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	<title>Mlac2000 | Mlac</title>
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	<description>Museo Laboratorio d&#039;Arte Contemporanea</description>
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		<title>Licia Galizia. Sistemi</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2012 07:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Archivio Mostre]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third"><strong></strong>La mostra di Licia Galizia è stata pensata appositamente per lo spazio del Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell&#8217;Università di Roma La Sapienza. Il progetto si articola intorno al concetto di <span style="font-size: small;">sistema che viene p</span>roposto in diverse modalità: ai lati opposti della stanza due lastre quadrate colorate una rossa ed una nera con un sistema fisso; i colori scelti vogliono sottolineare, due sistemi rigidi, opposti e contrastanti.<br />
Un sistema ulteriore è la barriera che divide lo spazio in due parti e ostacola, o meglio, interferisce sulla visione delle pareti, in cui si articolano sistemi più o meno complessi, fissi e mobili, zincati e colorati. I sistemi sulle pareti hanno una duplice natura: le strutture base realizzate con canaline in ferro zincato e lasciate rigorosamente naturali, fisse e rigide come codici immutabili; le altre strutture, pur essendo realizzate con lo stesso materiale, sono colorate, mobili e mutabili, distribuite su tutto lo spazio.<br />
Il visitatore può osservare, attraversare e modificare gran parte dei sistemi. Il percorso è obbligato perché il passaggio è permesso solo ai lati opposti dello spazio formato dalla barriera.<br />
Il progetto comprende la pubblicazione di un libro a cura di Nadja Perilli con un saggio di Simonetta Lux, scritti di Lucia Latour e Francesca Lamanna. La mostra e il libro sono sponsorizzati dall&#8217;associazione culturale Mara Coccia.</p>
<p><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia021.jpg"><img title="Licia02" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia021-220x220.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia041.jpg"><img title="Licia04" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia041-220x220.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia051.jpg"><img title="Licia05" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia051-220x220.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia061.jpg"><img title="Licia06" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia061-220x220.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia071.jpg"><img title="Licia07" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia071-220x220.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a></p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia081.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-13330" title="Licia08" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia081-220x220.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia091.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-13331" title="Licia09" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia091-220x220.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia121.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-13333" title="Licia12" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia121-220x220.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia131.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-13334" title="Licia13" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia131-220x220.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia151.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-13336" title="Licia15" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/05/Licia151-220x220.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a><span style="font-size: xx-small;">Licia Galizia, Allestimento per il MLAC, 2000</span></div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Uemon Ikeda. Acrobazia</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2012 08:44:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third"><strong></strong>Uemon Ikeda è nato a Kobe, in Giappone, nel 1952. Si è diplomato nel 1977 all&#8217;Accademia di Belle Arti di Roma e da allora vive in Italia. Con la mostra Acrobazie l&#8217;artista persegue il funambolico desiderio di porsi tra comportamento ed assiologia, praticando del primo l&#8217;istanza esperienziale e dinamico-mnemonica, dell&#8217;altra, l&#8217;oggettività referenziale e progettuale. Nel testo di Simonetta Lux, pubblicato in occasione della mostra, si colgono le peculiarità di un vissuto esposto in chiave aforistica: l&#8217;interlinearità, analisi, atemporalità. Nel primo caso si tratta di interporre tra i pensieri propri dell&#8217;artista alcune riflessioni gnomiche, in modo da alternare delle vere e proprie annotazioni al flusso meditativo dell&#8217;artista. &#8220;Seguendo il suo filo logico del tempo, il pittore euristico che è capace di dipingere il suo soggetto nella sua sequenza del tempo e sarà capace anche di affrontare l&#8217;eventuale situazione. Sarà un mero quadro della situazione eventuale per il tempo comune di tutti&#8221;. Il rapporto tra pittura e scrittura è espresso per parallelismi nella consapevolezza del loro aspetto propositivo. L&#8217;artista espone il suo itinerario mentale e si avvicina alla definizione senza mai raggiungerla completamente, il suo è un atteggiamento teleologico, in lui c&#8217;è la previsione del progetto. La scrittrice parte, invece, da un&#8217;iconicità concreta e getta le basi per le ulteriori considerazioni, in questo modo articola il flusso narrativo facendo vacillare ogni continuità autoreferenziale, contrapponendo una proposizione capace di asserire e significare uno stato di cose alla descrizione di un processo in corso. Due anime si intrecciano in questo libro, &#8220;spartito&#8221; della mostra al Museo Laboratorio, diario di un&#8217;elaborazione che, oltre ad essere l&#8217;edificio teorico di una prassi operativa, ne è la sua motivazione profonda. Sfruttando l&#8217;equivalenza delle parti, critico ed artista, si lanciano in una stimolante concorrenza su piattaforme comuni, luoghi d&#8217;incontro intellettuale. L&#8217;analisi si svolge per &#8220;incursioni&#8221; nella storia dell&#8217;arte senza mai perdere di vista la specificità del lavoro dell&#8217;artista. Simonetta Lux divide in due parti la sua diagnosi dal titolo Il giardino perduto . Il lavoro di Ikeda è una tipica &#8220;chiusura dello spazio&#8221; in cui si avverte sia l&#8217;intenso legame con la cultura d&#8217;origine, il Giappone, sia il raporto continuo con la condizione spaziale occidentale, in particolare quella urbana, di cui traccia delle resezioni significanti, degli spazi teatrali vuoti quasi ad indicare la messa in scena del nulla, un diastema atto ad accogliere una vitalità ritualizzata dall&#8217;arte che, in tal caso, sottrae il pubblico alla &#8220;dimenticanza, all&#8217;inerzia, alla smemoratezza&#8221;. L&#8217;opera di riferimento a questo modo di agire di Ikeda è quella da lui eseguita nel 1995 dal titolo Follia di una Donna/ Nodo, in occasione della mostra Incantesimi, scene d&#8217;arte e di poesia, svoltasi nel Palazzo Orsini di Bomarzo (VT). In quell&#8217;occasione l&#8217;artista aveva reso impraticabile un sottopasso del castello rinascimentale con un grande nodo; il riferimento è alla fascia del Kimono femminile. Anche alla mostra al Museo Laboratorio Ikeda ha legato, con un grande nodo, due tavoli dell&#8217;arredo anni &#8217;40. Nella seconda parte dell&#8217;analisi Simonetta Lux si sofferma sui dipinti dell&#8217;artista, ne intuisce lo spostamento del punto di fuga al di fuori del quadro creando, così, uno sbilanciamento della &#8220;scatola prospettica&#8221; che fa scattare lo sguardo oltre i confini del pannello. La pittura  concepita come stimolo, segnale per lo spostamento del fuoco visivo in modo da condurre l&#8217;osservazione in tutta la galleria alla ricerca di un equilibrio tra dentro e fuori l&#8217;opera, si scorgono i paradossi prospettici delle opere di Sol Le Witt coadiuvati dall&#8217;evidente volontà di ripensare la griglia assiale dell&#8217;intero edificio. Travalicando il mero intento illusivo, i riquadri colorati fanno slittare la certezza prospettica in uno schema percettivo sintetico dello spazio; i disegni sono una conferma di ciò. La gabbia lineare indica un resoconto redatto in situ sottoforma di appunti, veri e propri &#8220;percorsi intuitivi e attraversamenti&#8221; che forniscono il tracciato ambiguo della composizione-decomposizione di uno stato apparente delle cose. L&#8217;idea di trasformare il museo in teatro e, viceversa, il teatro in museo, inserisce l&#8217;artista in un&#8217;arte concettuale che prevede la centralità dell&#8217;artista-attore e la perifericità dell&#8217;opera come medio per un&#8217;interazione con lo spazio. Questa lateralità dell&#8217;opera ci fa individuare una zona in cui l&#8217;arte si propone di ridefinire i luoghi intuendone la funzione comprensiva della vita umana, in modo da individuare, nei limiti dell&#8217;inerzia sostanziale delle cose, quelle architetture che condizionano l&#8217;esistenza. L&#8217;architettura programmata dalle tavole tecnigrafiche di Ikeda è una sorta di abitazione impossibile, un intreccio di linee di demarcazione di &#8220;un territorio dove ogni segno sembra rinfacciargli la non misurabilità della ragione del pensiero sullo spazio&#8221; . Così l&#8217; Architetto Paolo Martellotti definisce i disegni di Ikeda, i suoi progetti, menzonieri dal punto di vista prospettico, ma veritieri plastici di percorsi esistenziali. In fine l&#8217;atemporalità nella quale si svolgono le azioni della memoria, scandita dalle frasi, dalle considerazioni della interlocutrice Simonetta Lux, esclude ogni sequenza rigida di episodi o azioni, raduna, in un quadro unitario, ricordi recenti e remoti, rendendo impossibile ogni stratificazione dei momenti. Si tratta piuttosto di un assemblaggio che non ha profondità poiché appare nell&#8217;insieme come un grande affresco di emozioni, un drenaggio del subconscio svelato per automatismi psichici per associazioni libere, per cui ogni possibilità di organizzare il ricordo non come qualcosa che pre esiste ai sensi ma come qualcosa che insiste, prustianamente, sui sensi. Nel suo Teatro Impossibile, Uemon Ikeda si accinge a rappresentare le sensazioni si fanno presupposti per l&#8217;azione, diventano il punto di partenza per un intervento che è già a pieno titolo risolta nello spazio definito dall&#8217;artista, il desiderio è il motore dell&#8217;azione, la profondità e il vuoto reale offre lo spiazzamento dell&#8217;imprevisto nell&#8217;instabilità della vita.</p>
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<p><strong>Marcello Carriero</strong></p>
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<p><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda13-e1338539804738.jpg"><img title="ikeda13" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda13-e1338539804738.jpg" alt="" width="159" height="361" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda14.jpg"><img title="ikeda14" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda14-e1338539893612.jpg" alt="" width="176" height="361" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda15.jpg"><img title="ikeda15" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda15-e1338539921565.jpg" alt="" width="168" height="363" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda16.jpg"><img title="ikeda16" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda16-e1338539948150.jpg" alt="" width="176" height="361" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda17.jpg"><img title="ikeda17" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda17-e1338539973334.jpg" alt="" width="176" height="370" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda18.jpg"><img title="ikeda18" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda18-e1338540000730.jpg" alt="" width="176" height="368" /></a></p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13454" title="ikeda01" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda01-e1338539441723.jpg" alt="" width="220" height="135" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda02.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13455" title="ikeda02" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda02-e1338539464641.jpg" alt="" width="220" height="330" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13456" title="ikeda04" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda04-e1338539491221.jpg" alt="" width="220" height="143" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda05.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13457" title="ikeda05" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda05-e1338539517111.jpg" alt="" width="220" height="256" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda06.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13458" title="ikeda06" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda06-e1338539544488.jpg" alt="" width="220" height="333" /></a><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda07.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13459" title="ikeda07" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda07-e1338539689138.jpg" alt="" width="220" height="176" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda08.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13460" title="ikeda08" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda08-e1338539714717.jpg" alt="" width="220" height="176" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda09.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13461" title="ikeda09" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda09-e1338539737648.jpg" alt="" width="220" height="176" /></a> <a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda11.jpg"><img title="ikeda11" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda11-220x220.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a> <img title="ikeda12" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/ikeda12-e1338539828774.jpg" alt="" width="220" height="551" /></p>
<p><span style="font-size: x-small;">Immagin</span><span style="font-size: x-small;">i 1-8: alcuni progetti di Uemon Ikeda</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;">Immagini 9-16: visione dell&#8217;installazione presso il Museo Laboratorio</span></div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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		<title>Carla Accardi</title>
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		<pubDate>Wed, 30 May 2012 08:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wpcol-two-third">Nel centro esatto della città universitaria più grande e frequentata d’Europa, La Sapienza di Roma, al primo piano dello storico edificio del Rettorato (1935 di Marcello Piacentini), il 31 maggio 2000 con la mostra di Carla Accardi e la presentazione del sito internet <em>Luxflux</em> <em>Rete Reale/virtuale</em> <em>dell’arte contemporanea </em>riprende  l’attività del<strong> Museo Laboratorio di Arte Contemporanea</strong> all’Università La Sapienza di Roma, fondato e diretto da Simonetta Lux, docente di storia dell’arte e curatrice di eventi reali-virtuali.</p>
<p><strong>Carla Accardi</strong>, protagonista internazionale dell’arte dal dopoguerra ad oggi,  espone in questa mostra dei lavori recenti alcuni dei quali mai visti che continuano la sua costante ricerca del segno. Nella mostra ci sono delle opere su sicofoil che rappresentano uno dei momenti  salienti della sua attività artistica.</p>
<p>Dopo aver aderito nel 1947 a Roma al gruppo <em>Forma1</em> insieme a Consagra,  Dorazio, Guerrini, Perilli,  Sanfilippo e Turcato, Accardi realizza la sua prima personale alla <em>galleria Numero</em> di Firenze nel ’50. Nel ’54 intraprende la ricerca fondata sulla poetica del segno, che si articola per insiemi di segmenti pittorici bianchi stesi su fondi neri.</p>
<p>Nel ’64 è presente alla Biennale di Venezia con una sala personale in cui espone opere basate sulla ricerca del segno-colore, che per l’originalità delle soluzioni espressive colloca l’Accardi tra i maggiori artisti italiani. Successivamente inizia la sperimentazione di nuovi materiali di supporto come le superfici trasparenti di sicofoil; nascono così opere come <em>Tenda</em> del ’65 <em>Triplice Tenda</em> del ’69-71, <em>rotoli</em> <em>Dimenticarsi mettersi in salvo</em>. Se l’adozione del sicofoil abroga radicalmente il supporto affidando quei segni erratici direttamente allo spazio, il colore fluorescente con il quale sono tracciati apre la dialettica tra manualità ed artificialità.</p>
<p>La mostra resterà aperta dal 31 maggio al 26 giugno 2000.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nello stesso giorno dell&#8217;inaugurazione, verrà presentato un nuovo <strong>portale web</strong> dedicato all’arte contemporanea: <a href="http://www.luxflux.net/">http://www.luxflux.net</a>, sorto dall’esperienza di una rete di artisti, curatori, studenti, attivi a tutto campo nel territorio artistico e da un progetto di ricerca internazionale finanziato dal Ministero dell’Università. Si tratta di una mappa in corso d’opera delle situazioni non istituzionali, dei gruppi indipendenti, dei linguaggi di confine, dei luoghi d’arte non musealizzabili come i giardini d’artista, dei percorsi immateriali.</p>
<p>Reportage dai cinque continenti, appuntamenti online con opere e personaggi, riflessioni in forma lineare e non, e ancora spazio per scoperte e lavori originali di studenti universitari di ogni paese</p>
<p>Il Museo-Laboratorio è aperto alle proposte –progetto degli artisti che invita e presenta sistematicamente libri, testi, invenzioni, scoperte nelle <strong>Letture Attive-Active Lectures,</strong> che  uniscono ogni volta la presentazione ad un evento.</p>
<p>Come segno della sua presenza nella città universitaria La Sapienza, una città metafisica la cui imponenza architettonica ha la forza di un’icona, il Museo-Laboratorio bandisce un concorso per opere di artisti e designer che abbiano tale luogo come supporto, sfondo, soggetto.</p>
<p>E attraverso il suo indirizzo web:<a href="mailto:muslab@uniroma1.it"> muslab@uniroma1.it</a> si apre al dialogo continuo con tutti coloro che si interessano per qualunque motivo alle arti contemporanee.</p>
<p>A luglio, appuntamento fra arte e scienza con un evento e una mostra collegati al Congresso Mondiale di astrofisica di Roma.</p>
</div> <div class="wpcol-one-third wpcol-last"><a href="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/accardi3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-16220" title="accardi3" src="http://www.todbertuzzi.com/mlac/wp-content/uploads/2012/06/accardi3-220x220.jpg" alt="" width="220" height="220" /></a></div><div class="wpcol-divider"></div></p>
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