematiche derivanti dalla necessit di superare
l'arte borghese, referenziale e rappresentativa, in Russia, nell'ambito
delle arti plastico-figurative, furono innanzitutto i movimenti di
avanguardia come futurismo, suprematismo, raggismo. Il loro merito
consistette, in primo luogo, nel capovolgere tutte quelle certezze
e canoni scolastici ereditati dal secolo precedente, e in particolare
nell'interpretare lo spirito della nuova era dell'industria e delle
macchine. Tuttavia , se l'ideale futurista si sviluppava all'interno
di una concezione a cavallo tra l'iconoclastia, il messianismo industriale
e l'ottimismo scientistico-progressista, il pi tardo costruttivismo,
erede di queste esperienze, proponeva un rapporto con la realt nuovo,
diverso e fondamentalmente materialista.
I manifesti
Non un caso che uno dei manifesti costruttivisti, quello siglato
da Gabo e Pevsner nel 1920, si chiami Manifesto realista: La concezione
di arte espressa in questo testo teorico si distanziava abbastanza
nettamente dai gruppi precedenti e proponeva la profondit come unica
forma di spazio, postulando in cinque punti programmatici cosa non
dovesse pi riguardare l'arte (5).
Al manifesto di Gabo ne seguirono altri.
Nel 1922, tre membri dell' Obmochu (Societ dei giovani artisti),
Vladimir e Georgij Stenberg insieme a Konstantin Meduneckij, organizzarono
un'esposizione, che per la prima volta, ufficialmente, si definiva
costruttivista, sulla falsariga di un'altra, dell'anno precedente,
col titolo pi elementare, ma pur sempre emblematico, di "5X5=25",
cui avevano partecipato, tra gli altri, la scenografa e pittrice Ljubov
Popova e il suo compagno architetto Alexandr Vesnin, uno dei principali
artefici del nuovo assetto architettonico di Mosca.
E infatti il successo del movimento non pu essere compreso pienamente
senza considerare anche la situazione materiale della Russia degli
anni '20.
Il ruolo dell'architettura
Bisogna innanzitutto ricordare che, con la presa del potere da parte
dei bolscevichi, la capitale venne trasferita da Pietrogrado a Mosca,
che da duecento anni era ormai diventata una citt di provincia. Era
dunque necessario un ammodernamento della citt, in funzione delle
nuove esigenze di sviluppo urbano derivanti dal rango di capitale
e dalla conseguente immigrazione di popolazione dalle campagne. La
capitale dello Stato operaio doveva essere dunque ad esso funzionale,
moderna e anche servire da vessillo per il nuovo regime e le idee
che veniva propugnando.
Gi nel '18, fu varato il progetto Novaja Moskva (Nuova Mosca), in
cui era previsto un grande investimento di capitali per la ricostruzione
della citt, coprendo un territorio di circa ventimila ettari e rispettando
tuttavia la pianta originaria, a cerchi concentrici. Erano cos previste
nuove infrastrutture, diverse linee di metropolitana, un nuovo stadio,
case popolari: Nel 1922 segu un altro bando, dal nome pi ambizioso
di Bol'aja Moskva (Grande Mosca), che comprendeva un ulteriore sviluppo
dell'edilizia a fini abitativi e una parallela conservazione di aree
verdi. Naturalmente gli architetti costruttivisti aderirono attivamente
a questi progetti, cercando di sfruttare nuove tecnologie, nuovi materiali
e la contingenza nel contesto di architetture che fossero in grado
di evidenziare elementi quali "il volume, la superficie, le proporzioni,
il ritmo, la luce, il colore, il movimento, ecc." (6).
Tutte caratteristiche che saranno trattate in modo organico da M.
Ginzburg nel suo Stile ed epoca, del 1922, manifesto del costruttivismo
architettonico, il cui il rapporto spazio-volume viene ancora una
volta sottolineato.
Gradualmente l'arte si avvicina sempre pi a ci che sembrava funzionale
alle nuove esigenze della societ di massa e industriale. Da costruttivismo
alcuni artisti passarono al produttivismo, al design. Come ha notato
J.C. Mercad, " La composizione [fu] sostituita dalla costruzione,
il quadro dalle forme spaziali, la creazione individuale dalla produzione,
l'artista dall'ingegnere o dal costruttore, al fine di trasformare
radicalmente e modellare l'ambiente dell'uomo" (7).
Parallelamente si svilupparono le sperimentazioni dei pi noti El'
Lisickij e Tatlin, quest'ultimo reso famoso dal suo modello di monumento
alla Terza Internazionale, in cui veniva sintetizzata tutta l'esperienza
costruttivista: dall'utilizzazione di nuovi materiali, al passaggio
dalla forma alla linea come elemento costitutivo ed essenza stessa
degli oggetti.
Ma, a partire gi dal 1925, le possibilit di creare seguendo principi
indipendenti vennero sempre pi limitate. Con la presa del potere
da parte di Stalin, l'eliminazione costante dei gruppi minoritari
e marginali in tutti i campi della cultura diede via via luogo all'appiattimento
su una visione del mondo unilaterale e di regime. Il 1934 avrebbe
sanzionato ufficialmente il passaggio alla dottrina del Realismo Socialista,
alla soppressione degli atelier indipendenti e di personalit non
in linea con i dogmi dell'ideologia ufficiale. Cos, anche il progetto
urbanistico di Mosca venne pesantemente rimaneggiato dai seguaci della
nuova guida (8).
[1] Cfr. anche i due fascicoli intitolati "Vesc" (Oggetto), pubblicati
a Berlino nel 1921 da El' Lisickij. Cfr. G. CONIO, Le Constructivisme
russe, Tome I: Les arts plastiques, L'Age d'homme, Lausanne, 1987,
p. 13 sg.
[2] S. Bogdanov (1873-1928), intellettuale e filosofo, membro del
partito socialdemocratico, a lungo discusse con Lenin sul ruolo dell'operaio
nella societ. La teoria di Bogdanov tendeva a valorizzare anche l'attivit
intellettuale del proletariato che, al contrario Lenin, considerava
in primis come organizzabile non solo in modo verticistico. Nel periodo
prerivoluzionario B. fond il Proletkul't (l'organizzazione proletaria
di cultura e istruzione) al fine di promuovere una cultura proletaria
indipendente dal partito bolscevico: Naturalmente questa organizzazione
non era conforme alla linea del dirigismo leninista e fu presto liquidata.
[3] A. Lunacarskij (1875-1923) fu il primo commissario del popolo
per l'istruzione; amico di Bogdanov, nei primi anni '20 protesse diversi
intellettuali borghesi, facendosi garante della libert di espressione
in tutte le arti. Nel 1929 venne rimosso dal suo incarico.
[4] Cfr. M. DE MICHELI, Le avanguardie artistiche del Novecento, Feltrinelli,
Milano, 1986, p. 400 sg.
[5]Cfr. GIOVANNA SPENDEL, La Mosca degli anni venti, Editori Riuniti
, Roma, 1999, p. 57 sg.
[6] Cfr. J.C. MERCAD, Le arti plastiche dopo la rivoluzione, in AA.VV.,
Storia della letteratura russa. Il Novecento, a cura di E. Etkind,
G. Nivat, I. Sterman e V. Strada, Einaudi, Torino, 1990, t. II, p.
891 sg.
[7] Si consideri, per es., il destino della Chiesa di Cristo Salvatore,
che i fratelli Vesnin avevano preservato nei loro progetti sulla nuova
citt, e cheinvece venne abbattuta per far posto a una " grande" piscina.
Dopo la perestrojka, comunque, stata ricostruita. |
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J. Chernikov - fantasie architettoniche 1920-30
Tatlin - Monumento alla III Internazionale
Vesnin, sede della Leningradskaja Pravda |