La Fondazione
Orestiadi
di Daniela Passaniti
La Fondazione - Istituto di Alta Cultura "Orestiadi" di Gibellina,
al momento della sua costituzione nel 1992 ha già alle spalle
una attività più che decennale, nata dalla volontà
del Senatore Ludovico Corrao, Presidente della Fondazione, e dei suoi
collaboratori, di raccogliere, salvaguardare e valorizzare il patrimonio
culturale della città, aprendone allo stesso tempo la dimensione
al futuro e alla modernità, in seguito al rischio di dispersione,
perdita di identità e desertificazione culturale causato dal
terremoto che nel gennaio del 1968 distrusse Gibellina e gli altri
paesi della valle del Belice. Così, mentre artisti e architetti
di fama internazionale offrono il loro contributo alla ricostruzione
della nuova città, che sorge a 18 km dal sito originario, sui
ruderi della vecchia Gibellina nasce il teatro: dopo la rappresentazione,
nel 1982, nell'Auditorium della nuova città, di "Gibella del
martirio" di Emilio Isgrò, si intuisce che il teatro a Gibellina
può essere un momento di incontro sacro per la gente. Con la
collaborazione dell'E.A. Teatro Massimo di Palermo viene rappresentata,
tra i resti di quella che era stata l'antica piazza di Gibellina,
la trilogia dell' "Orestea" di Eschilo, riscritta e reinterpretata
da Emilio Isgrò, con le straordinarie scenografie di Arnaldo
Pomodoro, espressione della condizione morale delle popolazioni della
valle del Belice, sospesi tra la consapevolezza della propria condizione
dolorosa, legata alla memoria del passato, e la volontà presente
di proiezione verso nuove prospettive. Proprio da questa "Orestea
di Gibellina" prendono nome le manifestazioni teatrali che da allora
si svolgono ogni anno, le "Orestiadi", che vanno oltre la definizione
di "festival", perché sono piuttosto un "rito" della memoria
e della rinascita, che, in contrasto con lo scenario di morte in cui
avviene, celebra la vittoria di una umanità che, pur familiarizzata
alla sofferenza, non è spiritualmente piegata e non rinuncia
alla continuità della vita e alla speranza che nasce dalla
disperazione. In questo modo le Orestiadi di Gibellina assumono un
valore universale che appartiene all'umanità intera, come è
anche concretamente dimostrato dal confluire di autori, registi, musicisti
e attori di grande importanza internazionale.
Il teatro a Gibellina ha dunque forti componenti di originalità
e specificità: lo scenario carico di forti suggestioni, quali
sono le macerie di una città distrutta da un evento catastrofico,
a cui si aggiunge, verso la fine degli anni Ottanta, quello di grande
impatto visivo ed emotivo costituito dal bianco lenzuolo funebre che
è il "Cretto"
di Burri, creano uno spazio teatrale inedito, insieme fisico e psicologico,
che condiziona ed è quasi una sfida per chi si trova a dovervisi
confrontare, ma dona allo stesso tempo una totale libertà rispetto
alle leggi canoniche e abituali della scena, consentendo una ardita
sperimentazione difficilmente realizzabile altrove. A creare il luogo
scenico sono stati di volta in volta artisti del livello di Arnaldo
Pomodoro, Toti Scialoja, Nunzio, Pietro Consagra, Mimmo Paladino,
con le loro fantastiche macchine che sono spesso diventate sculture
per la nuova Gibellina. La Scuola di Teatro, nata nel 1987 con il
coordinamento di Enrico Stassi, le frequenti animazioni teatrali svolte
nelle scuole del paese, i laboratori di drammaturgia nati attorno
a personalità come Franco Scaldati, hanno permesso a bambini
e giovani di scoprire nuove possibilità comunicative, mentre
la partecipazione fattiva e corale dei cittadini alla realizzazione
di scene e costumi, nel seguire le prove nonché trovando spazio
all'interno delle rappresentazioni, oltre a creare lavoro e a sviluppare
un vero e proprio artigianato d'arte, hanno fatto sì che si
dispiegasse nel tempo un sentimento di coinvolgimento e quindi di
appartenenza. Le Orestiadi hanno dunque assolto a questa fondamentale
funzione: il mutamento della qualità della vita tramite qualcosa
che è considerata solitamente superflua, rimandabile: l'Arte,
la Cultura.
Oltre agli spettacoli teatrali, le Orestiadi propongono ogni anno
una serie poliedrica di attività culturali, promosse e organizzate
dalla Fondazione in collaborazione con altri enti, associazioni, musei
e istituzioni universitarie di tutto il mondo, con un fitto programma
di mostre di artisti contemporanei, laboratori-ateliers che gli stessi
artisti tengono direttamente sul luogo, coinvolgendo i giovani delle
scuole e gli studenti delle accademie italiane ed estere, mostre fotografiche
ed etnoantropologiche, convegni sui problemi del territorio, rassegne
cinematografiche, musicali e di poesia, seminari, tavole rotonde e
giornate di studio, con una attenzione che spazia dalle ultime avanguardie
nel campo dell'arte e della cultura alle espressioni tradizionali
e popolari, con particolare riguardo ed apertura all'area del Mediterraneo
e al mondo islamico, nella consapevolezza del ruolo centrale che la
Sicilia ha avuto nella storia come luogo di incontro di popoli differenti,
di scambi di sapere e conoscenze tecniche, di cultura e di umanità,
che hanno contribuito alla costituzione di una sensibilità
comune che affonda le sue radici in un passato fatto di stratificazioni
di cui la Sicilia porta ancora visibili e viventi i segni. Gli incontri
e gli scambi culturali, l'attività di ricerca, i dibattiti
e i seminari promossi dalla Fondazione Orestiadi testimoniano della
volontà di reinterpretare e recuperare questo ruolo secondo
prospettive di pace, collaborazione e solidarietà tra le due
sponde del Mediterraneo, facendo della Sicilia, come ha detto il Senatore
Corrao, un ponte dell'Europa verso l'Africa. Iniziativa tanto più
significativa oggi, in un momento in cui sembra prevalere la volontà
di acuire i conflitti fra i due mondi, precludendo ogni possibilità
di dialogo e confronto, sicuramente più proficui per la costruzione
di una società multietnica che esalti il valore e la ricchezza
della diversità.
La Fondazione organizza inoltre iniziative volte alla promozione dell'artigianato
isolano ed ha aperto dei corsi di formazione per lo sviluppo di nuove
professionalità. Ha la sua sede principale presso il Baglio
di Stefano, a Gibellina, una tipica masseria ottocentesca, rilevata
dal Comune nel 1981. Presso il cortile (propriamente il "baglio")
si svolgono, alternativamente al Teatro dei Ruderi, le manifestazioni
delle Orestiadi, mentre i locali dell'edificio padronale e del granaio
ospitano rispettivamente il "Museo Officina delle Trame Mediterranee"
e la sua sezione di arte contemporanea. Il modello espositivo del
museo rappresenta un unicum nel panorama mondiale, poiché presenta
insieme opere e manufatti che appartengono tanto alla cultura "alta",
alle arti maggiori, quanto alla cultura materiale, alle arti minori
o applicate. Opere d'arte contemporanea convivono cos“ insieme a costumi,
tessuti, gioielli, ceramiche, arazzi e oggetti d'uso quotidiano, di
differente periodo e provenienza, il cui confronto permette di scoprirne
le relazioni formali e i comuni stilemi, nelle permanenze o evoluzioni
di segni e forme che rivelano l'appartenenza dei vari popoli del Mediterraneo
a una sensibilità artistica comune.
La Fondazione Orestiadi ha altre due sedi presso un antico palazzo
nel cuore della Medina di Tunisi, "Dar Bach Amba", e nella "Cuba"
arabo-normanna di Palermo. Recenti progetti prevedono l'istituzione
di una nuova associazione, la "Med Orestiadi", anch'essa presieduta
dal Sen. Ludovico Corrao e con sede a Gibellina, all'interno della
quale confluiranno diverse associazioni culturali di Tunisia, Marocco
e Algeria, e la creazione della "Casa Sicilia" a Tunisi, un ufficio
distaccato della Regione siciliana, con il compito non solo di promuovere
iniziative culturali fra Sicilia e Tunisia ma anche di incentivarne
gli scambi commerciali.
Notizie utili
Ubicazione: Baglio di Stefano, Gibellina (TP)
Per raggiungere la Fondazione: autostrada A29 Palermo - Mazara del
Vallo, uscita Salemi. Da Gibellina Nuova, SS 188 in direzione Santa
Ninfa
Informazioni: tel. 0924/67844
sito web: www.fondazione.orestiadi.it
e-mail: orestinf@tin.it |
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Arnaldo Pomodoro, parte delle macchine sceniche
per "Agamennuni ø trilogia dell'Orestea di Gibellina" di
Emilio Isgrì. Logo della Fondazione

Nunzio, parte della scenografia per "Le Troiane"
di Euripide, 1988

Arnaldo Pomodoro, bozzetto per le macchine sceniche
de "La tragedia di Didone, regina di Cartagine" di Christopher
Marlowe, 1986

Pietro Consagra, scenografia per "Oedipus
rex" di Igor Stravinskij, 1988

Arnaldo Pomodoro, bozzetto per le macchine sceniche
di "Villa Eumenidi ø trilogia dell'Orestea di Gibellina"
di Emilio Isgrò, 1985
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