"Censura
d'identita''. 2 .Bocconcini di donna"
di Sergio Rispoli
Tendenze estreme dell'arte.
da Varsavia l'ultima proposta: il cannibalismo di largo consumo

Joanna Rajkowska, Profumi, 2000
"Soddisfazione garantita" - questo lo slogan-marchio di fabbrica della
giovane artista polacca Joanna Rajkowska. Le sue opere infatti sono
autentici prodotti industriali. Comprendono tutta una gamma di specialitˆ
cosmetiche, vasetti di creme, unguenti, paste, boccette di profumi,
oli ed essenze, ma pure una linea alimentare con vari tipi di bevande
in lattina. Con una particolaritˆ: per la fabbricazione di questi
articoli, come si legge sulle relative tabelle, si sono utilizzate
parti organiche della stessa Rajkowska. Che ora rinnova la sua sfida
lanciando un nuovo auto-prodotto gastronomico destinato ai supermarket:
bocconcini di donna surgelati

Joanna Rajkowska, Bocconcini di donna, 2001
Il sacchetto di plastica gialla, opportunamente sigillato per la
migliore conservazione in freezer. Una scritta annuncia che contiene
un preparato umano sotto forma di palline di donna dal particolare
gusto salato. Su un lato della confezione, accanto ad immagini fotografiche
che ben poco hanno a che vedere con una specialitˆ alimentare (facce
di sconosciuti, lo scorcio di un edificio, un cortile scalcinato,
un corridoio), specificato che gli ingredienti sono neuroni di Joanna
Rajkowska impastati con acqua, sale, stabilizzanti, antiossidanti,
insaporenti, conservanti e coloranti. Sull'altro lato una seconda
tabella ammonisce invece sui possibili effetti collaterali, tra i
quali solitudine, cinismo, desiderio improvviso di cambiare identitˆ
dalle 4 alle 6 del pomeriggio, ecc. Il prezzo piuttosto modico:
in euro fanno circa 8 per kg., pi o meno quello dei petti di tacchino
alla Coop.

Joanna Rajkowska, Bevande, 2000

Joanna Rajkowska, Bevande, 2000
Anche le creme di bellezza e le bibite della Rajkowska non sono costose.
Nella sua mostra personale al Castello Ujazdowski, prestigioso museo
di arte contemporanea di Varsavia, per l'allestimento dei suoi prodotti
aveva trasformato le sale espositive in un grande spaccio, con un
catalogo simile agli opuscoli pubblicitari diffusi dai grandi magazzini
per il lancio di sconti e promozioni. I visitatori per esempio potevano
acquistare per circa 5.50 euro un'elegante astuccio di sapone naturale
fatto con il grasso dell'artista (anche qui delle controindicazioni:
panico per la vita familiare e la tv, masturbazione), e per meno di
5 euro una lattina di "bevanda mentale" al gusto di pera, composta
da pezzi di materia grigia e adatta a proteggere il consumatore dal
senso d'inutilitˆ. A cavallo tra gli inquietanti scenari di una societˆ
iper tecnologica mostratici dal "post-human" e le manipolazioni dei
paradigmi della comunicazione di massa e della grande distribuzione,
teorizzate dal "medialismo", il lavoro della Rajkowska, ormai noto
anche in Germania e in Svezia dopo due grandi mostre, si avvale delle
stesse logiche e metodologie del mercato industriale per rappresentare
in modo sensazionale la voracitˆ indiscriminata che domina la civiltˆ
dei consumi.

Joanna Rajkowska, Frigo, 2000
C' solo da chiedere all'artista di che cosa siano veramente fatti
i suoi prodotti. Ci sono davvero dei suoi pezzi organici lˆ dentro?
Lei sorride e mi chiede a sua volta: "Sai cosa succede quando si preme
il bottone d'avvio di una catena di produzione? Anche se vuoi fermarla
subito, giˆ sono uscite fuori pi di 10.000 confezioni. Un po' troppe
per contenermi tutte, non ti pare?" "E allora - domando - questi bocconcini
di donna?" "Buonissimi! - esclama Joanna - Consigliabili fritti o
in umido. E sono pure giˆ conditi!"

Joanna Rajkowska, Bilbord, 2000
|
|