| Non che i critici non si riproducano. Fisiologicamente la critica darte non rende sterili. Intellettualmente per un po come se il settore si duplicasse per partenogenesi: niente padri/madri, niente pedigree. Solo tanti party o tanta noia. Tutti a fingere desser stati abdotti dagli alieni o di esser stati creati critici in virt di unimprevista mutazione genetica: come avere lallergia. Insomma: quando nascer davvero una nuova generazione di critici nuova nella forza delle proprie radici, nella difficile ma necessaria uccisione rituale dei propri genitori (si fa per dire, sia uccisione che genitori) se questi nuovi sguardi non trovano spazio e occasione di mettersi alla prova? E senza tronfi paternalismi: ci siete, fate. Verde critica vuole essere una finestra nella quale intravedere i lavorio di crescita di questi nuovi sguardi, in questo caso limitandoci al settore delle arti fotografiche. Non di pi, ma neanche meno di questo. a.p. |
PHOTAGE VERDE CRITICA
Gabriel Orozco - Richard Wentworth - Erwin Wurm
di Maria Elena Minuto
La mostra propone tre artisti di diversa nazionalità
che parallelamente, utilizzano nel loro lavoro scultura e fotografia.
L'obiettivo è quello di creare un rapporto, un dialogo
costante tra oggetti quotidiani e forme assolute. E' proprio
il paesaggio urbano contemporaneo ad offrire, nella sua transitorietà,
continue ed effimere qualità plastiche del reale. E'
il reale stesso, pertanto, ad essere un laboratorio creativo,
ad offrire molteplici e sempre nuove modalità di visualizzazione
dei propri elementi, a presentarci "opere" che possono
nascere ovunque, in ogni situazione. Ed è proprio nella
registrazione, nella messa in forma di immagine di queste "eccedenze"
minime del reale quotidiano, che si focalizza il lavoro dei
tre artisti. L'artista austriaco Erwin Wurm parte da una problematica
di tipo scultoreo, formale con la quale affronta ed indaga gli
equilibri precari che si instaurano continuamente tra gli oggetti
di uso comune; registrandoli fedelmente mediante il medium fotografico
o mediante video. La sua indagine vive nell'istante, nell'azione
breve, nella performance che diviene scultura presentata successivamente
in immagine fotografica. Richard Wentworth, scultore e fotografo,
è fortemente legato al paesaggio urbano londinese, che
diviene il suo peculiare territorio d’azione. La sua visione
si sofferma sulle incongruenze create involontariamente dal
linguaggio spontaneo dei rifiuti, dei materiali e dei rottami
industriali, denotando una presenza sotto forma di assenza dell'essere
umano. Nei diversi anni del suo lavoro Gabriel Orozco ha sfruttato
le qualità espressive, stilistiche e tecniche di differenti
mezzi comunicativi quali la scultura, il disegno, le installazioni,
i video e la fotografia. Lavora con oggetti e materiali comuni,
trovati o elaborati per creare installazioni e sculture all'interno
di gallerie o all'interno del paesaggio stesso. Ad interessarlo
sono gli oggetti più ludici e casuali del reale. Indaga
i segni, le tracce del vissuto metropolitano, per poi tradurli
in oggetti d'arte concettualmente elaborati. L'analisi di questi
urban explorers ci sprona ad accogliere con curiosità
l'aspetto visivo e semantico di una realtà in continua
mutazione, ad aprirci a nuove modalità visive e formali,
offerteci proprio dal nostro contesto culturale metacomunicante.
A cura di Cristiana Perrella. Produzione: Zone Attive
in collaborazione con Ambasciata del Messico, British School
at Rome e Forum Austriaco di Cultura. Museo Andersen, via Pasquale
Stanislao Mancini 20, Roma
Info: 063219089. Martedì – Domenica ore 9 –
20, chiuso il lunedì. Ingresso gratuito. Fino al 20 giugno
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