Hortus Unicorni
di Manuela Feliziani
L'Hortus Unicorni è un progetto che sfida l'apparente freddezza
ed inospitalità del paesaggio lunare della Valle dei Calanchi.
Ci troviamo appena fuori dal paese di Vetriolo, un piccolo borgo dell'Alta
Tuscia affacciato su quello stesso immenso spazio in cui svetta Civita
di Bagnoregio, "il paese che muore", che da qui si vede in lontananza.
Qui attorno ogni cosa appare sotto un luce diversa e l'erba delle
colline che ancora resistono all'implacabile dilavamento del terreno
argilloso appare più verde, più viva, così il
giardino che vi si affaccia, si esprime con il massimo della sensualità.
Le candide pareti scoscese sullo sfondo sembrano voler risucchiare
il paesaggio circostante, nello stesso modo in cui sparì il
mare che un tempo immemorabile riempiva la valle. Tuttavia un raro
equilibrio sorregge la composizione affacciata sulla valle luminosa,
enfatizzato da una grande cornice che campeggia al centro dello scenario
accogliendoci, quando percorriamo in discesa il costone boscoso che
ci conduce al giardino. Nella cornice sono loro, i calanchi, a finire
catturati e la sfida fra paesaggio e giardino, si placa trovando una
relazione nell'instabile profilo metallico.
La scultura di Luca de Troia introduce una frattura nello spazio e
nel tempo, una dissonanza che esalta l'accento cromatico e le forme
per contrasto, provoca una stacco emotivo, diviene centro della scena,
sovverte i parametri fra finito ed infinito, ed ogni coordinata sensoriale
basata sulle linee ortogonali diviene nulla. Un sensazione simile
ci prende quando, in un altro giardino più antico e noto, il
Sacro Bosco di Bomarzo, fissiamo lo sguardo sulla casa pendente, che
la scultura inconsciamente cita, nella sua inclinazione spaesante.
Si evidenzia così la dimensione dell'instabilità della
visione nelle prospettive mutevoli, catturate dalla cornice durante
il nostro incedere, ma anche della condizione esistenziale dove la
mutevolezza rispecchia il carattere del giardino come creazione effimera,
contrapposta all'apparente perennità dello sfondo.
Gli artefici dell'Hortus Unicorni, Elio Cavallo, già designer
e oggi progettista di giardini, e Luca De Troia, musicista ed artista,
"outsider" come ama definirsi, esprimono nelle differenti personalità
e nei differenti modi di sentire i contrasti che divengono creazione
nel giardino.
Da un lato l'armonia, le linee diritte, le proporzioni, come ama dire
Elio Cavallo al quale appartiene la progettazione della parte botanica,
che si snoda lungo un percorso armonico che sottolinea i dislivelli
e le curve naturali con le quali il pendio degrada, dall'altro l'amore
per tutto ciò che è sghembo che genera contrasto, dissonanza
come avviene nelle creazioni di Luca De Troia.
Quest'ultimo realizza al computer opere che poi stampa su acetato
dove zone di colore si sovrappongono e si giustappongono seguendo
principi musicali, gli stessi che in certe zone sembra proporre il
giardino nella sua alternanza di macchie colorate.
Lasciata Torino e giunti qui all'inizio degli anni '80, i due artisti
si sono stabiliti a Civita di Bagnoregio dove hanno restaurato una
casa e creato un Hortus conclusus. Si tratta di un esperienza che
possiamo leggere oggi , nella sua globalità, come un vero e
proprio laboratorio sperimentale che anticipa la realizzazione attuale.
Anche qui a Vetriolo, fin dal 1993, un lavoro di ristrutturazione
dell'area abbandonata ed inselvatichita e del casale in pietra, precedette
la sistemazione a giardino. La natura ordinata dall'uomo ha avuto
la meglio su quella caotica costituita dal bosco, che tuttora circonda
l'Hortus Unicorni enfatizzando per contrasto la dimensione dell'ordine
e dell'armonia delle forme realizzate dagli artisti. Così in
passato avvenne nei noti giardini di Villa Lante e Palazzo Farnese
a Caprarola nei quali la cornice boscosa assolveva la medesima funzione.
Elementi giustapposti e citazioni si rivelano qua e lˆ a comporre
un ideale percorso nel quale più stimoli sensoriali, volutamente
in contrasto ci coinvolgono.
Possiamo ravvisarli nel giardino all'italiana realizzato accanto alla
casa in pietra e rivisitato come semplice struttura geometrica al
di lì di ogni simmetria e corrispondenza formale. Così
nel recupero di forme primarie come il cerchio, che troviamo sia come
forma effimera nel prato, che incastonato in una pavimentazione in
ciottoli di fiume, il quale nella sua intrinseca simbolicità
rimanda alla perfezione divina o alla ciclicità della vita
della quale il giardino è metafora. Oppure nei massi erratici
che qua e lì esprimono la propria presenza come natura bruta,
ridotta nella sua forma più estrema ed immutabile. Ma è
senz'altro la presenza dell'acqua, che in modo raffinato unifica i
contrasti e ribadisce quanto questo spazio esprime.
Vi appare come piccolo spazio lacustre circondato di essenze acquatiche,
sottolineando la dimensione pittoresca del giardino, ma anche nella
realizzazione di una piscina che è un autentica creazione architettonica.
Realizzata sul limite estremo del terreno, non lontano dall'abitazione,
si affaccia sul paesaggio e di nuovo vi instaura un rapporto diretto.
Questo nastro d'acqua rettangolare è specchiante e sembra captare
lo spazio intorno a sé. Come un bacino in calma apparente,
tuttavia si muove impercettibilmente e tracima, grazie ad un lievissimo
dislivello fra i due lati corti. Ricreandosi continuamente, diviene
metafora della vita che scorre in eterna anche se invisibile trasformazione,
e chiude un cerchio ideale, forma immutabile dove finito ed infinito,
tempo e spazio si incontrano.
Bibliografia
S. Varoli Piazza, Paesaggi e giardini della Tuscia, De Luca, Roma,
2000.
Outsider, depliant della mostra, Galleria Miralli, Viterbo, 2001
NOTIZIE UTILI
Ubicazione:
Vetriolo (provincia di Viterbo)
Si raggiunge mediante l'autostrada del Sole A1, uscita Orvieto. Percorrere
la strada statale 71 in direzione Viterbo. Deviare per Bagnoregio
e raggiungere la Strada Teverina: percorrerla in direzione Viterbo;
a sinistra, poco dopo Bagnoregio, seguire le indicazione per Vetriolo.
Raggiungere il paese ed oltrepassarlo. Poco dopo il cimitero, sulla
sinistra ci sono le indicazioni per l' "Hortus Unicorni"
Ingresso: per appuntamento; chiuso nei mesi di luglio ed agosto
Informazioni: tel. (0039) - 0761 - 790315
hortus-unicorni@libero.it
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Luca De Troia, Cornice , ferro, Hortus Unicorni,
Vetriolo,1997

Elio Cavallo, Luca De Troia, Giardino all'italiana
, Hortus Unicorni, Vetriolo, 1996

Cerchio d'erba, Hortus Unicorni, Vetriolo

Cerchio d'erba, Hortus Unicorni, Vetriolo

Masso erratico e bordura fiorita, Hortus Unicorni,
Vetriolo |