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N°6/2004
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Louise Bourgeois, una artista che amiamo
di Simonetta Lux


Louise Bourgeois è un’artista che amiamo poiché tutta l’opera è volta a una decostruzione del potere o dell’esterno o dell’interiorità: è stata una donna in primo luogo e dunque arrogante nel dichiararsi artista, alla conquista della sua anxiety, allo svelamento della complessità dell’emozione umana. E’ interessante che abbia sposato nel 1938 Robert Goldwater, che scrisse il libro Primitivism in modern art. In effetti l’interesse all’originario dell’uomo spiega il coraggio dei suoi segni. Ed anche il prezzo pagato veramente. In un’intervista del 1979 ricorda di essere stata investigata dalla commissione persecutoria Mc Carthy, ma già si era rivelata ardita in una lettera ad Alfred Barr Jr. nella quale contestava la conferenza tenuta da Edgar Wind (dell’aprile del 1942), nella quale il creatore dell’iconologia aveva osato attribuire a Baudelaire atteggiamenti fideistici. Nel diario del 12 marzo 1953, si capisce la sua famosa posizione: dovunque c’è potere (padre, chiesa, autorità) “lì c’è pericolo per l’arte”.
“Nelle mie sculture – lei dice – C’è sempre il sentimento con cui io ho cominciato: il dramma di una fra i molti”. Recava con sé quelle belle sculture/figure di legno leggere da portarsi sotto il braccio: <i>Sleeping Figure, Quarentania III, Knife couple</i>. Si sentiva donna bianca, donna nera, donna tagliente, donna costruente: “femme couteau”. Il 30 marzo del 1986 non ci meraviglia la sua ricerca di un sistema di difesa dal mondo: “Do not show your arrow, idiot. Do not make threats. Do no frighten horses. Do not rock the boats. Do not push a tantum. Do not show your jalousy. Do not show how much you care”. Ma più di tutto è giovane e attuale il suo concetto di “esperienza flash”. Per la Bourgeois esistono solo flash di intensa esperienza. E tutta la vita sembra stata dedicata “a provare a sé stessa di poter organizzare quelle parti separate ed istantanee”.
Dentro queste trame, i nomi delle sue materie: organico, geometrico, duro/morbido, dolce/amaro, liquido, vetro, acciaio, stoffa, gomma, legno, carta, abiti, spioncino, fessure. I nomi delle emozioni che ricrea: ansietà, depressione, pericolo, flessibilità, penetrabilità, desiderio, amore, paura, catarsi. Fare delle incisioni per Louise Bourgeois è come essere una prostituta: è come darsi a un altro.
Che cos’è l’arte? “L’arte è un modo di riconoscere sé stessi, per questo l’arte sarà sempre moderna”.
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