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RECENSIONI
L’arte immersiva del Gruppo T
“La monografia scritta da Lucilla Meloni sul Gruppo
T”.
di Patrizia Mania
E' appena uscito per i tipi della Silvana Editoriale il volume
Gli ambienti del Gruppo T -arte immersiva e interattiva”
a firma di Lucilla Meloni. Una consistente ricostruzione del
percorso del Gruppo T, nome di uno dei più importanti
gruppi di arte cosiddetta cinetica e programmata italiani,
capitolo quest’ultimo che non ha goduto a oggi di una
vasta letteratura e che pur tuttavia ha avuto estensioni ragguardevoli
sia attraverso l'attività dei gruppi che quelle di
singole individualità d'artisti.
Di per sé la generica classificazione del Gruppo T
all'interno dell'arte cinetica e programmata risulta restrittiva
e riduttiva rispetto all'effettiva ampiezza e significatività
delle opere e delle azioni ad esso connesse ed infatti più
specificamente l'autrice individua la loro arte, che pur all'inizio
corrispose esattamente a quelle istanze, come "immersiva
e interattiva" cioè appunto un’arte tesa
alla realizzazione di ambienti interattivi potenzialmente
in grado di sollecitare risposte diverse e non prevedibili
nello spettatore.L'opera d'arte da aperta si fa interattiva
scrive Meloni. Costituito da cinque componenti: Giovanni Anceschi,
Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele De Vecchi, Grazia
Varisco, il Gruppo T pur basandosi su un'idea collettivista
dell'operare artistico che portò a proporre delle opere
con la firma "Gruppo T"non disgiunse mai completamente
la produzione dalle singole personalità come invece
accadde altrove per altri gruppi che scelsero di firmare le
proprie opere solo ed esclusivamente dietro una sigla. Scorrendo
sulle pagine del libro mi sono chiesta se non sia stato anche
questo un deterrente alle furiose e rissose polemiche scatenatesi
per altri gruppi su questioni proprio concernenti paternità
e priorità e che forse hanno finito per indebolirne
la sostanza stessa e che per quel che concerne la realtà
di questo gruppo non hanno invece avuto spazio.
Quel che comunque interessa maggiormente è che per
più di un decennio le opere e le azioni del Gruppo
T hanno posto il problema dell'abitabilità dell'opera
(opera-ambiente) e della sua interazione con lo spettatore
in ciò facendosi pionieri di modalità operative
invalse poi nel decennio successivo. In anticipo sui tempi
e troppo radicalmente riottosi, per scelte ideologiche e culturali,
a dar seguito alle strategie del mercato la realtà
del gruppo è rimasta parzialmente sommersa per qualche
decennio e il libro ne ricalibra senz'altro la portata.
Gli anni presi in considerazione sono quelli corrispondenti
all'effettiva attività del Gruppo dal 1959 ai tardi
anni Settanta e l'analisi è distribuita nella sequenza
cronologica dei fatti e delle questioni anche teoriche che
via via si succedettero e diedero differenti spinte all'operare
del gruppo. Dagli "effetti" che collocano la ricerca
in ambito più segnatamente ed esplicitamente cinetico
programmato, alla successiva realizzazione degli "ambienti"
per finire con la loro esplicita interattività, il
libro ripercorre con uno stile asciutto, quasi l'autrice si
sia imposta di condividere di quella prassi artistica anche
il metodo, ogni fase restituendoci di questo Gruppo un'immagine
identitaria complessa e differenziata nelle singole personalità
dei componenti a tal punto che è, nei diversi momenti
in cui si articola, più libri in uno stesso libro.
L'immagine che alla fine se ne ricompone è ampia e
conferisce un giusto peso a questa realtà quasi sommersa,
venendo a colmare il vuoto di studi sistematizzanti sull'argomento
e saldando così un debito con la storia che della vitalità
di questo capitolo ha fatto finora in alcuni manuali addirittura
a meno.
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