Il giorno 3 giugno 2004 al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell’Università di Roma “La Sapienza”, si inaugura la mostra di Gloria Pastore Guardo a cura di Mario de Candia e Patrizia Ferri.

Il fulcro della mostra di Gloria Pastore al MLAC è costituito da due sculture collocate in posizione speculare l’una rispetto all’altra. Le due opere a grandezza naturale incarnano emblematiche e levigate immagini femminili.
Questi due personaggi rispondono al calco di una medesima persona, reale ed in carne ed ossa, realizzato in resina sintetica e riproposto in due varianti, una bianca l’altra nera e tatuata.
Le figure rimandano ad una dimensione fluttuante e metafisica, tra presenza e assenza, luce ed ombra, l’io ed il suo doppio. Dimensione suggerita anche da una sorta di “falso movimento” che dal loro interno genera attriti, frizioni e sospensioni: tra spazio, tempo, implacabilità del divenire e tensioni interiori implose. Queste ultime, del resto, esplicitamente evidenziate dalle corde che legano e costringono entrambi i corpi.
Il tatuaggio, che connota la figura nera, rimanda alla universalità del linguaggio ed al corpo sia come suo supporto sia come sorta di mappa, misteriosa e da decodificare, di storie individuali e collettive; ma anche, come racconta la serie di formelle di gesso a parete, il tatuaggio rappresenta un segno di appartenenza e di identità ramificato verso altre realtà e culture, altri tempi ed altri luoghi.
A questi elementi centrali della mostra, fa da contraltare dialogico una teoria di serpenti (realizzati in polvere lavica) che, come icone-immagini profonde dell’immaginario simbolico collettivo, danzano lungo le pareti dell’ambiente, indirizzando lo sguardo verso due grandi pannelli nei quali gli stessi soggetti si compongono a formare una sorta di mandala ibridato.
L’artista mescola generi e culture diverse, frammenti antropologici arcaici e contemporanei, ironia e mistero, freddezza e passione e così focalizza, ulteriormente in questa circostanza, la sua intensa riflessione sull’ uno ed il molteplice, sull’identità e sulla differenza nonché sul corpo come tramite di comunicazione e di desiderio, e come parte di un gioco complesso di rimandi e di evocazioni, che apre orizzonti non esplorati dove l’artista privilegia “la dimensione dello smarrimento, non solo e non tanto come cifra del secolo che si compie, quanto come condizione per progettare un inedito approdo all’essere”.

La mostra è realizzata nella programmazione Laboratorio del MLAC con il contributo della Regione Lazio per le ricerche in “Applicazione nuove tecnologie multimediali arte contemporanea” nell’ambito dei corsi sperimentali di Stage/Master in Cura Critica e Installazione Museale, voluti dal direttore del Museo Simonetta Lux e realizzati dal curatore del MLAC Domenico Scudero.
La mostra resterà aperta dal 3 al 25 giugno 2004
Ufficio stampa: Tatiana Giovannetti

 

English text

Curated by Mario de Candia and Patrizia Ferri
Exhibition opening: June 3, 2004 at 6.30 p.m.

On June 3, 2004, at the Museum Laboratory of Contemporary Art of “La Sapienza” University in Rome, it will be inaugurated “Guardo” the personal exhibition of Gloria Pastore, curated by Mario de Candia and Patrizia Ferri.
The peculiarity of this exhibition is represented by two sculptures placed face to face. The two works, that are full-sized anybody smooth and emblematical female figure.
These two characters correspond to the tracing of the same real person, realized in synthetically resin, but while one is white the other is black and tattooed.
The two figure are connected with a metaphysical and floating dimension, between presence and absence, light and shade, between the “ego” and his double…This dimension is suggested also by a kind of “false movement” that from inside generates frictions and suspensions, between the space, the time, the implacability of the becoming and the inner tensions. These tensions are explicitly underlined by cords that bind and compress the both bodies.
The tattoo that distinguishes the black figure, suggests a link with the universality of the language and with the body that here represents, at the same time, a support and a kind of mysterious map, of individual and collective histories. But the tattoo represents also a belonging and identity sign branched towards other realities and cultures, other times and other places.
A theory of “snakes” (realized in a lava dust) represents the dialogue opposition, to these central elements of the exhibition. These images, like deep icon-images of the symbolic collective imaginary, dance along the walls of the room, turning the look towards two big panels where the same subjects, composing themselves, create a kind of new symbol.
The artist mixes different genres and cultures, anthropological fragments at the same time archaic and contemporaries, irony and mystery, coldness and passion  and in this way it focuses, further in this occasion, her deep reflection about the “one” and the “multiple”, about the identity and the difference and also about the body seen as the way of communication and desire, and as part of a complex game of evocation. This process opens new horizon not yet explored where the artist prefers “the dimension of the confusion, not only because it translates the sense of the end of the century, but also because in this context it represents a favorite condition to project a new landing in the own essence”.
The exhibition is realized according the Laboratory program of MLAC with the contribution of the Region of Lazio for the research in “New multimedial technology application for contemporary art”. It is realized according the MLAC program of experimental courses of Stage/Master in Critical Curating and Museum Installation. Given by the director of the museum Simonetta Lux and realized by the MLAC’s curator Domenico Scudero.

From June, 3 – 25, 2004
From Monday to Friday, 10 a.m. – 7.30 p.m.
Press office: Tatiana Giovannetti
English translator: Miriam Berardinelli