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Louise
Bourgeois, una artista che amiamo di
Simonetta Lux
Louise Bourgeois è un’artista che amiamo poiché
tutta l’opera è volta a una decostruzione del potere
o dell’esterno o dell’interiorità: è
stata una donna in primo luogo e dunque arrogante nel dichiararsi
artista, alla conquista della sua anxiety, allo svelamento della
complessità dell’emozione umana. E’ interessante
che abbia sposato nel 1938 Robert Goldwater, che scrisse il
libro Primitivism in modern art. In effetti l’interesse
all’originario dell’uomo spiega il coraggio dei
suoi segni. Ed anche il prezzo pagato veramente. In un’intervista
del 1979 ricorda di essere stata investigata dalla commissione
persecutoria Mc Carthy, ma già si era rivelata ardita
in una lettera ad Alfred Barr Jr. nella quale contestava la
conferenza tenuta da Edgar Wind (dell’aprile del 1942),
nella quale il creatore dell’iconologia aveva osato attribuire
a Baudelaire atteggiamenti fideistici. Nel diario del 12 marzo
1953, si capisce la sua famosa posizione: dovunque c’è
potere (padre, chiesa, autorità) “lì c’è
pericolo per l’arte”. “Nelle mie sculture
– lei dice – C’è sempre il sentimento
con cui io ho cominciato: il dramma di una fra i molti”.
Recava con sé quelle belle sculture/figure di legno leggere
da portarsi sotto il braccio: <i>Sleeping Figure, Quarentania
III, Knife couple</i>. Si sentiva donna bianca, donna
nera, donna tagliente, donna costruente: “femme couteau”.
Il 30 marzo del 1986 non ci meraviglia la sua ricerca di un
sistema di difesa dal mondo: “Do not show your arrow,
idiot. Do not make threats. Do no frighten horses. Do not rock
the boats. Do not push a tantum. Do not show your jalousy. Do
not show how much you care”. Ma più di tutto è
giovane e attuale il suo concetto di “esperienza flash”.
Per la Bourgeois esistono solo flash di intensa esperienza.
E tutta la vita sembra stata dedicata “a provare a sé
stessa di poter organizzare quelle parti separate ed istantanee”.
Dentro queste trame, i nomi delle sue materie: organico, geometrico,
duro/morbido, dolce/amaro, liquido, vetro, acciaio, stoffa,
gomma, legno, carta, abiti, spioncino, fessure. I nomi delle
emozioni che ricrea: ansietà, depressione, pericolo,
flessibilità, penetrabilità, desiderio, amore,
paura, catarsi. Fare delle incisioni per Louise Bourgeois è
come essere una prostituta: è come darsi a un altro.
Che cos’è l’arte? “L’arte è
un modo di riconoscere sé stessi, per questo l’arte
sarà sempre moderna”. |
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