| |
Ilija
Soskic
di Simonetta Lux
Ilija Soskic nasce a Decani, località montenegrina della ex-Jugoslavia,
nel 1934. La sua posizione artistica si pone in linea con l'intellighenzia
intellettuale repressa dal realismo sociale. Durante il regime
titoista, tramite le sue abilità sportive, - primatista jugoslavo
di lancio del martello - si conquista la possibilità di studiare
presso la facoltà di Belle Arti di Belgrado. Gli esordi sono
contrassegnati dalla fascinazione per l'arte americana di Pollock,
ma anche dall'esistenzialismo francese e dal teatro russo; in
seguito, il suo percorso creativo tende a non essere più distinguibile
dalla sua stessa vita.
Dal 1969 Soskic si trasferisce in Italia, a Bologna, dove scopre
il linguaggio di Manzoni e di Pascali, e, dal 1973, a Roma dove
frequenta l'ambiente sovranazionale delle gallerie Gap e l'Attico;
tornerà nella sua terra solamente per assistere e testimoniare
ai disastri della guerra. Il suo lavoro, che si orchestra tra
azione performativa, video ed installazioni, tende a fondere
in un'elaborazione altamente critica elementi culturali e politici,
mitologie ed elementi drammatici della natura: un percorso che
offre ampio spazio alla dimensione progettuale condensandone
la natura concettuale e filosofica. |
|
|