Galleria Primo Piano 1972-2003. In ricordo di Maria Colao
di Luca Lo Pinto
Dovendo parlare della galleria Primo Piano non si può non partire
da lei, Maria Colao, ovvero la persona che l'ha fondata e l'ha portata
avanti per trent'anni con le stesse gioie e dolori che una madre può
provare nei confronti di un figlio.
Maria Colao, purtroppo, si è spenta proprio pochi mesi dopo
il trentesimo anniversario della nascita della sua galleria, anche
se molti lo ignorano o magari non conoscono il prestigio di Primo
Piano. Maria amava l'arte con una passione vera, forte, sincera e
ha continuato a dimostrare il suo amore verso di essa proseguendo
dritta per la sua strada senza essere influenzata da niente e da nessuno,
nonostante molto fosse cambiato da quando aveva cominciato la sua
attività, nel 1972.
In quell'anno, infatti, Maria apre uno spazio a via vittoria con una
personale di Carlo Lorenzetti. L'attenzione è puntata, almeno
all'inizio, sulla scena contemporanea italiana come testimoniano le
personali e collettive di artisti come Nicola Carrino, Teodosio Magnoni
e Marco Gastini. In seguito comincia a seguire anche artisti internazionali,
che porta per la prima volta in Italia, ma soprattutto a Roma. Sono
gli artisti di quella corrente che si suole definire "concettuale"
e "minimalista": dai più noti come Mel Bochner, Sol LeWitt,
Fred Sandback ad altri meno affermati come Peter Loew e Ad Dekkers.
Ma forse lo spazio a noi tutti più familiare è quello
di Via Panisperna 203, dove la galleria si trasferisce nel 1983, inaugurando
con una personale di Giuseppe Chiari. L'ambiente espositivo è
costituito da una sola, piccola stanza con una finestra sullo sfondo.
L'altra parte della galleria è dedicata esclusivamente ai libri,
la seconda grande passione di Maria e altro grande segno distintivo
di Primo Piano. Già a Via Vittoria era presente una piccola
raccolta di libri, ma è a Via Panisperna che la libreria assume
un'importanza pari a quella dello spazio espositivo. Libri nuovi,
ma molti libri rari comprati in giro per il mondo tra fiere, amici,
artisti e librerie straniere. Ancora adesso, dopo più di trent'anni,
Primo Piano continua ad essere tra le più fornite librerie
di arte contemporanea a Roma, anche se in pochi ne sono a conoscenza,
in particolare gli studenti e di questo Maria spesso si rammaricava.
Non riusciva a vedere nei giovani quell'interesse vero per l'arte,
che l' aveva portato a dedicare ad essa la propria vita. Col passare
degli anni, però, non riusciva più a riconoscersi in
un mondo, quello dell'arte contemporanea, sempre più dominato
dal mercato e da una serie di meccanismi che portava alla ribalta
critici, curatori e artisti senza una minima coscienza e conoscenza
del loro ruolo.
Di Maria si diceva spesso che fosse scorbutica, e forse era vero,
ma era proprio questo carattere cosi duro, ma sincero a renderla tra
le galleriste più stimate anche all'estero. Non uso casualmente
questa parola, perché lei stessa amava definirsi una "gallerista"
nel vero senso del termine e non un mercante, come sono in realtà
quasi tutti i direttori di gallerie.
Era un pesce fuor d'acqua, in un mondo fatto di ipocrise, gelosie:
lei continuava ad amare l'arte ed i "suoi" artisti sempre allo stesso
modo. Tra gli anni '80 e '90' è riuscita a portare e far conoscere
a Roma artisti del calibro di Carl Andre (1984), Roman Opalka (1986)
e infine i tre artisti a cui era più legata: Lawrence Weiner,
Robert Barry e John Baldessari. Amava raccontare numerosi aneddoti
riguardo i comportamenti, le stranezze, la genialità di questi
personaggi. Nei suoi numerosi viaggi in America aveva stretto rapporti
di amicizia con critici come Seth Sieglaub, galleriste come Ileana
Sonnabend, artisti, appunto, come Bochner, Andre, Weiner e Baldessari.
All'inizio degli anni '90 ha avuto grande fiuto facendo esporre gli
allora promettenti, oggi affermatissimi Julian Opie e Graham Gussin.
Come dimenticare, poi, le personali dei coniugi Becher, Ana Mendieta,
Gordon Matta Clark, Hanne Darboven? Nomi che adesso fanno sorridere
se accostati ad una "piccola" galleria nel centro di Roma. Eppure
Primo Piano e Maria Colao sono stato questo se non di più.
Maria, infatti, nel corso degli anni, non si è fermata, ma
ha continuato a seguire con entusiasmo anche i più giovani
come Cesare Pietroiusti e Luca Vitone in Italia o Ceal Floyer, Olaf
NIcolai e Maria Eichhorn. E' riuscita ad esporre sempre artisti che
apprezzava veramente senza pensare mai a fini commerciali e questo
forse negli ultimi tempi l'aveva portata ad una sorta di rifiuto nel
seguire quelle "regole" a cui una galleria di successo deve sottostare
per andare avanti.
Maria se ne è andata via troppo presto, ma la sua galleria,
i suoi artisti, i suoi libri e le tante persone che almeno una volta
hanno varcato la soglia di quella porta in legno e hanno avuto la
fortuna di vedere questo piccolo "magico" spazio, non potranno mai
dimenticarla.
Galleria-libreria Primo Piano
Via Panisperna 203_tte.
064880309 fax 064881894
primopianogallery@hotmail.com
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Galleria Primo Piano, personale di Graham Gussin_2001_particolare

Galleria Primo Piano, mostra di Luca Vitone
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