la rete reale virtuale dell'arte contemporanea

ARCHIVIO ZENIT A cura di Emilia Jacobacci

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S.A.L.E.S. : per un'estetica della contaminazione.
di Emilia Jacobacci

Apertura, scambio, confronto, internazionalismo: l'identità del contemporaneo si nutre di un lessico che, significativamente, disegna una volontà di tensione verso un superamento, uno sconfinamento, un'ibridazione.
L'ambiente espositivo della galleria S.A.L.E.S. è una stanza minimale con pareti bianche e pavimento in legno, uno spazio unico in cui si è condotti attraversando il corridoio stretto e lungo accanto alla scala in ferro che porta al soppalco-studio dei galleristi. L'ortodossia estetica che apparentemente uniforma questa ad una qualunque delle gallerie interstiziali del tessuto romano, non tarda a rivelare invece una politica espositiva proiettata sul versante dello scambio e dell'apertura proprio verso l'orizzonte artistico meno convenzionale.
La volontà del duo Minnini-Ruggeri è quella di ampliare gli orizzonti al di fuori dei confini locali, "(…) presentando personalità emergenti nel panorama internazionale, ma inedite per la nostra città. Giovani artisti la cui ricerca espressiva si pone all'attenzione del pubblico per il forte impatto che il loro lavoro produce attraverso l'uso analitico e spregiudicato dei più svariati media contemporanei (…)" 1
La galleria così concepita mira a stabilire rapporti collaborativi con altre gallerie internazionali, ad incrementare la presenza di artisti stranieri a Roma invitandoli a lavorare in loco e a realizzare lavori ad hoc e a mantenere la vita artistica della città - spesso additata per i suoi confini angusti - nell'ambito di un contesto ampio, dinamico e innovativo.
La scelta di S.A.L.E.S cade su un'arte eversiva nella misura in cui sconfina dal tradizionale e si proietta oltre i canoni del prevedibile: non pensiamo solo alla luci della recente acclamata mostra di Wolfgang Tillmans (maggio 2002) ma anche, per esempio, per fare due nomi italiani, alle suggestive immagini aeree notturne di Grazia Toderi (Mirabilia Urbis, novembre 2001) o alle visioni fluorescenti e apocalittiche di Sarah Ciracì (aprile 2002).
L'attività dei curatori, in questo senso, non mira ad identificare un fronte estetico o poetico comune, ma al contrario a spaziare attraverso territori diversi, a tracciare connessioni e contaminazioni attraverso discorsi e linguaggi distinti.
Ed è proprio la contaminazione - mediatica, estetica, linguistica - la parola d'accesso alla realtà dell'arte attuale e ad uno spazio semantico che contiene nei suoi confini smagliati il sogno di un "oltre" e di un "altrove", di un luogo antitetico alla realtà dell'univoco, dello spazio conosciuto, del pre-organizzato e del pre-visto. Così come l'opera è ibrida e contaminata anche l'esperienza dell'arte è contaminazione: l'estetica contemporanea , non più conchiusa nei limiti della percezione iconica, sconfina in una fruizione sinestetica e amplificata. L'arte installativa, performativa e interattiva della contemporaneità si vede, si ascolta, si tocca, trascende oltre lo spazio-tempo nella dimensione di un'invisibile virtualità e si proietta altrove, mostra una via di fuga, accoglie e non dissolve l'antico mito della frontiera, limite di uno sconfinamento possibile,
uogo-non luogo che smette di esistere continuamente per essere attraversato, per essere superato e costantemente ridefinito. La galleria d'arte contemporanea allora, lungi dall'essere una boutique per amatori , rivela la sua vocazione: farsi anch'essa terreno di questa contaminazione, luogo della relazione, del contatto, in cui l'arte nella sua essenza liminare e instabile, possa passare , da meteora dell'immaginario umano e cadere nel tessuto vivo della nostra realtà.

  1. Minnini e Ruggeri "SALES: autoritratto di una galleria" intervento su ARTEL la prima rivista d'arte via fax" anno II n.40l

Tillmans: Lights (Body) da S.a.l.e.s
Ilaria Gianni


Da giovedì 11 Aprile a mercoledì 15 Maggio la Galleria S.a.l.e.s ospita la mostra di un giovane e riconosciuto artista tedesco di adozione inglese, Wolfgang Tillmans.
Tillmans nasce come fotografo che ritrae la vita contemporanea, la vita reale, cogliendone aspetti quotidiani e facendoli rivivere come un'esperienza nuova e rivelatrice. Con il suo stile fotografico particolare che è stato definito snap shot aesthetic, cattura in maniera diretta e apparentemente casuale momenti memorabili del reale con i loro particolari apparentemente insignificanti resi dall'artista estremamente pregnanti: amici, indumenti, oggetti quotidiani, militanti ecologici, attivisti gay, nature morte, autentiche vedute naturali e urbane e vita notturna nei club; tutto presentato in installazioni su muro combinando e intrecciando i diversi soggetti e i diversi formati evocando la complessità della vita stessa.
Se la priorità per Tillmans è fotografare i vari aspetti della vita contemporanea, quello a cui si è forse maggiormente dedicato, senza alcun intento documentarista alla Sander, è quello della club-culture. Con le sue foto della vita dei club europei, esplora la sua cultura e quella dei suoi contemporanei, presentando con laconica intensità dettagli che evidenziano la ricchezza e la diversità della sua generazione e della vita quotidiana
Lights (Body), in mostra alla Galleria S.a.l.e.s, ci rivela un inedito Tillmans alla prese con il video. La prima proiezione video realizzata dall'artista è definita come: "Un omaggio a tutti quegli eroi sconosciuti che creano spettacoli incredibili nei locali."
Girato per la maggior parte durante le notti folli del sabato sera londinese nel locale trendy Crash e in una discoteca di Helsinki, protagonista del video sono i particolari effetti luce degli ambienti, ripresi dal basso verso l'alto, e la musica elettronica che accompagna l'esperienza visiva accentuando da una parte l'astrazione della scena e dall'altra l'immersione nel reale. Varcando la soglia del portone della galleria trasteverina il visitatore è avvolto da una coreografia di luci che sembra essere guidata dal ritmo rimbombante della musica elettronica. La dimensione apparentemente alienante non provoca, tuttavia, uno spaseamento.
Con Lights (Body), Tillmans approfondisce certe sue passioni e allarga i suoi orizzonti con nuove sperimentazioni. Amante del suono e DJ dilettante, arricchisce ancora di più il suo legame con la musica realizzando egli stesso la parte sonora dell'opera. Mixando pezzi campionati di musica elettronica anni novanta, crea una musica familiare ma non riconoscibile, inserendosi così in quella totalità che conferma l'abbattimento dei generi e sconfinamento dell'arte proposto dal mondo contemporaneo. Il titolo Lights (Body) inoltre corrisponde alla duplice lettura che si può fare dell'opera. La particolare attenzione rivolta alle luci riprese dal basso verso l'alto in uno spostamento prospettico, ci induce a spostare la nostra attenzione verso qualcosa che ci è familiare e che solitamente non guardiamo, facendoci contemporaneamente riflettere sulla totalità di bodies al di sotto delle luci stesse. Tillmans infatti prosegue sulla scia da lui intrapresa di immergere lo spettatore in una situazione reale che si trasforma in esperienza non solo percettiva, ma anche in esperienza vissuta dalla memoria. Come nelle sue foto, Tillmans ci propone un'apparizione fugace della vita, impregnata tuttavia di un'immediatezza che cancella la solita distanza tra lo spettatore e l'immagine, trasportandolo immediatamente nella scena rappresentata. Una realtà avvolgente che trasforma l'opera apparentemente statica e bidimensionale in esperienza dove il limen tra arte e vita diventa quasi irriconoscibile; una realtà dunque intesa come esperienza vista e vissuta. Un omaggio alla vita , un omaggio al vivere, a un risveglio dei sensi in un mondo che ci rende passivi e massificati, un omaggio per una riflessione su una memoria recente o per stimolare un'esperienza da approfondire in futuro.

da sinistra:
1. "Lights Body", W.Tillmans, videoproiezione SALES 2002
2. " Mirabilia Urbis" Grazia Toderi videoproiezione SALES 2001
3. 4. "Un'estate a Bikini 2.0" , vernice fotosensibile su tela illuminata a wood. Sarah Ciracì, , SALES 2002